Deforestazione

Il WWF racconta la storia di un Pianeta che rischia di perdere 170 milioni di ettari di foreste entro il 2030, e con essi un patrimonio di biodiversità inestimabile. La soluzione dell’associazione: un’eco-agricoltura integrata nei processi circolari della natura che elimini gli sprechi alimentari oggi esistenti


•• Le foreste abbandonano il Pianeta, ed entro il 2050, se non si interviene, saremo costretti a contarne 230 milioni di ettari in meno. Per bilanciare il danno è utile ridurre a zero la perdita entro il 2020, o a tuonare non saranno più solo gli studi e i report ma il clima, con le sue pericolose variazioni, oltre a perdite economiche gravi. A lanciare dati allarmanti intanto è il rapporto del WWF «Living Forests Report: Saving Forests at Risk», presentato in occasione del vertice «Tropical Landscapes Summit: A Global Investment Opportunity», di Giacarta, in Indonesia.

Le foreste sono spazzate via da un’agricoltura in espansione - poco scrupolosa per via di una domanda altrettanto in espansione (passeremo dagli attuali 7,2 miliardi di abitanti del pianeta, ai 9,6 previsti nel 2050) - che oggi si è impossessata, tra coltivazione e pascoli, del 38% delle superfici delle terre emerse. Le coltivazioni più «ghiotte» di terreni sono oggi, oltre al dato molto significativo dell’allevamento commerciale, le produzioni di olio di palma e di soia (vedi «biocarburanti»).

C’è poco da fare: se il Pianeta è affamato a questa fame dobbiamo dare risposta. Il WWF, che lancia l’allarme, propone una strategia: la sfida di alimentare una popolazione in costante crescita passa, come l’Associazione sottolinea nel programma per EXPO 2015, attraverso un’eco-agricoltura integrata nei processi circolari della natura che elimini gli sprechi alimentari di oggi.

I luoghi dell’abbandono

11 i punti caldi nel mondo dove si registra un ritmo di perdita preoccupante. Di questi 10 nei tropici, che entro il 2030 rappresenteranno oltre l'80% della perdita di foreste a livello globale. Amazzonia, foresta atlantica e Gran Chaco, Borneo, Cerrado, Choco-Darien, Africa Orientale, Australia orientale, Greater Mekong, Nuova Guinea e Sumatra e il Bacino del Congo. Questi i polmoni verdi che rischiano di smettere di respirare. E in questi luoghi in affanno si registra la più ricca concentrazione di fauna selvatica al mondo, specie in via d'estinzione come oranghi e tigri, oltre a rappresentare aree fondamentali per molte comunità indigene. Se il trend attuale di deforestazione non si ferma, tra il 2010 e il 2030 perderemo fino a 170 milioni di ettari di foreste. Isabella Pratesi, Direttore programma di Conservazione Internazionale del WWF Italia, ci spinge a dare immagine ai numeri: "immaginate un bosco che si estende in tutta la Germania, la Francia, la Spagna e il Portogallo spazzato via in soli 20 anni", spiega.


Dzanga


Il rapporto è stato presentato in occasione del «Tropical Landscapes Summit: A Global Investment Opportunity» di Giacarta, meeting internazionale di leader politici, imprenditori e della società civile "occasione per proporre investimenti verdi e istituire partenariati pubblico-privato di trasformazione", afferma il direttore generale del WWF Internazionale Marco Lambertini. "L'Indonesia - ha spiegato - ha una grande opportunità, la transizione verso una innovativa economia verde che metta in primo piano la prosperità umana e il benessere tanto quanto un ambiente sano. La scelta di mantenere foreste sane e naturali per molteplici scopi e per ottimizzare la produttività del territorio circostante sarà un esempio interessante di questo approccio. Abbiamo bisogno di una intelligente pianificazione territoriale, che riconosca il valore a lungo termine di paesaggi forestali sani ".

Ed è proprio in nome della foresta da salvare che il WWF lancia la raccolta fondi a supporto della campagna «Cuore Verde dell’Africa», dedicata al Parco di Dzanga Sangha nel Bacino del Congo . La Giornata delle Oasi prevista il 24 maggio, sarà preceduta da due settimane di raccolta. Oggi il Bacino del Congo è, purtroppo, uno dei luoghi del Pianeta dove la deforestazione e la distruzione delle risorse hanno raggiunto una pericolosa intensità: ogni anno, infatti, in questa parte dell’Africa si perdono 700mila ettari di foreste tropicali. A rischio, dunque, un incredibile patrimonio di biodiversità e risorse naturali messo in pericolo anche dal bracconaggio, delle illecite attività estrattive e dai recenti conflitti armati.

Roberta Di Giuli
[01 Mag 2015]
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