Impianto biogas

Roberta Di Giuli • Dati e previsioni sulle opportunità del biogas per il nostro sistema produttivo. Sarà il «motore» delle rinnovabili, secondo lo studio di Alessandro Marangoni di Althesys. Benefici economici fra i 3 e i 4 miliardi nel 2020

 

 

Il biogas destinato a una brillante carriera: avrà un ruolo leader tra le rinnovabili! A sottolineare questa ambiziosa proiezione è stato Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys, nel corso dell’incontro «Biogas in Lombardia. Numeri e impatti», che si è tenuto in Regione Lombardia. Su di «lui» potremo confidare quale promettente fonte alternativa di energia. Del resto già oggi è quella con maggiori ricadute industriali ed economiche, con interessanti sviluppi anche per i settori di agricoltura e industria. I numeri del bilancio raccontano di un beneficio economico che si aggirerà (secondo lo scenario di previsione) fra i 3 e i 4 miliardi nel 2020.

La filiera del biogas, successo da esportazione

Il popolo degli «attivisti» del biogas conta attualmente circa 600 aziende di cui 480, quindi la maggior parte, dedite alla produzione di energia elettrica ma anche a tecnologie, componenti, progettazione e installazione. In netta crescita anche il numero degli impianti di taglia generalmente medio-piccola, che è passato dai 240 del 2009 ai 989 dell’anno scorso, riportando un incredibile +412%. La produzione elettrica nel 2012 è stata di 4,08 miliardi di chilowattora, di cui un terzo da biomasse. Anche la potenza complessiva ha registrato un’impennata, passando in quattro anni da 157 a 770 megawatt (+490%). Gli investimenti ammontano a oltre 3 miliardi. Tutto questo ha riflessi significativi anche dal punto di vista occupazionale, con 14.500 addetti e con prospettive interessanti grazie alle opportunità di sviluppo di settori dell’indotto quali componentistica, installazioni e gestione-manutenzione degli impianti.

Il biogas, tra l’altro, è una «virtù» soprattutto italiana! Nel mondo delle fonti rinnovabili, è tra quelle più chiaramente made in Italy. L’80% è composto da aziende nazionali e l’intera filiera tecnologica vede una forte presenza del nostro know-how anche nelle fasi a maggiore intensità tecnologica. Degli impianti in funzione a fine 2012, circa il 70% è stato realizzato da imprese di casa nostra.

Settori, e scenari,  di ricaduta…

Agricoltura e biogas

 

Il biogas è strettamente legato all’agricoltura e il suo coinvolgimento sta alimentando lo sviluppo di un sistema a «filiera corta» di prodotto, in grado di aumentare la redditività per le aziende agricole coinvolte, che possono così prevedere ed estendere colture dedicate, ma possono anche beneficiare dell’utilizzo di residui e sottoprodotti.  Da sottolineare che l’uso di terreni per usi non alimentari è inferiore al 30% dell’insieme dei terreni coltivati.

In merito al potenziale di sviluppo del biogas per il sistema Italia, l’analisi costi-benefici - che esamina gli effetti diretti e indiretti della produzione - considera due scenari di sviluppo per il biogas al 2020. Lo scenario «business as usual» (lo sviluppo a condizioni attuali) sulla base di previsioni prudenti ipotizza 1.200 megawatt installati al 2020. Lo scenario «accelerated deployment policy» (lo sviluppo se saranno adottate politiche più incisive di promozione del settore) porta a previsioni più ottimistiche, che toccano i 1.460 megawatt al 2020.

Positivo comunque il bilancio per entrambe le prospettive! Potremmo avere un beneficio economico di 3,2 miliardi oppure raggiungere i 4,2 miliardi.

Le ricadute di questa «invasione» del biogas prevedono: assunzioni per 1.600 nuovi addetti; riduzione delle emissioni CO2 di circa 53-70 milioni di tonnellate valorizzate al prezzo medio dei titoli europei di emissione Ets; ulteriore riduzione di emissioni inquinanti di azoto e zolfo per 12-14 milioni di euro. Inoltre si riduce il fuel risk per il mancato costo dell’hedging su rischio prezzi dei combustibili, con un beneficio fra 112 e 136 milioni di euro; una ricaduta dell’indotto sul PIL tra 184 e 339 milioni di euro; una riduzione dei costi di smaltimento di residui e sottoprodotti da 1,2 miliardi di euro.

 

Roberta Di Giuli
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