Oceano

Il Direttore Generale della FAO esorta ad una nuova politica di gestione degli oceani. Urge un nuovo approccio alle risorse marine per salvaguardare la sicurezza alimentare mondiale e promuovere lo sviluppo sostenibile


•• Le risorse marine del Pianeta non navigano… in acque tranquille. Sono necessari profondi cambiamenti nella modalità della loro gestione se vogliamo salvaguardare la sicurezza alimentare globale e garantire il benessere dei Paesi costieri e insulari.  Ad esortare verso un cambiamento di rotta nella politica di gestione della risorsa acqua è il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva, intervenuto al Blue Economy Summit, un incontro che ha visto riuniti Capi di Stato, Ministri dell'ambiente e della pesca oltre ad importanti organizzazioni: "Non possiamo continuare a utilizzare le risorse marine e acquatiche come se fossero inesauribili - ha esortato -. E non possiamo neanche continuare ad usare i nostri oceani come vasche di rifiuti!”

Nella risorsa acqua si rispecchia il benessere e la salvaguardia dell’Umanità. "La salute del nostro stesso pianeta, la nostra salute e la sicurezza alimentare, dipendono da come trattiamo il mondo blu" ha sottolineato da Silva. Meritano, quindi, soluzioni immediate tutti i gravi problemi che minacciano la salute degli oceani come l'inquinamento, la pesca eccessiva, condizioni meteorologiche alterate e l'innalzamento del livello del mare derivanti dal cambiamento climatico. È ora quindi di salpare verso, innanzitutto, una più efficace politica del rispetto!

La manna… dal mare

Il 17% circa delle proteine ??animali consumate nel mondo proviene dalla pesca e dall'acquacoltura, ma in molti piccoli stati insulari in via di sviluppo la percentuale è molto più elevata. ll sostentamento del 12% della popolazione mondiale dipende dalla pesca e dall'acquacoltura, e questo soprattutto nei Paesi in Via di Sviluppo. Grande, dunque, l’impegno delle acque a favore del sostentamento dell’Umanità. Ma come si esplica il nostro ringraziamento? Cattiva gestione, inefficienze e sfruttamento eccessivo! Il 30% degli stock ittici sono iper-sfruttati, esauriti o in fase di ricostituzione, con perdite economiche nel settore della pesca marittima che - come dimostrano gli studi della FAO - si aggirano intorno  a 50 miliardi di dollari l'anno.


acquacoltura


E poi c’è il lungo capitolo del cambiamento climatico che pone nuove sfide alle popolazioni che dipendono dagli oceani, modificando la distribuzione e la produttività delle specie marine e di acqua dolce, avendo effetti sui processi biologici e alterando le reti alimentari. Le ricadute dei cambiamenti meteorologici legati al cambiamento climatico stanno presentando il conto alle comunità che dipendono dagli oceani per la propria sopravvivenza, mentre l'innalzamento del livello del mare minaccia in particolare i piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS). A giudicare dalle innumerevoli dichiarazioni di intenti che si sono susseguite negli ultimi 30 anni, con la divulgazione di circa 80 differenti accordi a livello globale su come affrontare tutti i problemi che minacciano gli oceani, ci dovremmo sentire tranquilli! Peccato che alle parole non hanno spesso fatto seguito i fatti, affondati nel mare della politica del rinvio. "Non dobbiamo soltanto limitarci a prendere impegni, dobbiamo agire" esorta da Silva.

Imperativo: approdare ad una «blu economy»

Gli ecosistemi oceanici sani sono più produttivi e rappresentano l'unico modo per garantire economie sostenibili. Questo il punto di partenza di un efficace modello di «economia blu» che evidenzi il ruolo fondamentale della conservazione e della gestione sostenibile. Fondamentale, inoltre, garantire che i piccoli Stati insulari in via di sviluppo e i paesi costieri traggano un equo beneficio dalle loro risorse marine. Per sostenere il passaggio a questo nuovo approccio, la FAO scende in… acqua lanciando la Blue Growth Initiative, un progetto di assistenza da parte dell’Organizzazione nei confronti dei Paesi atta a far sviluppare ed attuare un'economia blu facendo crescere programmi e strategie.  L'iniziativa avrà lo scopo di favorire i partenariati e fungere da catalizzatore per lo sviluppo di politiche, investimenti e innovazione a sostegno della sicurezza alimentare, la riduzione della povertà e la gestione sostenibile delle risorse acquatiche.


Roberta Di Giuli



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