metanoLe tre aziende hanno siglato un accordo per lo sviluppo del gas naturale come carburante alternativo ed ecocompatibile alla presenza dei ministri dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio



Per contrastare l’inquinamento ambientale e atmosferico generato dal settore dei trasporti, l’Unione Europea ha varato la direttiva 2014/94, denominata DAFI (Directive alternative fuel initiative). L’atto impone agli Stati membri l’adozione di misure per favorire lo sviluppo di carburanti alternativi alla benzina e la costruzione delle infrastrutture necessarie per il rifornimento o la ricarica dei veicoli.

Il Governo italiano ha risposto con la recente approvazione di un decreto preliminare, che fissa obiettivi obbligatori per elettricità e gas naturale (LNG, gas naturale liquefatto e CNG, gas naturale compresso) e obiettivi facoltativi per idrogeno (per il quale sono previste misure solo in via sperimentale) e GPL. Il provvedimento è stato licenziato al termine di una lunga trattativa sul cosiddetto «principio di neutralità» tra i diversi carburanti alternativi.

In questo nuovo quadro regolatorio FCA, Iveco e Snam hanno siglato un Memorandum of Understanding per favorire lo sviluppo del gas naturale come carburante per autotrazione (CNG). La firma è avvenuta al MiSe alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e del Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, a conferma dell’appoggio del Governo in un settore in cui l’Italia può giocare un ruolo fondamentale a livello internazionale. Il nostro Paese è infatti il primo mercato europeo per i consumi di metano per autotrazione - con oltre un miliardo di metri cubi consumati nel 2015 e circa un milione di veicoli attualmente in circolazione - e può contare sulla rete di metanodotti più estesa e accessibile del continente, lunga oltre 32mila chilometri. 

L’accordo di collaborazione

FCA vanta una gamma di dodici modelli CNG, una delle più complete nel panorama automobilistico. Per il Chief Operating Officer di FCA Regione EMEA Alfredo Altavilla, “Il gas naturale è un esempio di come la «green economy» crei opportunità anche per il nostro sistema Paese. A disposizione di questo percorso FCA mette il suo know-how, la sua esperienza e la sua leadership commerciale: circa 700 mila veicoli messi su strada dal 1997, con una quota in Europa stabilmente al di sopra del 50% nel segmento del gas naturale”. Con questo accordo, spiega, “vogliamo replicare con numeri ben più ambiziosi, ciò che abbiamo fatto negli anni precedenti: raddoppiare la rete di distribuzione, portando a 2.200 le stazioni di servizio, e triplicare il parco circolante raggiungendo i 3 milioni di unità”.

IVECO ha sviluppato un know-how tecnologico di livello nelle motorizzazioni a gas naturale, con una gamma di veicoli sia CNG sia LNG che vanno dagli autobus urbani ai mezzi commerciali e di trasporto a lungo raggio. “Oggi possiamo sfruttare una posizione di leader tecnologico e commerciale” ha dichiarato il brand President di Iveco Pierre Lahutte. “La produzione di veicoli pesanti a metano è una grande opportunità per prendere una posizione di sviluppo nell'alternativa al diesel”.

Snam, leader europeo nella realizzazione e gestione di infrastrutture per il mercato del gas naturale, investirà circa 200 milioni di euro nei prossimi cinque anni per favorire la diffusione di impianti per il rifornimento di CNG. In questo modo sarà possibile aumentare il numero delle attuali 1.100 stazioni di servizio a metano, distribuendole in maniera equilibrata sul territorio e migliorando la qualità del servizio di erogazione. “Gli obiettivi che ci stiamo dando con questa alleanza sono sicuramente molto ambiziosi, ma li possiamo superare perché l'Italia parte da una posizione di assoluta leadership nel settore e possiamo contare su un forte supporto istituzionale”. 

L’impatto sullo scenario e la posizione delle Istituzioni

La diffusione su larga scala del metano consentirebbe di frenare l’emergenza ambientale soprattutto nei grandi centri urbani, evitando la necessità di provvedimenti come il blocco al traffico o le targhe alterne. Una ricaduta ancor più positiva sull’ambiente deriverebbe dall’estensione dell’utilizzo del metano ai mezzi pesanti e al trasporto. Con la conversione a metano di meno del 4% del totale del parco circolante è infatti possibile ridurre le emissioni di particolato del 99%. Notevoli anche i benefici economici: con l’utilizzo di un veicolo a metano una famiglia risparmierebbe fino a 800 euro l’anno. 

Secondo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio, “Il Governo ha una strategia molto precisa di implementazione dell'infrastrutturazione di una rete per combustibili alternativi. Una via tutta italiana che appoggiamo con la direttiva DAFI e che credo vada valorizzata. Speriamo che questo valga anche per il TPL. La direzione è chiara, tocca a noi accelerarla il più possibile”. Concetti condivisi dal Ministro dello Sviluppo economico Calenda, che evidenzia come in questo settore “l’Italia è in una situazione ideale: abbiamo aziende leader nella distribuzione e produzione di veicoli e un Governo che vuole dare al nostro Paese un ruolo centrale come hub a livello internazionale. Dobbiamo fare sempre di più”. Calenda ha poi aggiunto che “la Commissione UE ha indicato come obiettivi per l’Italia il raggiungimento di 7 milioni di veicoli a metano e GPL entro il 2030. Dagli elementi messi insieme oggi possiamo dire che esiste un quadro regolatorio il Governo seguirà una logica di neutralità tecnologica”.


Paolo Magnani

[5 Ott 2016]
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