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In un evento a Roma, presso l’Auditorium dell’Enel, si è discusso di decarbonizzazione ed economia circolare come pilastri della transizione del mondo dell’energia




Decarbonizzazione ed economia circolare sono un binomio inscindibile alla base del nuovo sistema energetico, che sta riducendo gradualmente il quantitativo di emissioni di anidride carbonica per combattere il cambiamento climatico.


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In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Enel e Kyoto Club - nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da Asvis e in collaborazione con Edizione Ambiente - hanno organizzato a Roma nell’Auditorium dell’azienda elettrica un convegno in cui esponenti di Istituzioni, imprese, banche e associazioni hanno fatto il punto su queste tematiche.

I lavori, aperti dal Direttore Country Italia di Enel Carlo Tamburi e dal Direttore Scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini, hanno ospitato una tavola rotonda cui hanno preso parte esponenti delle industrie e della finanza.

La tavola rotonda: «La prospettiva del business: transizioni aziendali di successo»

Enrico Viale, Direttore Divisione Generazione Termica Globale di Enel, ha illustrato alla platea la posizione dell’azienda elettrica sulle tematiche al centro del dibattito. “La decarbonizzazione è il driver principale del cambiamento del mercato, insieme alla tecnologia che ci permette di produrre energia in maniera sempre più sostenibile. La necessità di abbattere le emissioni ha fatto sì che tutta una serie di impianti, per lo più termoelettrici, non siano oggi più utili”.



Un radicale cambiamento di sistema, spiega Viale: “veniamo da un mondo in cui l’energia era prodotta da impianti grandissimi e distribuita a cascata, in maniera monodirezionale, con le reti di trasmissione e distribuzione. Oggi con tecnologie via via più distribuite e sostenibili, con reti intelligenti bidirezionali, si investe sempre di più in impianti da fonti rinnovabili, di taglia inferiore e un numero crescente di clienti diventa fornitore di energia e un domani potrà fornire anche servizi di accumulo e di stabilizzazione della rete”. Viale ha poi concluso con una panoramica sul progetto di Enel Futur-e. “È un Piano che nasce dalla constatazione che un gruppo di impianti, pari quasi al 30% della capacità di generazione convenzionale in Italia e che hanno contribuito alla crescita economica e industriale del nostro Paese, producevano sempre di meno a causa della penetrazione di rinnovabili ed efficienza energetica. Invece di chiuderli uno a uno, abbiamo lanciato un gigantesco progetto di economia circolare, che interessa 23 siti per 13 GW di capacità installata, per dargli un nuovo utilizzo e condividere le opportunità di utilizzo futuro con la comunità che li ospita e con gli altri stakeholder”.



Pietro Tittoni, Managing Director della Business Unit Power di ERG, ha illustrato il cambiamento dell’azienda che segue l’evoluzione del sistema energetico. “ERG ha intrapreso da 10 anni un percorso di spostando progressivamente gli investimenti dal filone del petrolio e della raffinazione a quello dell’energia elettrica, in particolare da fonti rinnovabili. Da un business basato sul petrolio siamo quindi passati a essere un operatore del sistema elettrico, perché contribuiamo alla produzione ma anche a servizi elettrici come la riserva e la regolazione della rete. Forse non tutti 10 anni fa in Italia pensavano che questa fosse la via. Noi ci abbiamo creduto, anticipando i tempi perché siamo convinti che l’energia elettrica sia il combustibile del futuro”.



Per quanto riguarda la mobilità elettrica, “ERG si sta interessando, è un tema che si inquadra in una parabola ascendente e virtuosa di produzione di energia da fonti rinnovabili che viene trasferita alle automobili, per ridurre l’emissione di CO2 sia nella produzione che nella combustione”.

In rappresentanza di Confindustria è intervenuto il Direttore delle Politiche Industriali Andrea Bianchi: “le imprese ritengono che decarbonizzazione ed economia circolare siano due grandi driver di cambiamento e vogliono essere protagoniste della quarta rivoluzione industriale. Negli ultimi 20 anni c’è stato un salto di qualità delle politiche ambientali grazie alla tecnologia, che è l’elemento trainante dello sviluppo sostenibile. Fino a 20 anni fa industria e imprese venivano viste come un problema per le tematiche ambientali. Oggi, grazie alla tecnologia, ci rendiamo conto che le imprese possono essere la soluzione al problema”. Le imprese, conclude Bianchi, “competono sui temi dell’innovazione. Per proseguire su questa strada, chiedono alle istituzioni e alla politica che vengano soddisfatte quattro condizioni. Anzitutto, condizioni competitive omogenee nella fase di transizione rispetto alle altre aree del mondo per evitare il dumping ambientale. Servono poi forti investimenti in ricerca e innovazione e un assetto regolatorio coerente con gli aspetti precedenti. Infine, è necessario un modello di governance più condiviso. Da questo punto di vista, il progetto Industria 4.0 del Governo è un salto di qualità straordinario nella direzione di questo obiettivo”.



Per Anna Monticelli, Circular Economy Project Manager di Intesa Sanpaolo, “il ruolo di una banca è supportare la transizione verso un’economia sostenibile e come Intesa Sanpaolo lo stiamo facendo da diversi anni. Dal punto di vista strategico, cerchiamo di capire quali siano i trend economici, demografici e di sviluppo che ci possano aiutare a individuare le migliori pratiche e poterle supportare, in un’ottica di attività sistemica. Una singola banca infatti non è in grado di modificare la modalità di azione, di sviluppo e di investimenti delle imprese italiane”. Le banche, sottolinea Monticelli, “hanno bisogno di un quadro regolatorio che ci aiuti e di una collaborazione a livello istituzionale e di imprese sempre più consistente. Riteniamo che la sostenibilità sia un effetto collaterale positivo e indispensabile di uno sviluppo economico immaginato in una maniera diversa. La sostenibilità non è più vista come un costo, ma come opportunità di sviluppo per tutte le parti in causa, proprio perché vediamo una crescita insostenibile dal punto di vista dell’economia lineare. Comprendere quali sono i rischi lineari delle imprese è interessante perché ci consente di capire come possiamo indirizzare i nostri finanziamenti verso imprese più sostenibili e innovative”.



La seconda tavola rotonda dal titolo «La prospettiva per il Paese: barriere ed opportunità», ha visto gli interventi di Beatrice Lamonica (Sustainability Lead Accenture Strategy), Edoardo Zanchini (vice-Presidente Legambiente) e Roberto Morabito (Direttore Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali di ENEA).


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Nelle sue considerazioni conclusive, il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Raffaele Tiscar ha sottolineato come “il Consiglio dei Ministri dovrà approvare entro luglio un documento contenente la strategia da mettere in campo per raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delineati dalle Nazioni Unite”.


Paolo Magnani
[5 Giu 2017]




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