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Inaugurata all’Interporto di Padova, lo scorso 21 aprile, la prima stazione di servizio pubblica per il rifornimento con LNG (Gas Naturale Liquefatto). Questo impianto, realizzato da Liquimet, rappresenta la prima fase di un progetto internazionale per l’impiego di questo carburante «green» per il traffico pesante e marittimo


Strano a dirsi, ma ci sono anche delle volte in cui il nostro bistrattato Paese riesce non solo ad arrivare prima degli altri, ma arriva addirittura a diventare un modello di riferimento. Parte infatti da Padova la rivoluzione del carburante sostenibile: quel Gas Naturale Liquefatto (LNG per gli addetti ai lavori, acronimo di «Liquid Natural Gas») che, vent’anni fa, nessuno avrebbe mai immaginato potesse realmente diventare una concreta soluzione alternativa ai fabbisogni energetici. La recente rivalutazione di questo combustibile «povero», così definito per lo scarso potere calorico, nasce dalle oscillazioni dei prezzi e dai problemi politici connessi all’approvvigionamento del petrolio. 

LNG: nessuno credeva che…

Le oscillazioni dei prezzi e i problemi politici connessi all’approvvigionamento del petrolio hanno spinto le compagnie energetiche mondiali a rivalutare un combustibile poco apprezzato fino a pochi anni fa. Recenti sviluppi tecnologici, e investimenti mirati, hanno dato il via a una vera e propria rivoluzione energetica basata sul Gas Naturale Liquefatto. Se lo sviluppo della tecnologia a ciclo combinato alimentato a gas naturale, aveva fatto diventare questo gas il combustibile privilegiato per la produzione di energia elettrica, i progressi tecnologici nella modalità di trasporto dell’LNG via mare e via gasdotto, hanno ridotto i costi di trasferimento sulle lunghe distanze. Unitamente a queste premesse, nello sfruttamento dei giacimenti argillosi con le tecnologie di fracking sono emersi limiti insormontabili, mentre è sempre più remota la possibilità di scoprire nuovi giacimenti petroliferi: a fronte di tutto questo, le compagnie petrolifere internazionali hanno deciso di investire nello sfruttamento di quelle riserve di gas che, fino a ora, erano rimaste inutilizzate.


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Oggi è così possibile parlare di un «mercato mondiale del gas» analogo e florido, e consolidato «mercato mondiale del petrolio». E l’inaugurazione dell’impianto inaugurato presso l’Interporto di Padova, rientra in questa generale evoluzione. La stazione pubblica italiana di rifornimento mono-fuel di carburante LNG, mirata al servizio del traffico pesante, è stata realizzata dalla società Liquimet (Gruppo Gasfin), ed è il primo passo del progetto «Gainn4Dep», un’iniziativa italiana dai risvolti internazionali per la realizzazione di una rete nazionale LNG destinata, per l’appunto, al rifornimento del trasporto pesante sia marittimo che stradale. 

Europa chiede, Italia recepisce

Questo progetto ha un valore complessivo attestatosi, nel quinquennio 2017-2022, a 1,27 miliardi di euro, e nasce da una fase di studio e progettazione durata due anni che ha portato, come vedremo, alla nascita di un esempio italiano di sinergia virtuosa tra diversi attori della logistica italiana. Tutto parte dalla Direttiva Europea DAFI, mirata a ridurre l’impatto ambientale del trasporto (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32014L0094&from=IT), con cui la Commissione europea ha richiesto agli Stati Membri di realizzare, entro il 2025, un numero minimo di punti di rifornimento di LNG nei principali nodi (porti, interporti e nodi stradali) della rete di trasporto Trans-Europea e, entro il 2030, lungo tutta la rete. Questa Direttiva è stata recepita dall’Italia nel dicembre 2016: per garantire la continuità extraterritoriale della rete LNG il nostro Paese ha promosso, da tempo, un’ampia collaborazione con i paesi confinanti nell’ambito dei progetti TEN-T e CEF. Sarebbe altrimenti stato problematico raggiungere una concreta efficienza di una nuova rete infrastrutturale per questo combustibile, indicato come preferenziale dall’Unione Europea e dal Governo Italiano per il trasporto marittimo e terrestre pesante.

Già all’indomani dell’emanazione della Direttiva, nel 2014, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti si era posto l’obiettivo, con l’iniziativa GAINN_IT, di «prototipizzare» e sperimentare la Rete Italiana delle Infrastrutture di Combustibili Alternativi, al fine di implementare un’infrastruttura di distribuzione dei carburanti per i trasporti marittimi e stradali, in particolare dell’LNG. La prima fase di GAINN_IT (GAINN4CORE, GAINN4MOS), approvata dalla UE, ha così ottenuto cofinanziamenti europei. 

