di Arcangelo M. Merella • La città emiliana dà il buon esempio con importanti processi di riqualificazione urbanistica e precise scelte in tema di trasporti quali un utilizzo più proficuo della rete ferroviaria, un nuovo modello di rete di trasporto pubblico, ciclabilità urbana e trasporto merci


 

La piccola città di Parma già antica capitale del Ducato di Parma e Piacenza (1545-1859) è, dal 1956, sede dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO, già Magistrato del Po) e, dal 2003, sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Da molti anni la città dedica una particolare attenzione alla qualità della vita e al benessere dei suoi cittadini; l’ha fatto e lo sta facendo dedicando risorse importanti ai servizi alla persona, alla cura e al mantenimento in buon stato del verde pubblico e dei parchi, realizzando iniziative culturali anche di alto livello e dunque promuovendo l’immagine di una città ideale per vivere, studiare e lavorare. In questo contesto la particolare attenzione al tema della mobilità delle persone e delle merci ha consentito di traguardare livelli di efficienza e qualità di cui testimoniano le ricorrenti prime posizioni che Parma conquista ogni qualvolta vengano svolte indagini e stilate graduatorie in relazione ai tanti indicatori di qualità urbana. L’aver considerato il tema della mobilità sostenibile non come argomento a sé stante ma come un asset fondamentale dello sviluppo ha consentito di mettere a sistema tanti interventi tra loro correlati (energia, risparmio energetico, intermodalità, ciclabilità, forme innovative di trasporto, pianificazione urbanistica, isole ambientali, cultura dello sport e del benessere individuale e collettivo ecc.) sino a produrre un modello di sviluppo che condensasse nelle parole slow city il significato di una scelta irreversibile destinata da un lato a indurre i cittadini a modifiche dei propri comportamenti per l’uso responsabile e quotidiano del proprio territorio e dall’altra a fornire strumenti adeguati per migliorare la mobilità individuale, ridurre l’incidentalità e l’inquinamento ambientale, vivere e lavorare in un clima più sereno. Tali scelte strategiche emergono dal Libro Bianco Parma 2020, recentemente approvato dalla Giunta Comunale, che indirizza le scelte attorno a due linee guida, che riaggregano strategie generalmente non connesse in una visione di insieme:

• aumentare l’efficienza nell’uso delle risorse, conseguendo un risparmio nei consumi (di energia, di materia, di suolo ecc.) e la riduzione delle emissioni inquinanti;

• migliorare la qualità degli stili di vita, conseguendo un maggiore livello di salute della popolazione e dell’ambiente.

Sulla base di queste prospettive e in continuità con le innovazioni introdotte negli ultimi anni Parma sta consolidando un insieme di iniziative che si prefiggono, per l’appunto, di raggiungere quegli obbiettivi di qualità ed efficienza, di sviluppo e innovazione che il Libro Bianco fissa senza retorica e con senso di responsabilità.

Le scelte a favore della mobilità sostenibile

In questo contesto hanno trovato slancio molte iniziative connesse alla mobilità sostenibile come quelle dedicate alla ciclabilità con l’approvazione, da parte del Consiglio Comunale nel dicembre del 2008, del Biciplan (strumento di pianificazione di tutti gli interventi necessari a rafforzare l’uso delle biciclette negli spostamenti urbani), l’aumento delle postazioni del bike sharing, il rafforzamento delle iniziative dell’Ufficio Bici quali l’apertura di un «Bike office» alla Stazione Ferroviaria, (nell’ambito di un’intesa Infomobility-Trenitalia per favorire l’uso delle bici in città per i pendolari), il car sharing e accorte politiche di mobility management rivolte agli spostamenti casa lavoro e casa scuola con l’introduzione di molti progetti che stanno interessando oltre 20.000 lavoratori e un numero significativo di scolari.

