Rete elettricaMichela Diamante • ANIE Energia invita ad analizzare tutti gli aspetti che contribuiscono ad una quotazione del prezzo dell’energia in un momento particolare del mercato


•• Il valore di mercato dell’energia, è influenzato da molteplici fattori che giocano un ruolo prioritario nell’assegnazione del suo costo: si parte dal meccanismo di formazione del prezzo nella Borsa Elettrica, che dovrebbe basarsi sulla competitività, per arrivare alla quantificazione ed eventuale ridistribuzione degli oneri di sistema, decisi per Legge.

Degli appena citati oneri di sistema la componente più importante è la «A3», ovvero gli incentivi alla produzione da fonti rinnovabili: conto energia (CE), tariffa omnicomprensiva (TO) e certificati verdi (CV). Mentre il CE e la TO sono a carico dell'utente finale, i CV sono a carico dei produttori che sono costretti a comperarli sul mercato nel caso in cui non riescano a generare in proprio la quota di energia da rinnovabili prevista dalla normativa vigente.

In questo contesto, il meccanismo che stabilisce il prezzo dell'elettricità nella Borsa Elettrica (IPEX) passa spesso (per non dire sempre) sotto silenzio. È qui, infatti, che si forma il prezzo di circa i due terzi dell’energia elettrica venduta in Italia e, grosso modo, i tre quarti di quella destinata alla fascia di consumatori più vulnerabile (i piccoli consumatori).

 

È di cruciale importanza sapere che le offerte di energia elettrica da parte dei produttori vengono accettate dall'Acquirente Unico in ordine di merito economico: questa formulazione, elegante ma non trasparente, sottende alla formazione di una graduatoria in ordine di prezzo crescente, fino a quando la somma dei kWh ai quali i singoli prezzi si riferiscono, arriva a soddisfare la domanda prevista. A questo punto il prezzo del kWh dell’ultimo offerente accettato (quindi quello più alto) viene attribuito a tutte le altre offerte, annullando di fatto i vantaggi che potrebbero derivare all’utente finale dall’applicazione di un calcolo sulla media ponderata dei prezzi.

"È evidente dichiara Matteo Marini, Presidente ANIE Energia - che l'aumento del prezzo dell'elettricità non è imputabile, se non in maniera trascurabile, agli incentivi alle fonti rinnovabili. In ogni contesto dove si discuta di energia elettrica dobbiamo anche considerare che l'utilizzo di combustibili fossili beneficia di sgravi fiscali che l'OCSE ha stimato in oltre 1,5 miliardi di euro nel 2010 cresciuti oltre i 2 miliardi di euro nel 2011. Infine il famoso CIP6, che ha incentivato, con quasi 40 miliardi di euro cumulati a fine 2011, le fonti assimilate tra le quali gli scarti della lavorazione dei combustibili fossili. Incentivi dei quali hanno beneficiato tutti i produttori tradizionali".

L'andamento del prezzo dell'elettricità, inoltre, ha sempre seguito fedelmente quello del prezzo dei combustibili fossili, come le recenti analisi di organizzazioni nazionali come Fondazione per lo sviluppo Sostenibile nel dossier «Kyoto 2013» e Legambiente nel dossier «La verità sulle bollette elettriche 2012» hanno avuto modo di dimostrare.

 

E proprio questo costante legame tra i due prezzi evidenzia l’anomala tendenza - registrata negli ultimi due anni - a pagare di più la minore importazione di fossili corrispondente, grazie alle rinnovabili, ad un risparmio di 2,5 miliardi di euro equivalenti di combustibili fossili: si importano quindi meno fossili ma si pagano di più; assistiamo quindi all’applicazione di una forma di compensazione tesa ad evitare un minor introito, e questo a danno dei consumatori che non si vedono applicare il vantaggio del minor costo alla fonte.

La circostanza è del resto confermata dalle affermazioni del Presidente ANIE/GIFI Valerio Natalizia che sottolinea come "Risulti alquanto paradossale il fatto che tutti i benefici derivanti dall'utilizzo delle fonti rinnovabili, e tra queste anche del fotovoltaico, non ricadano sui consumatori di energia. Inoltre, come al solito, si fa sempre ricorso ad una comunicazione strumentale - vedi nota di Assoelettrica - che mette in risalto dei dati assolutamente parziali e che va a screditare l’operato di tantissimi imprenditori seri".

"Basta con demagogie di parte che non portano a nessuna soluzione - conclude Marini di ANIE Energia. Abbiamo il dovere professionale di collaborare tutti insieme affinché il sistema elettrico diventi il principale driver della ripresa economica del Sistema Paese".

 

Michela Diamante
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