Monte Rosa

Alessandro Ferri • La sicurezza sulle piste, di drammatica attualità, coinvolge rischi diversi, a cominciare dalle slavine. Sulle nevi del Monte Rosa è stato installato un sistema integrato, basato su telecamere e tecnologie wireless di ultima generazione, che monitorano il territorio



•• Come se non bastasse il drammatico bollettino di incidenti sulla neve, che hanno tristemente scandito il periodo delle festività natalizie, si è aggiunta la preoccupante vicenda di Michael Schumacher, dal 29 dicembre in coma a seguito di una brutta caduta sugli sci. Questa intensa successione di eventi, verificatasi nell’arco di appena venti giorni, ha sollevato la questione sulla sicurezza nelle piste da sci, sottolineando come la buona riuscita di una giornata dedicata al divertimento dipenda spesso da fattori esterni, solo in parte controllabili dalla capacità umana. Ma dove la capacità umana è costretta ad arrendersi ai suoi limiti, entrano in gioco le moderne tecnologie, e la professionalità nel saperle adottare e impiegare nel modo più appropriato. Un combinato disposto in grado di offrire un contributo fondamentale alla prevenzione degli incidenti e alla tutela dell’ambiente, creando così i giusti presupposti affinché tutto possa andare per il meglio. In gioco c’è la possibilità di scongiurare il rischio di imprevisti, individuando potenziali pericoli di slavine o addirittura valanghe che, al manifestarsi delle prime avvisaglie, possono essere rilevate preventivamente. E lo strumento dedicato per concretizzare tutto questo è quello del controllo di videosorveglianza.

Monte Rosa: 180 km di piste tra i 1.200 e i 3.300 metri di altitudine

È una questione di numeri, e di altitudine: quella a cui si trovano le piste gestite dalla Monte Rosa 2000 SpA, varia fra i 1.200 e i 3.300 metri. Si tratta di un complesso di «infrastrutture» che interessano un patrimonio ambientale da tutelare, e sulle quali deve essere garantita la massima sicurezza agli sciatori. La società a partecipazione pubblica, legata alla Comunità Montana locale, ha quindi voluto realizzare un progetto pilota di videosorveglianza basato sulle migliori tecnologie presenti sul mercato.


Monte Rosa


Oltre all’installazione di otto telecamere Mobotix, in grado di operare in ambienti estremi, da qualche anno è stato avviato anche un primo esperimento, tutt’ora in funzione, per l’utilizzo di una rete dati Wi-Fi nella parte più alta della montagna. Grazie a questo esperimento è stato possibile collegare con voce, video e dati le tre stazioni dell’impianto che parte dai 2.050 metri e arriva fino ai 2.970 di Passo dei Salati, per una distanza complessiva di 3.160 metri.

La connessione senza fili è stata realizzata per trasportare voce, video e dati, attraverso quattro ponti Alvarion con tecnologia a 2,4 GHz.


Telecamere Monte RosaL'iniziativa è stata concepita sia per esigenze di videosorveglianza delle piste del comprensorio - dando la possibilità alle forze dell'ordine di intervenire in caso di infrazioni e al soccorso alpino in caso di emergenza - che per offrire un servizio sempre migliore ai turisti, informandoli in tempo reale sulle condizioni meteo e di innevamento.

La finalità di garantire la sicurezza all'interno del comprensorio è stata garantita da una capillare attività di prevenzione svolta dal personale della centrale operativa. Uno dei compiti principali dello staff è infatti quello di collegarsi alle telecamere prima dell'apertura degli impianti, intervenendo a priori sulla sicurezza degli sciatori: prevenendo possibili valanghe grazie all'analisi meticolosa del manto nevoso prima che questo venga sollecitato dai solchi lasciati dagli sciatori, prevenendo e allertando tempestivamente su possibili malfunzionamenti degli impianti, studiando la direzione e la potenza dei venti, ecc. Operazioni rese possibili dalla elevatissima qualità delle immagini delle telecamere, a 3,1 Megapixel.

In quel versante del Monte Rosa che si affaccia sul Piemonte, tutto è quindi controllato e controllabile: per la tranquillità del gestore Monterosa 2000 S.p.A., e la gioia dei frequentatori. I compiti affidati alla videosorveglianza sono di vario genere: dal controllo delle piste fino alla promozione marketing del comprensorio via Internet. Grazie alla risoluzione a 3,1 megapixel le telecamere vengono infatti sfruttate come webcam, per offrire ai visitatori un collegamento di qualità e in tempo reale sulla situazione meteo e di innevamento delle piste.


Monte RosaAnche sotto il profilo prettamente turistico, il sistema ha offerto dunque grosse opportunità al comprensorio sciistico. Ne sono una prova gli accessi sulla pagina delle webcam del sito ufficiale da parte degli sciatori che, in procinto di partire da altre località ma anche già ospiti della valle, prima di acquistare il giornaliero, verificano in tempo reale lo stato di mantenimento della neve, la situazione dei venti in quota, il funzionamento degli impianti di risalita, ecc.

Il progetto vince per qualità, affidabilità e resistenza

A sette anni di distanza dalla prima videocamera, anche la resistenza è stata messa a dura prova, con risultati soddisfacenti. “Teniamo presente che parliamo di zone con venti che soffiano fino a 180 km/h e temperature che scendono fino a -25°C, per le quali abbiamo dovuto adottare accorgimenti particolari nella realizzazione degli impianti”, sottolinea Claudio Francione, Direttore tecnico di Monterosa 2000 S.p.A.

A tutto questo si aggiunge un ulteriore fattore di rischio, ben noto agli installatori di queste apparecchiature: il trasporto eolico. “Neve e ghiaccio, spostati dal vento, spesso vanno a colpire in pieno gli apparati. Ma l’involucro delle nostre telecamere è assolutamente predisposto per sopportare le situazioni più rigide - ghiaccio, acqua, freddo, ecc. - e, in questo senso, ci siamo accorti dei particolari vantaggi originati dall’assenza di parti in movimento delle telecamere impiegate”.


Alessandro Ferri

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