di Bruno Agricola • Un impegno costante del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che dal 1996 ad oggi ha supportato 556 interventi per la riduzione dell’inquinamento atmosferico da traffico veicolare nelle aree urbane


 

Il tema della mobilità sostenibile sta diventando negli ultimi anni uno degli argomenti di maggiore dibattito nell’ambito delle politiche ambientali nazionali e locali, che possiamo identificare con l’insieme di azioni volte a ridurre l’impatto ambientale derivante dalla mobilità delle persone e delle merci, ed a titolo orientativo si ricorda che il settore dei trasporti produce oltre il 49% delle emissioni di polveri sottili (PM10) in Italia, di cui oltre il 65% di queste deriva dal trasporto stradale. Il sistema dei trasporti è considerato uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico e il traffico veicolare è uno dei problemi comuni a molte città europee: inquinamento atmosferico e acustico, sicurezza e qualità ambientale inadeguate rappresentano, infatti, le criticità più evidenti per le aree urbane. Più in generale la mobilità delle persone e delle merci è una delle componenti fondamentali dell’assetto del territorio poiché è uno degli strumenti essenziali per le attività economiche e sociali e l’esigenza di rispondere adeguatamente ad una domanda di mobilità in continua crescita ha comportato, nell’ultimo decennio, un incremento consistente del sistema di trasporto privato, con un impatto ambientale negativo. Il miglioramento del sistema dei trasporti, in particolare in ambito urbano, rappresenta una delle priorità per i Paesi che vogliono favorire una migliore qualità della vita dei cittadini, in termini di relazioni sociali e culturali, in ambito locale, nazionale e internazionale e nel creare opportunità economiche.

Una domanda di mobilità complessa

È necessario considerare come la maggior parte della popolazione italiana, ma anche europea, viva nelle aree urbane ormai considerate come area «vasta», dove la domanda di mobilità è sempre più pressante; infatti la quasi totalità degli spostamenti quotidiani, per motivi di studio, di lavoro, di svago, avviene all’interno delle città stesse o in aree ad esse limitrofe. Le dinamiche di mobilità in questi ultimi anni sono andate modificandosi e rese sempre meno «codificabili », non solo dettate da spostamenti sistematici legati al lavoro. Le aree metropolitane sono sempre più ambienti dove si lavora, ci si muove, si fanno affari e sempre meno si risiede e dove la vita è regolata dalla funzionalità dei servizi pubblici ma anche dai nuovi stili di vita dei singoli cittadini. Le metropoli di nuova generazione si caratterizzano per la presenza di nuovi gruppi di popolazione, gli utenti della città, come turisti, consumatori, uomini d’affari, operatori economici che frequentano la città in modo non regolare e temporaneo e determinano una nuova domanda di mobilità. La mobilità urbana è diventata una delle più grandi opportunità e nel contempo fonte di problemi della vita contemporanea, il cui maggiore fattore strutturale è legato ai cambiamenti della morfologia urbana e alle modifiche dell’intero sistema urbano. Si sta modificando l’uso del territorio, il rapporto tra la città e il suo hinterland, una città «oltre» non definibile da confini amministrativi o politici e interamente dipendente dalla mobilità. È quindi necessaria una politica nazionale «per i trasporti urbani», al fine di mettere le Amministrazioni locali nella condizione di pianificare e realizzare i propri obiettivi di miglioramento dei sistemi di mobilità urbana, ottimizzando i rapporti con i soggetti referenti a livello nazionale, attraverso strumenti che assicurino la razionalizzazione delle risorse e la certezza dei tempi di realizzazione degli interventi. In generale, occorre dunque stimolare una politica basata sugli obiettivi e i risultati da realizzare sul territorio, in cui tutti i soggetti coinvolti, quali ad esempio Pubbliche Amministrazioni, Regioni, Enti locali, sistema delle Imprese, possano contribuire all’utilizzo efficiente delle risorse ed alla condivisione degli obiettivi per aumentare l’efficacia degli interventi da realizzare.

L’impegno del Ministero

Se analizziamo l’ambiente nel quale viviamo, le emissioni da trasporto stradale contribuiscono in modo sostanziale a peggiorarne la qualità; esse sono maggiori nei centri urbani di mediegrandi dimensioni, nei quali le politiche di mobilità urbana rivestono un ruolo essenziale per la qualità della vita dei cittadini, ed in tale ambito il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha supportato, dal 1996 ad oggi, la realizzazione di oltre 556 interventi per la riduzione dell’inquinamento atmosferico derivante dal traffico veicolare nelle aree urbane, attraverso specifici programmi di cofinanziamento rivolti ai Comuni, quali soggetti istituzionalmente competenti nella realizzazione delle politiche di mobilità urbana, che hanno quindi potuto usufruire negli anni di un sostegno aggiuntivo per la realizzazione delle proprie politiche di mobilità urbana, con l’obiettivo di massimizzare i benefici ambientali. Oltre a tali programmi di cofinanziamento, il Ministero promuove, mediante Accordi di Programma, specifiche iniziative con enti e associazioni di categoria in ambito nazionale e comunitario, che hanno prodotto ottimi risultati. Per realizzare le azioni accennate, il Ministero ha messo in atto specifiche misure, oggetto di cofinanziamenti e ha adottato efficaci metodi per il controllo dei risultati. Le tipologie di azioni cofinanziate sono state individuate negli anni tenendo conto delle esigenze delle aree urbane italiane, ed in particolare si fa riferimento ad azioni di controllo e riduzione del traffico veicolare nei centri urbani, di potenziamento delle flotte del servizio di trasporto pubblico locale con veicoli ecologici, di sostegno alla mobilità ciclistica, di incentivazione all’acquisto da parte dei cittadini di veicoli ecologici, di sperimentazione di sistemi di distribuzione delle merci nei centri urbani con veicoli ecologici, di diffusione del servizio di car sharing.

Il Fondo per la Mobilità Sostenibile

Negli ultimi anni, il principale strumento di cofinanziamento è rappresentato dal Fondo per la Mobilità Sostenibile, con il quale sono stati stanziati 240 milioni di euro per il triennio 2007-2009 per il cofinanziamento di diverse misure, a favore di Comuni, quali il potenziamento del trasporto pubblico e dell’infomobilità, servizi integrativi quali il car sharing e i servizi di trasporto a chiamata, i parcheggi di interscambio, la mobilità ciclistica. Il controllo dei risultati degli interventi avviene mediante l’attività di monitoraggio della documentazione tecnica ed amministrativa che i soggetti beneficiari sono tenuti a presentare periodicamente al Ministero. Relativamente alla valutazione dei benefici ambientali prodotti dai singoli interventi realizzati, è importante sottolineare come, ad oggi, non esista una metodologia di carattere generale nell’ambito della mobilità sostenibile. La particolare complessità della materia, dovuta all’ampio spettro di interventi nel settore - sotto il cappello della mobilità sostenibile registriamo azioni su TPL, infrastrutture e servizi, infomobilità, car sharing, city logistic ecc. - non ha consentito finora di redigere indicatori universalmente validi. Si procede, in realtà, per step successivi e approssimazioni stilando, nell’ambito di ciascun programma di cofinanziamento, una griglia di indicatori di valutazione validi per gli interventi presentati.

Bruno Agricola

Direttore Direzione Salvaguardia Ambientale
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
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