È peggio avere rappresentanti delle Istituzioni che hanno completamente fallito, nel senso che non conoscono le Norme, non le studiano né si avvalgono di Uffici Legali degni di questo nome, oppure è peggio un Governo che sa benissimo cosa occorre al Paese ma fa finta di nulla e nomina incompetenti ad ogni livello procrastinando azioni, necessarie decenni fa, a tempi futuri?



L’abstract appare duro ma parimenti sono apparse a tutti i partecipanti alla «Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica 2017» le affermazioni di Silvana Di Matteo (Regione Lombardia) che ha trattato il tema dei Bandi di finanziamento nazionali e regionali.


 

 

 

 


Questione spinosa e sulla quale molti sono intervenuti. Da un lato si fa finta di sostenere la «mobilità elettrica» ma, all’atto pratico, si dichiara che le spese già sostenute (in Regione Lombardia) non potranno essere rimborsate.



Tutto parte dalla Deliberazione del 19 dicembre 2016, n. 15/2016/G redatta da Massimo Di Stefano (Magistrato della Corte dei Conti) su «Il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica»: in sintesi, fondi stanziati per la realizzazione di interventi di incentivazione mobilità elettrica sui quali è stato speso soltanto lo 0,012573% !

Questi i dati

Spesi soltanto 6.286,28 euro sui 50 milioni complessivamente allocati (20 milioni di euro per l’anno 2013 e altri 30 milioni per il biennio 2014 e 2015) e spese relative soltanto alla pubblicazione del bando Ministero Infrastrutture e Trasporti (MIT) il finanziamento di progetti di più immediata realizzazione, a norma del comma 10 dell’art. 17-septies del d.l. n. 83/2012. Tali interventi erano relativi a reti di ricarica in agglomerati urbani con problemi di inquinamento atmosferico. Bando pubblicato sulla G.U. in data 22 luglio 2013. Pervenne al MIT soltanto il progetto della Regione Lombardia (vedi foto sotto) ma a Roma dissero che non era possibile.



E quindi venne ribandito il tutto - la Lombardia non presentò nulla, pensando (ma è ammesso supporre senza fare interpelli scritti?) di rientrare a pieno diritto nella selezione ma al MIT decisero diversamente e quindi selezionarono per ammetterli a contributo 19 progetti presentati da Regioni e Province autonome (così risulta scritto) oltre alla Provincia di Monza e Brianza che tanto autonoma non è e per la quale è previsto il rendiconto. L’importo complessivo di questi aggregatisi in ultim’ora è pari a 4.542.130,59 euro (vedi sotto Tabella fonte MIT) fondi che al momento non sono ancora stati erogati.


Occorre sapere che le Regioni sono escluse dall’art. 158 del Testo Unico degli Enti Locali, quindi non dovranno presentare alcun rendiconto. In Lombardia si erano mossi in un certo modo, ma il MIT ha fatto ostruzionismo, il CIPE non ha deliberato e la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha taciuto. Una sorta di suicidio mediatico. E posso asserire - assumendomene tutta la responsabilità - che qui alcuni hanno sbagliato mestiere. Totalmente. Sì, perché il Bando era vincolato ad una decisione governativa ma alla Regione Lombardia erano convinti che tutto si sarebbe risolto.

A Roma hanno pensato: soldi al nord? Non sia mai. “Per quanto riguarda gli ulteriori interventi per la realizzazione del Piano, il MIT ha riferito che essi non sono stati ancora avviati, mancando gli accordi di programma previsti dal comma 5 dell’art. 17-septies del d.l. n. 83/2012, necessari per l’individuazione dei contesti territoriali nei quali concentrare gli interventi, in relazione alle effettive esigenze. Il ritardo del Piano infrastrutturale per gli impianti di ricarica dei veicoli elettrici è da attribuire - secondo il MIT - alla complessità del procedimento e alla novità della tematica, che ha reso necessaria l’organizzazione di un’attività da svolgersi in consultazione con molti soggetti interessati. Oltre alla predisposizione del Piano e del suo aggiornamento, le attività del MIT sono consistite finora nell’emanazione del bando di finanziamento a favore delle regioni e province autonome [ sono consapevoli a Roma che Monza e Brianza non è una Provincia Autonoma? Perlomeno, non ancora ] per i soli interventi di immediata realizzazione, nella conseguente ripartizione della somma di euro 4,5 milioni e nella stipula delle convenzioni tra Stato e regioni, intervenute peraltro, secondo le più recenti notizie riferite dal MIT, soltanto per tredici regioni”.


Paola Villani
Dipartimento Ingegneria Civile e Ambientale
Politecnico di Milano


 

[1 Giu 2017]
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