Agroinnova - Università Torino

Studi di Agroinnova dimostrano come il riscaldamento globale crei condizioni ambientali più vantaggiose per la proliferazione di agenti patogeni in grado di danneggiare diverse colture


•• Il cambiamento climatico è ormai una realtà impossibile da ignorare e che va combattuta con azioni drastiche e rapide. Per questo la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP21), tenutasi a novembre 2015 a Parigi, ha stabilito ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 cui gli Stati dovranno attenersi per cercare di contenere l’aumento della temperatura del Pianeta entro 1,5 gradi.

Coltivazioni a rischio

Gli effetti del riscaldamento globale sono purtroppo immediatamente visibili nel settore agricolo, con quella che è definibile come una vera e propria invasione di nuovi parassiti delle piante. A testimoniarlo, gli studi condotti da Agroinnova, il Centro di competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale e agro-alimentare dell’Università di Torino. I documenti evidenziano come l’innalzamento delle temperature medie sia uno dei principali responsabili della diffusione di agenti patogeni. Questi parassiti, che riescono a spostarsi velocemente da un continente all’altro con lo scambio di merci dovuto alla globalizzazione, trovano condizioni ambientali più favorevoli rispetto al passato e riescono quindi a proliferare più rapidamente, mettendo a rischio lo sviluppo delle coltivazioni. In particolare alcuni agenti, come il Fusarium equiseti e il Myrothecium, un tempo considerati parassiti di debolezza, riescono oggi ad aggredire diversi tipi di colture. Entrambi sono poi in grado di produrre micotossine, pericolose per la salute dell’uomo.

Agroinnova “I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti ed è evidente che le ricadute di questi mutamenti influenzano in modo sostanziale le condizioni in cui i parassiti operano e proliferano. Non affrontare questo problema secondo un’ottica di medio/lungo periodo significherebbe comportarsi in modo miope, mettendo a rischio il futuro dell’agricoltura di domani” osserva Maria Lodovica Gullino, Direttore di Agroinnova. “In più oggi non è più possibile pensare che un’epidemia di un parassita in un Paese sia un problema esclusivo di quel Paese. Anzi la minaccia è ormai potenzialmente globale. Ecco perché è necessario un approccio strategico, coordinato ed internazionale, ed ecco perché i progetti Europei rappresentano un percorso essenziale per condividere i progressi della ricerca a livello internazionale, inserendo immediatamente le PMI in questo processo, in modo che possano trasferire velocemente i risultati delle ricerche nel sistema produttivo”.

Agroinnova nel corso degli anni si è dotata di serre sofisticate e macchinari tecnologicamente avanzati per studiare le caratteristiche ambientali che favoriscono lo sviluppo di nuovi parassiti. Tra queste i fitotroni: grandi cabine all’interno dei quali è possibile alterare parametri come umidità, temperatura e concentrazione di CO2, simulando quelle che potrebbero essere - in caso di conferma del trend - le condizioni climatiche tra 50 anni e le conseguenti interazioni tra piante e parassiti. Una sorta di «macchine del tempo» grazie a cui gli agricoltori possono trarre indicazioni importanti per combattere gli agenti patogeni.

Il progetto EMPHASIS e la biosicurezza

I ricercatori di Agroinnova sono attivi sul tema in diversi progetti internazionali. Nell’ambito di Orizzonte 2020, il programma quadro per la ricerca e l’innovazione dell’Unione Europea, l’Italia coordinerà, proprio attraverso Agroinnova, il progetto EMPHASIS.

AgroinnovaAcronimo di «Effective Management of Pests and Harmful Alien Species-Integrated Solutions» (Soluzioni integrate per la gestione efficace di parassiti e specie aliene invasive), EMPHASIS ha l’obiettivo di assicurare la sicurezza della catena alimentare e la protezione del sistema agricolo e forestale europeo. I ricercatori analizzeranno specie invasive come insetti, patogeni e piante infestanti per sviluppare soluzioni contro la diffusione di epidemie. Il progetto, che durerà quattro anni e ha ottenuto circa sette milioni di Euro di finanziamento dalla Commissione Europea, coinvolge 22 partner (tra Istituti di ricerca, associazioni e piccole e medie imprese private provenienti da 10 Paesi diversi. Tra i membri italiani, oltre ad Agroinnova, il Dipartimento di Scienze Agricole e Forestali dell’Università di Torino (DISAFA), Confagricoltura, la società di consulenza Metec Innovation Consulting, lo spin-off accademico dell’Università di Torino Agrinewtech e l’agenzia di relazioni pubbliche Spin-To che si occupa della comunicazione. “Agroinnova negli anni ha saputo creare una rete internazionale di competenze legate al campo agro-ambientale e agro-alimentare” ha commentato Angelo Garibaldi, Presidente di Agroinnova. “Non è un caso che EMPHASIS sia, nel corso degli ultimi 10 anni, il sesto progetto internazionale sulla biosicurezza che Agroinnova riesce ad aggiudicarsi in modo competitivo”. Tra questi, due sono finanziati dalla NATO e quattro dall’Unione Europea, tra cui l’ultimo in ordine cronologico è PLANTFOODSEC, un progetto quinquennale anch’esso coordinato da Agroinnova. 


Paolo Magnani
[21 Set 2016]


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