Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Stoccolma, 15 dicembre 1972), questa edizione, che deve convivere con il Covid-19, si focalizza sulla crisi della biodiversità
La Giornata Mondiale dell’Ambiente, venne istituita per ricordare la prima Conferenza ONU sull’ambiente dalla quale scaturì la Dichiarazione di Stoccolma, in difesa, appunto, dell’ambiente.
Tale giornata, che ogni anno si tiene in un paese ospite (per questo 2020 la Colombia) viene focalizzata su un tema di particolare interesse rappresentato, in questa occasione, dalla biodiversità, argomento affiancato da temi quali l’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico, anch’essi strettamente correlati alla salvaguardia dell’ambiente.
Un argomento non solo attuale ma decisamente scottante visto che, su un totale di circa 8,7 milioni di specie, circa un milione è a rischio estinzione a causa del degrado, nella quasi totalità dei casi provocato dall’uomo, del loro habitat. Da qui il motto Time for Nature, come a sottolineare la tutela che va globalmente posta da parte di tutti, e ovunque nel mondo, a favore dei vari ecosistemi.
A tale proposito la Rappresentanza dell’ONU in Italia ha dichiarato che l’obiettivo di questa Giornata è sempre stato quello di “dare un volto umano alle questioni ambientali, facendo sì che le persone diventino agenti attivi dello sviluppo equo e sostenibile; accrescere la consapevolezza che le comunità sono di importanza fondamentale per il cambiamento dell’atteggiamento riguardo le questioni ambientali; promuovere partnership che garantiranno a tutte le nazioni e popolazioni un futuro sicuro e prospero”.
Di segno purtroppo opposto a tale obbiettivo sono i risultati di un contributo pubblicato sulla rivista PNAS lo scorso febbraio, con il coordinamento di Moreno Di Marco del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza Università di Roma, che “mette in relazione il fenomeno della diffusione delle malattie infettive con l’azione dell’uomo sulla natura” che ricorda che “l’attuale epidemia di Covid-19, originata nella provincia cinese di Hubei e causata da un coronavirus simile a quello della Sars, sta tenendo ancora una volta il mondo sotto scacco”.
Questa pandemia è stata peraltro preceduta da altre calamità quali Ebola, Sars, Zika, MERS, H1N1, tutte associate “alle alte densità di popolazione umana, ai livelli insostenibili di caccia e di traffico di animali selvatici, alla perdita di habitat naturali (soprattutto foreste) che aumenta il rischio di contatto tra uomo e animali selvatici e all’intensificazione degli allevamenti di bestiame (specie in aree ricche di biodiversità)”.
I ricercatori sostengono che nei piani di sviluppo sostenibile non viene dedicata la giusta attenzione al rischio di insorgenza di malattie infettive e relative misure di prevenzione.
Sempre secondo tale studio negli ultimi 100 anni abbiamo assistito all’estinzione di oltre 400 specie animali, un ritmo che – senza l’influenza dell’uomo – si sarebbe svolto in un arco temporale lungo fino a 10mila anni.
Numerose infine le iniziative organizzate per l’occasione in Italia, di cui segnaliamo quelle a nostro avviso più significative:
- ENEA: Sondaggio anonimo organizzato dal Laboratorio biodiversità e servizi ecosistemici di ENEA per comprendere com’è cambiato il nostro rapporto con la natura al tempo del Covid (online sul sito di Anthosart-Florintesa fino al 30 luglio), i cui risultati verranno utilizzati nell’ambito delle attività di ricerca pluriennali condotte da ENEA sulla flora e vegetazione italiana e sul verde urbano allo scopo di elaborare processi e strumenti utili a pianificare e progettare aree e infrastrutture verdi, ottimizzando i costi ed i consumi di acqua e di altre risorse naturali, nel rispetto della biodiversità.
- ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale): Tavola rotonda online ore 10.30 del 5 giugno) sulla risposta da fornire all’invito fatto dall’ONU “a tutti i Paesi di contribuire a far crescere la consapevolezza globale dei cittadini sul tema del drammatico declino della natura, e di stimolare azioni concrete per arrestarlo e invertirlo”.
