di Monica Cerroni • L’aspettativa del mercato, in questo strategico settore, rappresenta una tappa prioritaria per il nostro Paese con ricadute positive nel sistema economico. Eppure questo fondamentale obiettivo appare di non facile attuazione


Monica Cerroni Presidente Assoambiente

Il processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali è stato troppo spesso al centro di ripetuti interventi normativi che hanno prodotto un quadro complessivo caratterizzato da eccessive frammentarietà ed incertezza. Questo scenario penalizza non solo gli operatori economici del comparto, peraltro già fortemente danneggiati dal patologico fenomeno del ritardo nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, ma incide negativamente anche sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. È ormai unanimemente riconosciuto che un reale ed effettivo processo di liberalizzazione di questo mercato contribuirebbe a promuovere una fase di crescita per il nostro Paese con significativi effetti benefici per l’intero sistema economico, anche in un’ottica di potenziamento della capacità attrattiva, da parte dell’Italia, di investimenti di operatori economici stranieri.

Una piena e completa apertura del mercato dei servizi pubblici locali è, del resto, perfettamente in linea con le indicazioni espresse in più circostanze dell’Unione Europea ai Paesi Membri. Nello specifico, per quanto riguarda l’Italia, le istituzioni dell’Unione hanno espressamente indicato tale obiettivo come priorità e condizione necessaria ed imprescindibile per ristabilire e rafforzare la fiducia nei confronti del nostro Paese. Il settore dei servizi pubblici locali ha assunto un ruolo strategico per l’intero sistema economico e rappresenta una parte consistente degli appalti di servizi; secondo gli ultimi dati diffusi dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, questi hanno raggiunto, nell’anno 2011, un valore pari a 38,1 mld di euro, pari al 41,1% della domanda complessiva di contratti pubblici (la domanda di contratti pubblici di lavori si è attestata invece sui 28,7 miliardi, pari al 31% del complessivo).

Un percorso difficile

In tale contesto, il comparto dell’igiene ambientale subisce in modo significativo i riflessi negativi derivanti dal mancato avvio di una concreta ed effettiva liberalizzazione. Il settore è oggi caratterizzato da un fatturato aziendale di circa 8 miliardi di euro con un numero complessivo di lavoratori pari a 90mila addetti (di cui circa 45mila dipendenti di aziende pubbliche e circa 25mila dipendenti presso aziende private). Il già articolato processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ed in particolare della gestione dei rifiuti urbani, è oggi ulteriormente minacciato da una proposta di Legge che rischia di frenare l’apertura del mercato e anzi di legittimare, in maniera ingiustificata, la prosecuzione degli attuali affidamenti in house.

 

Orlandi per Assoambiente

Questa proposta di Legge (AC 4240-B, recante «Modifiche al D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, e altre disposizioni in materia ambientale»), attualmente al vaglio delle Commissioni della Camera per il solo settore della gestione dei rifiuti urbani, introduce una radicale deroga alla disciplina generale dei servizi pubblici locali; si prevede, infatti, la possibilità, per gli attuali gestori «in house» dei servizi ambientali, grazie all’aggregazione tra gli stessi, di proseguire nell’erogazione del servizio evitando l’applicazione delle recenti disposizioni sui limiti per gli affidamenti diretti. La norma stabilisce, inoltre, che il nuovo soggetto diventi Autorità d’ambito a tutti gli effetti, ovvero soggetto amministrativo di controllo che sovraintende la procedura di affidamento e controlla lo svolgimento del servizio.

La norma contrasta evidentemente non solo con l’obiettivo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali che l’attuale Governo si era posto al momento del suo insediamento, ma anche con i recenti interventi in tal senso dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture che hanno auspicato un intervento più incisivo del Legislatore sul versante dell’effettiva realizzazione del processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali.

 

 

Monica Cerroni
Presidente FISE Assoambiente
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