Pensiline fotovoltaichedi Michela Diamante • L’associazione Industrie Fotovoltaiche Italiane, che rappresenta la maggior parte delle realtà dedite al fotovoltaico nel nostro Paese, alza la voce sulla mancanza, nella proposta governativa, di misure specifiche ed adeguate alla promozione del comparto


Chiare… ombre quelle individuate da Alessandro Cremonesi, Presidente Industrie Fotovoltaiche Italiane IFI, l’associazione, cioè, che raccoglie oltre l’80% delle industrie nazionali dedite alla produzione di celle e moduli fotovoltaici, sulla bozza della Strategia Energetica Nazionale (SEN), varata dal Governo lo scorso 16 ottobre: “La SEN - sottolinea - ha sicuramente il merito di affrontare di petto un vuoto di indirizzo della durata di quasi 25 anni per uno dei settori economici più strategici per la crescita e la competitività del Paese.” E se da una parte “sono positivi i richiami a un deciso indirizzo strategico verso lo sviluppo e l’impiego delle rinnovabili, non ultima la volontà di superare gli obiettivi definiti dal Pacchetto Europeo Clima-Energia 2020 (cosiddetto 20-20-20) fino a farle diventare la prima fonte nel settore elettrico, a copertura del 38% dei consumi (+65% rispetto al 2010)” dall’altra “è drammatica l’assenza di indicazioni per quanto riguarda la politica di sviluppo industriale del comparto fotovoltaico: se da un lato le misure programmatiche indicate a beneficio del mercato sono già vecchie (si fa riferimento al Decreto Interministeriale varato lo scorso luglio - V Conto Energia e che vedrà la fine già entro l’anno in corso) quelle a sostegno dell’industria nazionale delle componenti sono del tutto inesistenti”.

Si rende quindi necessario, prosegue Cremonesi, “richiamare con forza l’attenzione del Governo, affinché offra indicazioni chiare per il comparto nel suo insieme, in chiave prospettica e non storica. Vediamo di buon grado, e per questo le inseriremo nelle considerazioni in risposta alla consultazione pubblica, tutte quelle misure capaci di spingere il mercato verso una generazione distribuita e di rendere al contempo forte e competitiva l’industria nazionale, fino ad oggi eccessivamente vessata dall’incertezza normativa, da un mercato drogato da pratiche di dumping e dalla forte presenza di componenti speculative”.In quest’ottica - conclude Cremonesi - siamo d’accordo a spostare le misure di sostegno al mercato verso strumenti non onerosi per i consumatori elettrici, a patto che però sia fatta prima pulizia all’interno della bolletta di quegli oneri cosiddetti impropri: esenzioni, regimi tariffari speciali e compensazioni, che vengono scaricati su tutti gli utenti per un valore complessivo di € 3 miliardi/anno”.

 

Pannelli fotovoltaici integratiVia libera quindi, per Cremonesi, a tutto ciò che crea ricadute positive sul sistema Paese. In sintesi:

? alle detrazioni fiscali - al pari di quelle già presenti oggi per gli interventi di ristrutturazione edilizia, volano virtuoso al contempo di emersione economica e di stimolo al mercato - premiando solo quelle che abbiano un’effettiva ricaduta sul sistema industriale nazionale e prevedendo un’estensione del beneficio anche alle aziende e non solo alle persone fisiche;

? a una rivisitazione del meccanismo di Scambio sul Posto dell’energia prodotta e consumata, con un innalzamento del suo limite attuale fino ad impianti di media taglia (0,5-1 MW), unito ad uno sconto di quegli oneri di sistema non imputabili alla fase di autoconsumo;

? a una dilazione sui debiti a medio e lungo termine (es. moratoria di un anno) che le industrie italiane delle componenti fotovoltaiche hanno contratto per l’ingresso in questo settore, ma che sono diventati insostenibili a causa dei continui e repentini cambiamenti legislativi/normativi che hanno affossato il mercato;

? alla creazione di un fondo di garanzia governativo, per agevolare l’accesso al credito da parte delle industrie manifatturiere del comparto che investono in tecnologia, e a beneficio degli operatori nazionali delle installazioni fotovoltaiche.

 

Michela Diamante
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