SOS delfiniDelfinari sotto accusa! Nella giornata mondiale contro la cattività dei mammiferi marini, la LAV svela gravi violazioni nelle strutture che in Italia li ospitano, votate più allo spettacolo che all'attività di educazione e conservazione. Ed anche Marevivo chiede l’intervento del Ministro dell'Ambiente

 

•• La Giornata mondiale contro la cattività dei mammiferi marini, che cade oggi 4 luglio, ha unito in un appello corale le voci in difesa dei delfini. In testa alla maratona di solidarietà “animale” le associazioni LAV e Marevivo che lanciano in Italia la campagna europea «SOS delfini» con www.sosdelfini.org.

I delfini hanno bisogno di aiuto perché la loro intelligenza è messa al servizio del puro spettacolo, tradendo ogni funzione «scientifico-educativa» che invece dovrebbe essere la prima vocazione delle strutture che li ospitano. A tirare le somme è un'investigazione svolta dalla LAV, che ha messo in luce le violazioni delle disposizioni dettate dal Decreto Ministeriale 469/2001 in materia di condizioni per il mantenimento in cattività dei delfini Tursiopi (i Tursiops Truncatus sono la specie normalmente utilizzata nei delfinari per la sua intelligenza), requisiti minimi, sistemazione, comfort e benessere animale, equipaggiamenti all'interno delle vasche e loro costruzione e mantenimento, prevenzione di stress e/o danni ai delfini Tursiopi, manipolazione e addestramento. Su queste irregolarità la LAV si riserva di adire le vie legali.

"In Italia i delfinari non hanno alcuna funzione educativa né scientifica o di conservazione della specie” - affermano LAV e Marevivo - “ovvero non rispettano queste caratteristiche obbligatorie per legge, facendo invece spettacolo: un inganno che i potenziali visitatori devono conoscere e a cui dobbiamo mettere fine, a tutela degli animali imprigionati in questa inaccettabile, forzata cattività".

Comunque, anche l’opinione pubblica dimostra consapevolezza e attenzione. Il sondaggio IPSOS, infatti, commissionato da One Voice, associazione animalista francese, su un campione che ha coinvolto quattro Paesi europei - Italia, Francia, Spagna e Germania - dimostra come l'opinione pubblica disapprovi la forzata cattività a cui sono costretti i delfini: il 68% degli italiani vorrebbe proibire i delfinari in Italia, ritenendo che non contribuiscano affatto alla conservazione della biodiversità e dell'ambiente. Inoltre l’81% degli italiani intervistati ha ammesso che i delfini sono più felici in natura e il 73% si è dichiarato contrario alla cattura dei delfini per destinarli ad una vita in cattività nei delfinari o nei parchi di divertimento, fino ad arrivare al 96% degli italiani che si augura che in futuro la cattura dei delfini per essere esibiti nei delfinari e nei parchi di divertimento sia proibita o strettamente regolamentata.

Secondo il 66% di intervistati italiani, inoltre, la cattività aumenta il tasso di mortalità dei delfini e il 71% degli italiani pensa che i delfinari non permettano di comprendere come gli animali vivano in natura.

La maggior parte degli intervistati, infine, ha visitato un delfinario o assistito a un'esibizione di delfini in un parco d'attrazioni (65% in Italia), il 58% dei quali negli ultimi 5 anni.

Le strutture investigate

Si chiamavano Hector, Violetta e Tango i tre splendidi esemplari che hanno pagato con la vita la loro forzata ospitalità a Gardaland (Verona). Il delfinario, dopo diversi episodi di decessi di delfini dovuti a gravi carenze nella gestione, nell'alimentazione e nel superlavoro richiesto agli animali, soprattutto durante la stagione estiva, è stato chiuso alla fine del 2012. Il parco però ha aperto un «Sea Life Acquarium», con altri ospiti...

L'investigazione, ha poi riguardato il Delfinario di Fasanolandia (Fasano, Brindisi), Zoomarine (Torvajanica, Roma), il Delfinario di Oltremare (Riccione), il Delfinario di Rimini. L'Acquario di Genova, detiene alcuni delfini che però non vengono fatti esibire. Qui è comunque prevista la costruzione di un grande delfinario.

Le voci più forti

Al fianco di LAV e Marevivo per lanciare l'appello «SOS delfini», l'attore Giorgio Panariello e la presentatrice Licia Colò che hanno realizzato un breve spot per www.sosdelfini.org, a sostegno della campagna europea promossa dall'associazione spagnola Faada e realizzata in collaborazione con Born Free Foundation: "Per ogni delfino che sopravvive in un delfinario, la maggior parte muore nel tentativo di adattarsi - spiegano Giorgio Panariello e Licia Colò - La vita in cattività è fonte di stress e depressione, tanto che a volte è necessario dare loro tranquillanti e farmaci. Il pubblico che visita i delfinari, dove gli animali sono sottoposti ad addestramenti e costretti a fare spettacoli, a nuotare con le persone, a subire rumori molesti, non può continuare a ignorare questa sofferenza!"

"Consegneremo l'investigazione al Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando sollecitandolo a prendere atto delle violazioni documentate, talmente evidenti da rendere inevitabile la chiusura dei delfinari in Italia" affermano LAV e Marevivo.

I Paesi avanti nella solidarietà

Alcuni Paesi hanno già adottato provvedimenti in favore dei cetacei. Non detengono cetacei in cattività: Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Irlanda, Slovacchia, Slovenia, Regno Unito; hanno una legislazione nazionale che vieta la detenzione di cetacei in cattività i seguenti Stati UE: Cipro, Ungheria e Croazia; nel 2012 la Svizzera ha introdotto una legislazione per vietare l'importazione di cetacei. Nel mondo, India, Cile, Costa Rica e Israele non hanno introdotto una legislazione specifica sull'abolizione dei delfinari e, di fatto, non hanno autorizzato per molti anni l'importazione di cetacei per fini espositivi.

 

Roberta Di Giuli

 

DELFINARI, INTERVISTA DOPPIA A LICIA COLO' E GIORGIO PANARIELLO: http://youtu.be/JIn03bXafHM

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