Treno VerdeAlessandro Ferri • Anche quest’anno il “convoglio” di Legambiente percorrerà i binari italiani, divulgando soluzioni a basso impatto ambientale per la mobilità sostenibile, e rilevando qualità dell’aria e inquinamento acustico


•• Il Treno Verde compie 25 anni: l’iniziativa realizzata da Legambiente e Ferrovie dello Stato, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la collaborazione di Enel Green Power, è stata confermata anche quest’anno.

Il Treno Verde è partito giovedì 7 marzo da Roma, per approdare il giorno dopo a Bari e proseguire in altre sette città. Le apparecchiature nelle carrozze rileveranno, durante ogni sosta, la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico, mentre i visitatori della sezione espositiva riceveranno consigli sulle soluzioni a basso impatto ambientale praticabili già oggi.

Il convoglio è quindi allo stesso tempo un laboratorio e una mostra. Le quattro carrozze espositive rappresentano una «Smart City» su rotaia, creata per illustrare a studenti, cittadini e rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni quali siano le caratteristiche che ogni centro urbano dovrebbe avere per consentire ai suoi abitanti di muoversi e vivere all’insegna della sostenibilità.

Smog e inquinamento acustico monitorati

Treno VerdePer far capire ai visitatori quanto si sia ancora distanti dagli obiettivi virtuosi che, della Smart City, costituiscono il paradigma, si è partiti dalla realtà. Il laboratorio mobile sulla qualità dell’aria, realizzato da Italcertifer, seguirà il Treno Verde nel suo viaggio: il furgone, attrezzato con fonometro e apparecchiature in grado di rilevare i livelli inquinanti, sosterà nelle zone più a rischio delle varie città, misurando le concentrazioni di Pm10 (le polveri sottili sospese in aria con un diametro uguale e inferiore a 10 micron), benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo, ozono e i decibel di troppo. “A fine tappa" - ha spiegato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente - “si tireranno le somme: e i risultati acquisiti su smog e inquinamento acustico saranno resi noti”.

La qualità dell’aria continua ad essere un tema di grande attualità. Nonostante l’Unione Europea abbia dedicato l’anno in corso alla riduzione dello smog, le nostre città non riescono ancora a competere con quelle europee. Sull’argomento pesa poi, come un macigno, la sentenza del 19 dicembre scorso della Corte di Giustizia europea, che ha confermato il ricorso per l’inadempienza dell’Italia rispetto ai livelli di Pm10 registrati e gli ultimi dati fuori controllo: nei primi mesi del 2013 i valori di Pm10 hanno superato i limiti di legge (prevedono il superamento di 50 microgrammi per metro cubo (?g/m³) non più di 35 volte in un anno) in sette città e tredici capoluoghi li hanno già registrati fuori norma per 30 giorni.

Chi è il maggiore responsabile dell’innalzamento delle polveri sottili?

trenoverde_2013L’imputato numero uno è sempre, stando alle rilevazioni, il traffico automobilistico urbano. In Italia, complice reti di trasporti pubblici urbani non sempre efficienti, l’auto privata rimane infatti il mezzo privilegiato. Su 53 capoluoghi monitorati da Legambiente, sono ben 45 quelli dove per i piccoli spostamenti si ricorre ancora, prevalentemente, alle quattro ruote e un motore. La domanda di prammatica è allora la stessa: “come modificare le abitudini quotidiane degli italiani, facendoli diventare più «smart» e, di conseguenza, renderli degni di pretendere di vivere in una «Smart City»?” E la risposta è quella, univoca, di sempre: “puntando sul trasporto pubblico e sulla riqualificazione dei nostri centri urbani”. Proprio quello che gli esperti, gli addetti ai lavori e, soprattutto, gli utenti, chiedono a gran voce da decenni. E proprio la linea individuata dalla mostra ospitata dal Treno Verde. “Il primo vagone” - dice Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente - “illustra le forme di trasporto più virtuose come quelle su ferro (tram, treno e metrò), presenta l’auto elettrica e spinge i visitatori a confrontare l’auto alla bici e al bus. Il secondo vagone introduce alla «Smart City»: un ambiente organizzato dove edilizia, architettura ed energie sostenibili convivono armonicamente, e dove la prevenzione del rischio idrogeologico e sismico e il ridotto consumo del suolo portano a un maggior rispetto dell’ambiente. Il terzo vagone spiega gli stili di vita che, nella vita di tutti i giorni, consentono all’uomo di contribuire a questo maggior rispetto. Il quarto vagone è infine dedicato al verde urbano”.

trenoverde_2013Per avere un’aria più respirabile e un ambiente più vivibile non occorre, tuttavia, fare sacrifici estremi o rinunciare alle tecnologie moderne. “Basterebbe”, ricorda Zampetti, “che nel nostro Paese la raccolta differenziata dei rifiuti passasse dall’attuale 30 al 65 per cento, proteggere maggiormente le nostre risorse idriche e, soprattutto, incentivando forme alternative di mobilità. Per scendere una buona volta dal primato europeo dell’auto (in Italia ve ne sono 60 per 100 abitanti)”.

E se l’esperienza diretta di mostrare, grazie al Treno Verde, come sia possibile accedere a tecnologie e comportamenti virtuosi è stata premiante, resta ancora molto da fare. Il mezzo ferroviario è uno dei capisaldi con cui, progressivamente, si sono ottenuti considerevoli risultati nella tutela dell’ambiente. Lo dimostrano, ad esempio, le migliaia di persone che ogni giorno percorrono le reti ad Alta Velocità rinunciando all’auto o all’aereo che avrebbero, fino a pochi anni fa, utilizzato per i loro spostamenti.

Strada ferrata e car sharing

In occasione della partenza del Treno Verde le Ferrovie Italiane hanno diffuso gli ultimi risultati sui servizi da loro forniti: nel corso del 2012, grazie all’aumento dei passeggeri sulle «Frecce» (Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca), è stato possibile abbattere le emissioni inquinanti di ulteriori 60mila tonnellate. Nel corso dell’anno passato le Frecce hanno trasportato 39 milioni e 800mila passeggeri (+6,5% rispetto al 2011), percorrendo cumulativamente 12 miliardi e 310 milioni di chilometri (+7,2%): le oltre 60mila tonnellate di CO2 risparmiante derivano proprio da quei circa 829 milioni di km in più percorsi dai passeggeri nel 2012. Un miglioramento costante e tangibile, che non si ferma alla sola rete ad Alta Velocità, ma che è parte di una serie di azioni combinate comprensive, per il trasporto regionale, degli investimenti per due miliardi e mezzo di euro per ammodernare la flotta e migliorare la qualità dei servizi ai pendolari, e si articolano in nuovi, avanzati e sempre più attrattivi servizi a chi viaggia. Dal «car sharing» dedicato in dieci stazioni italiane, alla possibilità di noleggiare auto elettriche nelle stazioni di Roma e Milano, fino alla nuova sezione del sito istituzionale, intitolata «Trenitalia e l’ambiente», dedicata ai temi ecologici, accessibile da www.trenitalia.com.

 

Alessandro Ferri
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