Foresta in Svezia

Un’interessante analisi sull’uso del territorio UE conferma che il «verde» è di gran lunga preponderante rispetto alle aree costruite dall’uomo


•• Cinque per cento! È questa, più o meno, la percentuale del territorio dell’Unione Europea che, in base all’ultimo rapporto dell’Eurostat (l’Ufficio Statistico della UE), è «occupato» da opere costruite dall’uomo: edifici, strade, ferrovie e ogni genere di impianto o infrastruttura.

Le foreste, e altri terreni boschivi occupano invece circa il 40% della superficie totale della UE: un quarto di essa è adibito a terre coltivate e un ulteriore quinto, infine, è composto da prati e altre categorie di terreni incolti. Il resto è distribuito, più o meno equamente, da rocce, laghi, fiumi, paludi e via elencando.

Come si è arrivati a questa ripartizione? Eurostat ha condotto, nel 2012, LUCAS: un’indagine sul territorio complessa e armonizzata, sviluppata su un livello di dettaglio mai attuato finora. Sono stati raccolti dati in 27 Stati membri, basati su 270mila punti analizzati da oltre 750 geometri con funzione di «ispettori del territorio». Di ognuno di questi punti è stata registrata - anche con l’ausilio di riprese fotografiche e immagini satellitari - la tipologia di copertura del suolo, e analizzati gli impieghi specifici. Le immagini fotografiche sono liberamente visionabili dal sito di Eurostat, nella directory dedicata all’Atlante Statistico.

 

Barcellona

 

Cliccando su uno dei punti, si potrà accedere alle foto raccolte in ciascun punto nonché a informazioni aggiuntive come, ad esempio, la dimensione e il tipo di copertura del suolo.

Il database LUCAS costituisce il punto di partenza per analisi spaziali e territoriali, sempre più importanti per la pianificazione e la gestione delle filiere in agricoltura, di foreste, sistemi idrici e aree urbane. LUCAS è anche un valido strumento per la programmazione di attività di mitigazione dell'impatto dei rischi naturali, e dei cambiamenti climatici.

Analizzando più in dettaglio il territorio dei singoli paesi UE, vediamo che quelli di Svezia, Finlandia, Estonia, Slovenia e Lettonia, sono costituiti per oltre la metà da foreste e aree boschive: la Svezia arriva addirittura al 76 % della superficie totale, seguita dalla Finlandia (72 %), dall’Estonia (61%), dalla Slovenia (60%) e dalla Lettonia (56 %).

DanimarcaLe percentuali più elevate di terreni coltivati ??sono stati rilevate in Danimarca (49%), Ungheria (47%), Romania (36%), Repubblica Ceca e Polonia (entrambe 34%), la Germania (33%), Bulgaria e Italia (entrambe 32%) e Francia (31%).

L’Irlanda, paese la cui componente «verde» è nota per antonomasia (67 %) ha più di due terzi del paese coperto da praterie naturali o agricole, seguita dal Regno Unito (40%), i Paesi Bassi (38%), il Lussemburgo (37%) e il Belgio (32%).

La maggior proporzione di territorio coperto da acqua (fiumi, laghi, mari) si trova in Finlandia (16%), Svezia (12%) e Paesi Bassi (11%), mentre Cipro (21%), Grecia (19%), Malta (15%), Spagna e Portogallo (entrambe con 12%) presentano la maggior percentuale di territorio alberato.

Un terzo di Malta è coperta da aree urbanizzate e altre costruzioni o tipologie impiantistiche, seguita da Belgio (13%), Lussemburgo e Paesi Bassi (entrambi con il 12%).

 

Boschi - ItaliaL’indagine Eurostat ha confermato come in Italia, in vent’anni, le foreste siano aumentate di 1,7 milioni di ettari. E questo, malgrado la deforestazione, l’urbanizzazione spesso frutto di politiche aggressive sul territorio e ogni altro tipo di insidia da tempo paventata. Ogni italiano, in pratica, dispone di una media di 200 alberi: ce ne sono infatti, sul territorio nazionale, ben 12 miliardi. Una riflessione è tuttavia d’obbligo: e parte dal fatto che la «riforestazione» è una conseguenza della degenerazione industriale, indotta a sua volta da errori economici e di programmazione. In Spagna, ad esempio, gli olivi si sono inselvatichiti, mentre in Italia sono state abbandonate molte vigne per la cessazione della convenienza economica nel produrre il vino. Il «polmone verde che cresce» può sì entusiasmare ma, spesso, è solo frutto di situazioni di abbandono.

La conferma di questo punto di vista sta nei 12 milioni di ettari di agricoltura, e terre coltivate, perduti. Mentre un terzo del territorio del Paese è coperto da urbanizzazione ed infrastrutture. Come a dire che, in caso di catastrofe, avremo certo di che scaldarci. Ma poco da mangiare.

 

Alessandro Ferri
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