Inoltre nel corso del 2009 ha preso avvio la realizzazione delle prime isole ambientali - cosiddette Zone 30 - in quartieri precedentemente non ancora interessati da progetti di riqualificazione urbana e si è dato impulso alla progettazione di piattaforme intermodali al fine di rispondere all’obbiettivo di dotare la città di un servizio di trasporto sostenibile a misura delle esigenze di ogni cittadino; piattaforme intermodali come quella realizzata presso la stazione ferroviaria ove affiancate una all’altra convivono bike sharing, car sharing, TPL urbano ed extraurbano, taxi e treno.

Contemporaneamente si stanno sviluppando altri parcheggi scambiatori onde rafforzare il sistema esistente che fa perno sulle grandi aree di sosta poste ai limiti delle quattro direttrici principali di accesso alla città, sistema che sarà rafforzato proprio in previsione della revisione del piano di mobilità pubblica. Infatti rimane prioritario perseguire l’obbiettivo strategico previsto nel già richiamato Libro Bianco proprio allo scopo di ridurre progressivamente il ricorso all’auto privata per gli spostamenti sistematici, e dunque favorire una migliore ripartizione modale a favore di modelli sostenibili. Una recente analisi citata nel Piano Urbano della Mobilità (PUM approvato in data 27 marzo 2007) mostra come l’auto sia ancora il mezzo maggiormente utilizzato nonostante l’Amministrazione Comunale abbia avviato da tempo politiche di mobilità sostenibile incentrate sul mezzo pubblico e la bicicletta.

Le linee strategiche, coerenti con gli orientamenti europei a sostegno della mobilità sostenibile, necessitano però di un nuovo e diverso slancio che faccia proprio l’ambizioso obiettivo di mutare il sistema di mobilità e non si limiti a volerlo «solo» migliorare. Per questo è necessario agire in modo deciso incentivando in modo sistematico mezzi alternativi al mezzo privato. Camminare e andare in bicicletta, oltre a migliorare il nostro stato di salute, determina benefici economici e sociali, contribuendo a ridurre significativamente le cosiddette esternalità.

Per il 2020, il Libro Bianco, ipotizza una diffusione delle diverse modalità di trasporto pubblico che giungano ad intercettare, almeno per gli spostamenti sistematici, il 30% del totale, portando così l’utilizzo del mezzo privato dall’attuale 75% a non oltre il 45%. Al tempo stesso, nell’area interna alle tangenziali, è previsto che gli spostamenti in auto siano progressivamente ridotti fino a diventare un terzo degli spostamenti complessivi, mentre è auspicato che il parco auto cittadino raggiunga gli attuali livelli medi europei (45 auto/100 abitanti). Al riguardo la diffusione di politiche di condivisione dell’auto come il car sharing, insieme all’incremento del trasporto pubblico, rappresenta un passo importante per raggiungere obiettivi ambiziosi; è tuttavia indispensabile traguardare livelli di diffusione di tali sistemi in linea con le migliori esperienze europee.

Una citazione a parte merita la mobilità ciclistica che posiziona Parma tra una delle città italiane ove essa è maggiormente diffusa ma con margini di miglioramento ancora molto elevati: infatti oggi il 19% degli spostamenti avviene in bicicletta grazie a 90 km di percorsi ciclabili ma è ipotizzabile indicare per il 2020 il raggiungimento di una quota di uso della bici, nell’area urbana interna alle tangenziali, pari al 40%, attuando un raddoppio della rete di piste ciclabili sino a 180 km. A queste si affiancheranno i percorsi in aree pedonali e, soprattutto, una ben più ampia rete di strade esclusivamente in Zone 30. Si può dunque sostenere che la mobilità sia realmente alla base dello sviluppo sostenibile di Parma, sviluppo che coniuga importanti processi di riqualificazione urbanistica a precise scelte in tema di trasporto: da un utilizzo più proficuo delle rete ferroviaria, al nuovo modello di rete del trasporto pubblico, fino ad arrivare alla ciclabilità urbana e alla movimentazione delle merci. L’Amministrazione comunale del resto ha sempre investito su questi temi con progetti di valorizzazione e sensibilizzazione, e si appresta a proseguire questo percorso virtuoso investendo inportanti risorse grazie anche alla partecipazioni a programmi governativi, regionali e comunitari tutti volti a rafforzare il sistema di mobilità dolce.