La struttura della nuova stazione di rifornimento di Padova, inizialmente realizzata con una «baia» per rifornimento LNG e una per CNG (Gas Naturale Compresso, ovvero il classico Metano), è predisposta per una futura estensione fino a quattro «baie» con doppio erogatore, aumentando così la potenzialità di rifornimento fino a 500 veicoli al giorno.
Per la sicurezza del metano sono state adottate soluzioni innovative, che includono la realizzazione di tubazioni e dispositivi aerei incapsulati in camini di scarico verticali, per convogliare verso l’alto eventuali dispersioni accidentali di metano, evitando il verificarsi di condizioni di infiammabilità nell’area di rifornimento.

LNG viaggia in treno

Il gas naturale non arriva alla stazione di rifornimento di Interporto Padova via strada da Marsiglia o Barcellona bensì per ferrovia, con ISO containers intermodali da Rotterdam, in linea con il principio fondamentale stabilito nel progetto GAINN4DEP per la riduzione della carbon footprint e di decongestione del traffico stradale. In attesa che la rete si arricchisca dei depositi costieri di LNG (GAINN4DEP ne prevede almeno 4) da cui rifornire le navi e gli ISO-containers, questi ultimi possono anche viaggiare su traghetto o nave porta containers per consentire una consegna di LNG «sostenibile» anche in Sud Italia e nelle isole.
Il metano è una fonte inesauribile di energia disponibile tutt’intorno a noi: le quantità di bio-metano che si sviluppano naturalmente nell’atmosfera e che sono recuperabili dagli scarti della zootecnia, dell’agricoltura e delle estensioni forestali, oltre che dai rifiuti urbani, sono sempre crescenti e possono consentire di renderci energeticamente sufficienti e non dipendenti dalle importazioni - ha detto Antonio Nicotra, Presidente di Liquimet - e per questo la stazione di Padova è solo il primo passo di un percorso che rivoluzionerà il trasporto pesante e, di conseguenza, avrà un enorme impatto positivo sulla nostra salute e sull’ambiente. La realizzazione di questo primo distributore pubblico di LNG, è parte del nostro più ampio progetto di creazione di un vero e proprio centro avanzato della logistica sostenibile”
Evelin Zubin, Presidente del Centro Servizi per il Mare, la struttura che coordina GAINN_IT su mandato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (e di cui Liquimet è fra gli enti attuatori), ha sottolineato che
GAINN4DEP, finalizzata alla realizzazione della rete minima a geometria variabile necessaria per far fronte alla domanda prevista nel periodo di start-up (2019-2022), è frutto della collaborazione tra gli imprenditori. A partire dal 2019 inizieranno ad operare nel Mediterraneo le prime grandi navi da crociera alimentate a GNL, ognuna delle quali richiederà un quantitativo settimanale di combustibile pari a quello di 30 distributori per autotrazione: un vero volano economico e industriale, e un’occasione irripetibile per l’Italia per far decollare la rete”.


I nuovi veicoli Iveco consegnati ad Autamarocchi

Contestualmente all’apertura della stazione Liquimet, Iveco ha consegnato 20 automezzi Stralis full-LNG ad Autamarocchi. È stato il primo passo verso un cambiamento che coinvolga sinergicamente tutti gli attori della catena logistica: se infatti l’intera flotta di circa 2.000 automezzi/giorno che gravitano sull’Interporto di Padova si convertisse all’LNG, si otterrebbe un beneficio equivalente all’impianto di un bosco con 2 milioni di nuovi alberi.


lng iveco - liquimet


Nei nuovi veicoli LNG Stralis Natural Power di Iveco, il gas naturale liquefatto è immagazzinato allo stato liquido a -125 °C in serbatoi criogenici, ed è poi convogliato al motore come gas naturale allo stato gassoso, dopo essere stato scaldato in uno scambiatore di calore dedicato. Ai notevoli vantaggi in termini di riduzione delle emissioni, già conseguiti con la tecnologia CNG, l’LNG permette di aumentare considerevolmente l’autonomia contenendo ulteriormente la tara del veicolo, a favore dell’aumento del carico utile. Le performance del nuovo Stralis LNG, che consente una riduzione delle emissioni di NOx del 32% di PM del 99% e di CO2 fino al 95% in caso di utilizzo di biometano (forma energetica per la quale i nuovi Stralis Natural Power sono già compatibili), lo rendono il partner ideale per un trasporto sostenibile.

In particolare il nuovo Iveco Stralis NP (Full LNG) vanta una potenza di ben 400 cavalli e un’autonomia superiore ai 1.500 km: quanto basta per effettuare il trasporto a medio raggio, e pesante, dei containers. 

Alessandro Ferri
[26 Apr 2017]
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