trivabus

Qualità del parco mezzi, attenzione al livello ambientale grazie ad un servizio di mobilità altamente competitivo che migliora i coefficienti di riempimento dei bus, senza aumentare il numero di veicoli presenti su strada 


•• Uno dei punti critici dei noleggi di pullman è il cosiddetto «ritorno a vuoto»: il pullman trasporta i viaggiatori nel viaggio di andata, ma torna scarico in quello di ritorno. La nuova start-up «Trivabus», che mette in vendita le tratte a vuoto in Italia e, domani, anche all’estero, lancia un modo nuovo di viaggiare. A tariffe nettamente inferiori a quelle di mercato.

Il problema del ritorno a vuoto, chiamato anche «empty leg», esiste da quando hanno inventato i mezzi di trasporto collettivo, ed è particolarmente avvertito nel settore dell’aviazione executive, dove i costi operativi sono elevatissimi. Questo ha portato alla nascita di diverse società che, nel mondo, gestiscono le rotte che gli aerei privati (quei velivoli con pochi posti, estremamente lussuosi, per intenderci) devono necessariamente percorrere per rientrare alla base, vuoti. Queste società, in pratica, consentono di massimizzare l’efficienza dei velivoli, ammortizzando dei costi che, in ogni caso, avrebbero dovuto essere sostenuti. A tutto vantaggio degli utilizzatori finali, che beneficiano dei vantaggi di un volo privato e dell’esclusività di un viaggio dedicato, a costi ben inferiori rispetto al mercato.

Un principio analogo, ma applicato al trasporto persone sui pullman Gran Turismo, è alla base dell’idea di «Trivabus». Il core business di questa nuova start-up, creata dal giovane imprenditore pugliese Vito Mirko Greco (classe 1980), è infatti quello di mettere in vendita - operando come un aggregatore di servizi - le tratte a vuoto dei pullman su tutto il territorio nazionale. I prezzi sono estremamente aggressivi, e partono da una tariffa minima di 0,99 centesimi: il principio è quello delle compagnie aeree low-cost, che mettono in vendita i primi posti disponibili praticando tariffe di attacco, per poi salire progressivamente di livello man mano che si avvicina la data di partenza. «Trivabus», tuttavia, è molto più confortevole di una linea aerea low-cost. I pullman di ultima generazione, come ben sa chi si serve abitualmente dei servizi di linea sulle grandi distanze, hanno raggiunto un tenore di comodità assoluto, impensabile fino a dieci o venti anni fa. Un fattore tecnico e pratico che ha favorito l’inatteso e rapidissimo sviluppo di realtà come «Flixbus» e degli altri operatori concorrenti sulle varie tratte italiane e nazionali. «Trivabus» si innesta, ovviamente, nella scia di questo fortissimo cambiamento epocale (il rilancio dei viaggi in pullman), e ne rappresenta un’evoluzione che, pur avendo molti elementi di un bus-sharing, è molto più flessibile, dato che permette il booking diretto da parte dei clienti e non è richiesta l’attesa di un numero minimo di prenotazioni. La sostanza del servizio erogato è del tutto simile a quella dei bus in servizio di linea, ma è molto più economico a livello di costo.

trivabusLavoro da anni nel settore del trasporto su gomma - spiega Vito Mirko Greco - e quello delle «percorrenze a vuoto» è una nicchia di mercato ambiziosa, che ha interessato anche altre realtà in passato, ma che finora non aveva visto operatori in grado di lanciare e rendere effettivamente operativo il servizio in Italia”. Ciò che rende l’offerta di Trivabus realmente innovativa e, attualmente, unica nel settore è proprio la presenza, alle sue spalle, di una realtà consolidata: quella di EurobusNetwork, bus operator attivo da oltre 10 anni nel settore e selezionato dal Financial Times, a marzo 2017, tra le 1.000 «Europe´s Fastest Growing Companies».

Facciamo leva su un consolidato network di circa 1.000 compagnie affiliate e un parco bus di 5mila unità - spiega Greco -, per creare una soluzione innovativa con una logica grazie alla quale tutti guadagnano qualcosa”. E a ben vedere, la filiera dei soggetti coinvolti è estremamente ampia e variegata: si va dai viaggiatori (occasionali o regolari) che, in quanto tali, sono attenti alle tariffe, in particolar modo nel caso degli studenti fuori-sede o dei pendolari, per poi passare ai fornitori che vogliono ampliare il loro business, senza disprezzare affatto la possibilità di salvare l'ambiente, grazie al pieno utilizzo della capacità dei bus su strada.

Solo per dare una stima del fenomeno - ha spiegato Greco - con Eurobusnetwork, nel 2016, più di 3.375 volte i bus hanno viaggiato vuoti. Trivabus è la soluzione a questo problema”.

La start-up opera già su una lunga lista di queste rotte, ma sta concentrando i suoi impegni anche nell’attività di nuove affiliazioni per accrescere ulteriormente il network delle connessioni-tratte a vuoto, perché il problema è comune. “L’obiettivo - sintetizza Greco - è aggregare l’intera offerta delle tratte a vuoto, arrivando a coprire tutto il territorio nazionale, comprese le destinazioni minori, in modo da poter soddisfare qualsiasi necessità dell’utenza”.

Vi sono alcune fasce di clienti che, su tutti, possono peraltro maturare interessanti agevolazioni. Uno studente universitario medio (è stato pubblicato uno studio che spiega come il 50% degli universitari italiani viva fuori sede) può infatti risparmiare ogni anno fino a 390 euro. Fra i potenziali punti di forza del sistema «Trivabus» vi è, soprattutto, il livello assoluto di comfort, garantito dalla qualità del parco mezzi. E anche l’attenzione al livello ambientale (il trasporto stradale è una significativa fonte di CO2 e di polveri sottili) rientra fra le priorità del progetto «Trivabus», che si è posto grande attenzione nel miglioramento dei coefficienti di riempimento dei veicoli, senza aumentare il numero di veicoli presenti su strada e offrendo un servizio di mobilità altamente competitivo.


Alessandro Ferri
[13 Mar 2017]


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