Progetto Ecologistics

Particolare importanza riveste anche l’attuazione del Progetto Ecologistics realizzato prevalentemente nel centro storico di Parma, ovvero l'area interna ai viali di circonvallazione (tracciato antiche mura), per una estensione pari a 24,8 kmq, ove risiedono più di 21.000 abitanti, con una densità abitativa pari ad oltre 8.000 persone per kmq, progetto che riguarda in particolare i veicoli immatricolati come autocarri che trasportano merci appartenenti alle filiere dei tradizionali freschi, tradizionali secchi, collettame, capi appesi, Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Caffè). Una grande peculiarità del progetto Ecologistics di Parma è che tra le filiere spicca quella dei «tradizionali freschi», merci deperibili generalmente escluse da tutti i progetti di city logistics esistenti. Razionalizzare l’attuale sistema distributivo delle merci in centro storico migliorandone l’efficienza, riducendone il numero dei veicoli merci, evitandone l’accesso ai mezzi pesanti, sono alcuni degli obiettivi fondamentali del Progetto Ecologistics, che ha, come ricaduta positiva, quella di contenere l’inquinamento atmosferico.

Una città per tutti

Parma dovrà essere la città di tutti, ecoefficiente, sana, come se fosse un organismo vivente. Oltre agli obiettivi per la riduzione del consumo di energia e di suolo, per la diminuzione delle emissioni e l'utilizzo di energia derivante per il 20% da fonti rinnovabili vi sono anche obiettivi di rispetto per la diversità umana, basati sui principi della Convenzione Internazionale, adesso legge n. 18 del 3 marzo 2009. Le linee guida proposte nel testo, pur tenendo conto delle norme vigenti in materia di accessibilità, fanno un passo in più, verso lo sviluppo di una nuova sensibilità del progettare, per il quale l’adozione di soluzioni accessibili a tutti diventi una naturale determinazione e non effetto di imposizioni normative. Nella prima parte «Libro Bianco Parma 2020» sono state individuate tre macroaree di intervento con le relative prospettive operative: la fruibilità dei luoghi di vita, di educazione e di lavoro, mobilità e i trasporti per la vita indipendente, l’accessibilità ai servizi e all’informazione, i sistemi di valutazione dell’accessibilità, della qualità urbana e, di conseguenza, del benessere dei cittadini, anche quelli con disabilità: customer satisfaction, osservatorio comunale sull’accessibilità e fruibilità, banca dati sull’accessibilità e fruibilità, responsabilità sociale d’impresa, appalti pubblici e contratti di servizio. Il ruolo delle Amministrazioni locali risulta infatti determinante per realizzare un vero e proprio cambiamento culturale e Parma propone una politica locale di mainstreaming, con azioni e proposte innovative, quali l’introduzione del disability manager, incarico specifico da prevedere nelle città con un numero superiore a 50.000 abitanti, incarico che può essere assolto anche da un dipendente con questa funzione nei Comuni con meno abitanti.

Per dare continuità al lavoro svolto a Parma si propone di lanciare una campagna di raccolta di buone prassi attraverso l’istituzione di un link dedicato a livello ministeriale. Le iniziative raccolte saranno poi valutate dai componenti il Tavolo tecnico e potranno costituire una prima banca dati su accessibilità e mobilità urbana: il Libro Bianco è stato redatto grazie alla compartecipazione del Comune di Parma, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Cooperazione Italiana-Ministero degli Esteri, Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Parma, Formez (Centro di formazione studi), FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili), FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche), Categoria Imprenditori del settore, Fondazione Snaidero, Fondazione Don Gnocchi, Comitato Italiano Paralimpico.

 

Arcangelo M. Merella

Amministratore Delegato Infomobility S.p.A., Parma
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