Detroit Electric

Un costruttore americano, «elettrico» da più di un secolo, torna alla ribalta con la SP.01, una supercar zero emission più brillante della sua omologa a benzina. Seguiranno una berlina e una supercar «2+2»


•• Costituita agli inizi del 1900 da William C Anderson, la Detroit Electric commercializzò nel 1907 la sua prima vettura elettrica conquistando rapidamente una importante fetta del mercato automobilistico statunitense dell’epoca. Va per amore di verità sottolineato che il successo nelle vendite (nel triennio 1907-1910 furono «piazzate» oltre 2.000 vetture elettriche) era facilitato dalla scarsa affidabilità ed all’alto potere inquinante delle vetture a benzina di allora. Comunque la Detroit Electric divenne in quel periodo così popolare che anche Henry Ford la volle guidare.

Il concetto di veicolo ecologico e di protezione ambientale non erano tuttavia popolari come oggi ed i tempi non erano quindi favorevoli alla diffusione dell’auto elettrica, tanto più che in poco tempo la riguadagnata efficienza ed affidabilità delle auto a motore endotermico provocarono il graduale spostamento della domanda su questa tipologia di mezzi decretando il declino e la chiusura - nel 1939 e dopo 13.000 vetture prodotte - della Detroit Electric.


Detroit ElectricL’Azienda sarebbe però risorta dopo oltre 70 anni di oblio, tornando sul mercato grazie all'interessamento di Albert Lam, ex CEO di Lotus Engineering Group e Direttore esecutivo della Lotus Cars of England il quale, in occasione dell’annuncio del lancio della SP.01, affermò che "il mondo avrebbe potuto presto vivere l'esperienza delle prestazioni puramente elettriche di questa gamma di veicoli innovativi ed emozionanti", definendo poi questa SP.01 la vettura elettrica di serie più veloce di sempre”.

La sede principale dell’azienda sarà a Detroit nel Michigan mentre gli impianti industriali (80 dipendenti entro il 2015) sono stati costituiti a Leamington Spa nel Regno Unito. Le attività commerciali - vendita auto, servizio clienti e marketing - sono state a loro volta allocate nei Paesi Bassi e questo in quanto “le procedure burocratiche per la produzione e le vendite della SP.01 negli Stati Uniti hanno preso più tempo di previsto”.

Emissione zero!

La SP.01 è basata sulla Lotus Elise/Exige e di queste conserva la linea e tutte le caratteristiche essenziali e l’impostazione meccanica a motore centrale e trazione posteriore; ovviamente evidente la somiglianza estetica e la filosofia di base tipicamente Lotus: potenza (210 kW) + leggerezza (1.070 kg di massa) = prestazioni 0-100 km/h in 3,7 e 250 km/h di velocità massima).

Questa biposto spyder/coupé con carrozzeria in vetroresina GRP (Glass Reinforced Polymer) e telaio in alluminio Lotus, è dotata di un pacco batterie al litio da 37 kWh che si ricarica in 4,3 ore e permette alla vettura della Detroit Electric un'autonomia di 290 km.


Detroit Electric


A proposito del futuro, Lam spiega di essere “custode di un'azienda iconica che produce veicoli elettrici - e di avere intenzione di onorare e portare avanti questa lunga tradizione creando tecnologie per i trasporti sempre più moderne e innovative. Saranno introdotte sul mercato una gamma di auto eccezionali (le prossime mosse una berlina e una supercar 2+2), con prestazioni elettriche entusiasmanti e zero emissioni. La nostra base produttiva e le nostre nuove sedi locali e globali permetteranno di raggiungere la portata internazionale di cui abbiamo bisogno per dare impulso alla crescita aziendale”.

Giovanni Notaro


? Nel video un esemplare degli anni ’30 - Detroit Electric Antique Car - totalmente restaurato e funzionante: http://www.youtube.com/watch?v=I-PPcDATITE

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