MaldiveRoberta Di Giuli • Approda alle Maldive, nell’atollo di Faafu, un progetto pilota di sostenibilità ambientale che porta la firma dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con la Caritas italiana. L’obiettivo: ridurre le emissioni di anidride carbonica adottando le rinnovabili nell’arco di un anno

 

•• L’inquinamento aggredisce i nostri sogni d’evasione… Così, anche l’atollo incontaminato e paradisiaco dell’immaginario collettivo, non gode in realtà di buona salute. A ciò si aggiunga che anch’esso è nella lista nera dei siti a rischio di inondazione, possibile vittima eccellente degli effetti collaterali del «democratico» global warming…

A prendere a cuore il caso è stata l’Università di Milano-Bicocca che ha avviato, presso l’atollo Faafu dell’arcipelago, il programma «Benefici dall’uso delle rinnovabili» articolato in tre azioni: installazione di pannelli solari, adozione di lampadine a basso consumo e corsi di formazione e informazione ambientale.

Gli obiettivi principali sono la riduzione della dipendenza da combustibile fossile, la diminuzione del degrado ambientale e l’impegno ad assicurare una maggiore autosufficienza energetica soprattutto alle isole più remote sfruttando, principalmente, le fonti rinnovabili come il sole, il vento e le biomasse.

Il progetto, della durata di un anno, ha un costo complessivo di 210mila euro ed è sostenuto, con una certa sorpresa…, da Caritas Italiana con 150mila euro!

Una risposta efficace… se globale

Le isole delle Maldive si innalzano per meno di un metro sulla superficie del mare. Il rischio di sommersione a causa del riscaldamento globale, che provoca un lento ma costante innalzamento delle acque, è molto concreto. Un problema globale ha bisogno di una risposta globale. “Questo progetto rappresenta per noi una sfida che vuole dimostrare come i problemi legati ai cambiamenti climatici globali possano essere affrontati unendo tutte le forze disponibili, comunità locale e non. Solamente con lo sforzo congiunto di tutti, infatti, si possono ottenere miglioramenti reali dell’ambiente circostante e, di conseguenza, anche nella qualità della vita”, afferma Paolo Galli, ricercatore del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell'Ateneo e coordinatore del progetto.

Far crescere un comune senso di responsabilità per la salvaguardia del creato e scelte consapevoli anche in relazione agli stili di vita quotidiana e al loro impatto sugli altri e sull’ambiente. Questo - sottolinea Paolo Beccegato, responsabile dell’area internazionale di Caritas Italiana - è l’impegno costante di Caritas Italiana e in questa prospettiva si inserisce il programma avviato alle Maldive, dove siamo presenti dall’immediato post-tsunami accanto alla popolazione colpita dal maremoto”.

 

Il programma prevede tre attività:

? L’installazione di pannelli solari. Attualmente il consumo medio giornaliero di energia è di circa 40-50 kWh. Se si considera che verranno installati dei pannelli in grado di erogare 30 kWh e che ogni 3 kWh di elettricità prodotta dai pannelli solari permette di risparmiare un litro di gasolio, si deduce che l’impianto sarà in grado di ridurre di circa il 50% il fabbisogno di combustibile fossile. I vantaggi di un sistema a pannelli solari sono notevoli: costi di manutenzione minimi, blocco dell’aumento del prezzo del petrolio e notevole contenimento della produzione di emissioni nocive nell’atmosfera.

? L’installazione di lampadine a basso consumo energetico. Tutte le vecchie lampadine ubicate sia in posti pubblici che nelle residenze private verranno sostituite con nuove lampadine di ultima generazione a basso consumo energetico. Circa 1.000 punti luce attrezzati con i nuovi LED porteranno a un risparmio ulteriore di circa 20 kWh.

? Lo sviluppo di un progetto di educazione. Le popolazioni locali saranno coinvolte direttamente nei progetti di educazione. L’Università di Milano-Bicocca terrà dei seminari volti alla formazione delle persone che a loro volta saranno poi gli «ambasciatori» del’informazione ambientale presso la propria comunità locale. L’esperienza di Magoodhoo vuole, infatti, anche rappresentare un modello per altre isole vicine. I temi sviluppati saranno focalizzati sugli effetti del cambiamento climatico, incoraggiando i comportamenti virtuosi indirizzati all’ambiente circostante. Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani. Gli studenti della scuola di Maghodoo verranno, infatti, coinvolti nella realizzazione di video per illustrare l’impatto ambientale dato dal non utilizzo di energie rinnovabili ma anche di come queste, opportunamente sfruttate, possano mitigare gli effetti nocivi dell’inquinamento. I video verranno realizzati in inglese e divheli, saranno disponibili sulle principali piattaforme di streaming come YouTube e verranno presentati alle scuole e alle comunità locali, permettendo in questo modo la diffusione delle informazioni alle altre comunità delle isole vicine. Gli studenti potranno anche raccontare su un blog la loro esperienza.

 

Grazie a questo progetto avremo soprattutto la possibilità di ridurre il consumo di carburante, diminuendone l’impatto sulla nostra economia. Sfruttare l’energia solare significa meno inquinamento e meno dipendenza da energie esterne”, afferma Abdulla Naseer, sindaco dell'isola di Maghodoo. “Il prossimo step sarà lavorare sull’acqua potabile con la costruzione di un sistema fognario e di depurazione”, conclude Naseer.

 

L’Università di Milano-Bicocca è già presente alle Maldive con altri progetti di ricerca. Sull’isola di Maghodoo nel 2011 l’Ateneo ha aperto, in collaborazione col governo della Repubblica delle Maldive e col sostegno del ministero degli Affari Esteri, un Centro di ricerca e formazione sulla sostenibilità ambientale e sulla protezione della scogliera corallina nel quale si svolgono master e corsi rivolti anche agli studenti maldiviani.

 

Roberta Di Giuli
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