rinnovabili

Nel 2015 investiti nel nostro Paese 9,9 miliardi di euro in energia verde e 5,6 miliardi in pratiche di efficienza, in controtendenza rispetto alla media europea



Il sistema energetico, dopo decenni caratterizzati dall’utilizzo prevalente di combustibili fossili, ha cominciato negli ultimi anni una rapida transizione verso un futuro rinnovabile. Uno sviluppo favorito da due fattori chiave: l’evoluzione tecnologica, che ha consentito una forte riduzione dei costi della componentistica, e la necessità di combattere il cambiamento climatico abbattendo le emissioni climalteranti.

Investimenti da primato

Non stupisce dunque che nel 2015 gli investimenti in energie rinnovabili abbiano registrato un record storico, toccando quota 286 miliardi di dollari, con un incremento del 5% rispetto al 2014 (quando avevano raggiunto i 273 miliardi). Una cifra che ha più che doppiato i 130 miliardi di dollari destinati a nuovi progetti di carbone e gas naturale. Dati resi noti dal «Renewables 2016 Global Status Report», il rapporto di REN21 (organizzazione delle Nazioni Unite che riunisce Governi, Organizzazioni internazionali, ONG e Associazioni di settore). Alla stesura del report hanno contribuito, per quanto riguarda l’Italia, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e Althesys, la società di consulenza guidata da Alessandro Marangoni che di recente ha pubblicato l’IREX Report 2016.


Alessandro Marangoni“Le cifre contenute nel Report di Ren21, al quale ci onoriamo di partecipare - ha commentato Marangoni - evidenziano un trend anticipato dall’IREX Report 2016, che riguarda le imprese italiane e il loro processo di internazionalizzazione: il flusso di investimenti destinato allo sviluppo delle rinnovabili si è trasferito ai Paesi emergenti, non solo quelli ormai trainanti e più popolosi come Cina, India e Brasile, ma anche in economie di più recente sviluppo come Marocco, Uruguay e Filippine”.

Lo studio evidenzia come per il sesto anno consecutivo le fonti rinnovabili abbiano superato i combustibili fossili per investimenti netti in produzione energetica aggiuntiva. Investimenti trainati soprattutto da Paesi emergenti come Cina, India, Sudafrica, Messico e Cile, che hanno bisogno di una grande quantità di energia per accompagnare lo sviluppo delle loro economie. In Europa, dove i tassi di natalità sono in calo e l’eco della crisi economica si fa ancora sentire, lo scenario è completamente diverso. Nonostante il buon exploit dell’eolico off-shore, gli investimenti in rinnovabili hanno subito un calo del 21%, passando da 62,2 miliardi a 48,8 miliardi di dollari. L’Italia è in controtendenza rispetto al continente: il nostro Paese, si legge nel report, ha destinato allo sviluppo green 9,9 miliardi di euro, con un incremento di quasi 3 miliardi rispetto al 2014.

A tutta efficienza

Il 2015 è stato un anno ricco di investimenti in Italia anche nel campo dell’efficienza energetica. In base all’Energy Efficiency Report 2015 redatto dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, per migliorare l’efficienza nel nostro Paese sono stati investiti nel 2015 ben 5,6 miliardi di euro, oltre il 10% in più rispetto all’anno precedente. Un trend positivo iniziato nel 2012 e che ha registrato nel 2014 l’aumento più consistente in termini percentuali, passando da 4 a 5,2 miliardi. Una classifica guidata dal comparto residenziale (3 miliardi, il 53% del totale), seguito da quello industriale (circa 1,8 miliardi, il 32%) e da terziario e uffici, inclusa la Pubblica Amministrazione. Degno di nota, in particolare, il boom di installazioni di pompe di calore, il cui volume d’affari è aumentato di oltre il 50%, arrivando a toccare 1,1 miliardi di euro. Crescita significativa (450 milioni) anche per gli interventi sull’illuminazione, grazie soprattutto al progressivo aumento di maturità della tecnologia LED.


Paolo Magnani
[10 Giu 2016]


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