Impianto eolico - ProtectawebL’UE si impegna a promuovere le energie rinnovabili con un sistema integrato affinché raggiungano il 30% della produzione energetica nazionale entro il 2030. E lo fa con una Raccomandazione mirata a incentivare gli investimenti


Dobbiamo sapere dove indirizzare la nostra politica climatica dopo il 2020”: questo, in sintesi, il messaggio di Herbert Reul (del PPE tedesco) al Parlamento Europeo, in un discorso mirato a ricordare come il supporto alle energie rinnovabili debba essere visto in un’ottica comunitaria.

Convergere su una Raccomandazione che determini una quota obbligatoria, a livello europeo, per le energie rinnovabili, non è stato facile: la Raccomandazione che stabilisce tale percentuale al 30% su un mix energetico complessivo è stata infatti approvata, il 21 maggio, di stretta misura (339 favorevoli contro 336 contrari, con 19 astenuti), mentre è stata drasticamente respinta (365 contrari su 284 favorevoli, e 35 astenuti) un’altra proposta che avrebbe voluto elevare tale limite a una quota compresa tra il 40 e il 45%.

Un cammino senza ritorno

Il cammino verso un meccanismo integrato di sostegno da parte dell’UE sembra, tuttavia, avviato in modo irreversibile: e il fronte su cui gli eurodeputati sono unanimemente compatti, converge su una strategia a lungo termine, che permetta di promuovere le energie rinnovabili a livello comunitario, tenendo conto dell’estrema eterogeneità dei meccanismi di promozione attualmente esistenti tra gli Stati membri, nonché delle differenze regionali e geografiche.

La frase «tormentone» di questi ultimi dodici mesi, come noto, è «rilanciare gli investimenti»: e l’esigenza di farlo anche nell’ambito energetico europeo non sfugge, naturalmente, alla suggestione che da essa inevitabilmente promana. Ma per rilanciare gli investimenti (o, come si suol dire, «sbloccare le risorse»), occorre un quadro normativo ed economico stabile, dato che la fornitura di energia sicura, accessibile e sostenibile è un fattore indispensabile per la competitività dell’industria europea.

È quindi indispensabile che, dal 2020 a oggi, il quadro politico sia stabile, e che quello finanziario sia redditizio, confidando in un futuro prossimo in cui le vicissitudini economiche e sociali dovute alla più grave crisi finanziaria dal 1929 a oggi, siano consegnate alla storia.

 

Alessandro Ferri

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