Fiume in secca

di Giovanni Notaro • La carenza di piogge, che da una parte ha forte ripercussioni su ambiente e produzione agricola e dall’altra favorisce la criminale attività dei piromani, impone una strategia a lungo termine per tutelare e valorizzare le risorse idriche nazionali

 

Mario Catania Ministro politiche agricoleA tale proposito il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, nel corso di un intervento a «Prima di tutto» su Radio1Rai, si è così espresso: “Il tema dell’acqua diventerà uno dei temi fondamentali dei prossimi anni, in Italia dobbiamo imparare a gestire meglio l’acqua, in modo più razionale, più confacente a tutte le necessità di tipo civile, industriale, agricolo: è un bene prezioso e non possiamo disperderlo.” “La drammaticità della situazione a cui ciclicamente è sottoposto il nostro territorio dalla siccità, che in questi giorni colpisce severamente alcune delle nostre più importanti regioni agricole, impone una riflessione che vada oltre l'emergenza, per la quale gli uffici del Ministero sono comunque mobilitati. Il tema dell'acqua è sempre più chiaramente una delle questioni centrali per il futuro economico e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. Finora, per fronteggiare l’emergenza, abbiamo deciso di accelerare le procedure per dichiarare lo stato di calamità naturale e abbiamo avviato l’iter per ottenere dalla Commissione europea l’autorizzazione all’erogazione degli anticipi Pac 2012 a partire dal prossimo 16 ottobre, accorciando di circa 50 giorni i tempi previsti dalle scadenze comunitarie, in modo da garantire ai nostri agricoltori un sostegno in una fase di difficoltà produttiva. Per affrontare in modo sistematico la questione convocherò al più presto una riunione con gli assessori regionali all’Agricoltura con i quali esaminerò non solo i provvedimenti necessari sul breve periodo, ma anche una strategia nazionale per l’acqua”.

 

Essendo l’intero perimetro dell’Italia pressoché totalmente circondato dal mare, viene istintivo pensare che, non la soluzione ma comunque un aiuto a portata di mano, ancorché di costosa realizzazione, potrebbe essere la realizzazione di un certo numero di dissalatori; questo comporterebbe costi non indifferenti ma la valutazione lato spesa verrebbe certamente calmierata se si tenesse conto dell’impatto economico derivante dai danni provocati nel tempo all’agricoltura (milioni di ore/uomo perse, mancati introiti e interruzione di un ciclo economico virtuoso, stato di crisi ecc.).

 

Giovanni Notaro
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