Rifiuti

L’adozione, lo scorso luglio, da parte della Commissione europea di una serie di indicazioni destinate a divenire circolari e comuni nel settore del package nella direzione della diminuzione delle fonti di inquinamento e recupero di risorse, accolte da quattro grandi industrie del riciclo


«Verso un’economia circolare: un programma zero inquinamento per l’Europa», questo il titolo dell’iniziativa della Commissione di Bruxelles che ha trovato accoglienza in quattro importanti strutture industriali del riciclo a livello continentale già impegnate nella promozione di un’economia circolare, destinata appunto a ridurre e governare l’uso delle risorse e a favorire il risultato delle «zero emissioni» e dello «zero inquinamento».

Le quattro industrie in questione sono la Confederazione delle industrie europee della carta (CEPI), l’Associazione europea delle industrie dei metalli non ferrosi (Eurometaux), I riciclatori della plastica europei (PRE) ed il raggruppamento delle industrie europee della rigenerazione (GEIR). Gli obiettivi che queste industrie hanno sottoscritto in base alle indicazioni di Bruxelles, sono:

? la progressiva messa al bando delle discariche per un inquinamento riciclabile;

? un miglior impiego e circolazione dei dati e delle informazioni di settore;

? nuove iniziative di contrasto al traffico di sostanze inquinanti soprattutto per combattere i trasporti via nave;

? il connubio tra innovazione e ambiziosi target sul fronte del riciclo a vantaggio dell’ambiente.

Il punto forte dell’iniziativa è la convinzione che mentre il package ha raggiunto già obiettivi importanti nel settore dell’impiego di materiali riciclabili, esistono ancora dei settori e degli spazi di intervento che richiedono maggiore chiarezza e impegno. In primo luogo, la stessa definizione proposta di riciclo è troppo ampia e generica e può creare confusione nello stesso significato dei rifiuti, nella raccolta e pretrattamento, mentre sarebbe opportuno definire chiaramente il tutto per favorire processi di raccolta, recupero e riciclo di alto livello dei materiali così da contribuire all’efficienza delle risorse e a un accesso sostenibile a materiali di valore. L’assenza di una precisa definizione di riciclo può comportare un miscuglio di target di riciclo. Il proposto cambio di metodologia per calcolare il riciclo deve porsi obiettivi ambiziosi ma deve anche tener conto della realtà industriale. Il riferimento all’alta qualità del riciclo, per essere realmente valutabile, non deve focalizzarsi troppo sulla quantità e non abbastanza a favore della alta qualità della raccolta, della classificazione e del riciclo dei diversi tipi di materiale. La raccomandazione è per un approccio maggiormente centrato sul prodotto da riciclare e che quantifichi anche l’entità delle diverse materie prime in specifici gruppi.

Fine dello status di rifiuto. Il concetto di qualità del trattamento e del riciclo inteso come sopra deve essere applicato anche qui. Se smaltimento dei rifiuti è semplicemente esportarli fuori dell’Unione Europea senza garanzie sulla qualità del trattamento, questo status non può contribuire all’economia circolare per la quale l’Europa si sta cominciando ad impegnare.

La raccolta ambiziosa e i target di riciclo possono essere un importante elemento di traino per incrementare i livelli di riciclo. Ne è un esempio quello degli oli esausti, dove l’Europa dovrebbe introdurre il riciclo e la raccolta. Ridefinire gli oli esausti come oli di base potrebbe contribuire all’economia circolare del continente ed è una via tecnicamente percorribile per governare il flusso pericoloso degli inquinanti.


Roberto Mostarda
[26 Ago 2014]
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