- Centrale dell’Acqua di Milano: evento speciale sul tema «Ghiaccio bollente: la ricerca sui cambiamenti climatici dalle Alpi al Polo Sud», organizzato con ENEA, Università di Roma Tre, Università Statale di Milano, Università Milano Bicocca e Comitato Glaciologico Italiano. E’ in programma un collegamento in diretta live 5 giugno 2020, ore 10.00 con la base di ricerca Concordia che si trova in Antartide per poter conoscere il lavoro e la vita quotidiana dei ricercatori del PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide). Diretta su https://www.facebook.com/CentraleAcquaMilano oppure https://www.youtube.com/user/comunicazioneMM
- You Tube: 5 giugno dalle 10.00 alle 20.00 su https://www.youtube.com/channel/UCFM7SPriIxEjiAqCw08oTsQ è possible assistere al Grand Tour in Italia tra cultura e natura, una diretta streaming organizzata da «Leggere tutti» su You Tube in collaborazione con la rete dei Parchi Letterari® con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Un’occasione per visitare virtualmente tutta la nostra Penisola alla scoperta di luoghi e territori in cui la natura si collega alla cultura e in particolare alla letteratura; oltre 50 gli ospiti in collegamento, che aiuteranno a meglio comprendere i cambiamenti che caratterizzeranno il mondo delle attività turistiche senza tralasciare la proposta di itinerari e viaggi alla scoperta di mète in gran parte poco conosciute.
- FISE Assoambiente: l’Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica) promuove per il 5 giugno la seconda edizione dell’iniziativa “Impianti aperti”: diversi impianti di eccellenza nella gestione dei rifiuti apriranno virtualmente i propri cancelli, guidando i cittadini in un tour digitale alla scoperta delle più avanzate tecnologie di gestione rifiuti.
Il Presidente di FISE Assoambiente Chicco Testa ha evidenziato come “Il settore della gestione rifiuti è uno dei pochi che anche durante il lockdown ha continuato ad operare, assicurando pulizia e decoro delle nostre città. È oggi più che mai necessario sostenere una cultura che dia risalto alla capacità innovativa, in grado di creare valore e occupazione nei territori in cui si sviluppa”. Sul sito FISE Assoambiente (http://www.assoambiente.org/index.php/assoambiente/entry_p/News/news/22013) saranno disponibili dal 5 giugno i video che illustrano le attività di: - ACEA, con il termovalorizzatore di Terni che utilizza esclusivamente scarti della separazione meccanica da rifiuti di carta e cartone, per la produzione di energia elettrica.
- RENDINA, con il termovalorizzatore di San Nicola di Melfi (Potenza), annoverato tra le infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale. È dotato di un sistema di monitoraggio continuo che tiene sotto controllo le emissioni 24 ore su 24.
- Gea, con la discarica di Sant’Urbano, un vero laboratorio tecnologico e ambientale, come dimostrano l’impianto di recupero energetico alimentato a biogas e l’impianto di Osmosi inversa a triplice effetto per il trattamento del percolato, presenti all’interno.
- Asja, con l’impianto di Foligno, destinato alla produzione di biometano, ma anche alla gestione efficiente dei rifiuti. L’impianto è composto da due sezioni, una per la produzione del biometano e l’altra per la produzione del compost.
- Ecologica Naviglio, con l’impianto di depurazione delle acque reflue e dei rifiuti industriali all’interno del Parco Regionale della Valle del Ticino. Le attività dell’impianto si rivolgono ad aziende dei settori moda, cosmetica, tipografia, chimica, farmaceutica.
- Orim, con impianti all’avanguardia per la gestione di tutte le tipologie di rifiuti e laboratori di ricerca. Attiva dal 1982 con attività di recupero dei metalli preziosi e smaltimento di rifiuti industriali, Orim offre oggi servizi differenziati.
- La Filippa, con una discarica di nuova concezione in cui vengono smaltiti solo rifiuti non pericolosi e non putrescibili. Progettata per essere sostenibile, offre un valore aggiunto alla comunità per la tutela dell’ambiente e della salute.
- CSAI, con il Podere Rota, la discarica del Comune di Terranuova Bracciolini (Arezzo), che accoglie i rifiuti urbani e i rifiuti speciali non pericolosi, recuperando il biogas prodotto dalla degradazione della matrice organica del rifiuto.
- HERAmbiente, con il termovalorizzatore di Trieste, Errera 3, progettato e ammodernato secondo tecnologie di ultima generazione che consentono lo smaltimento di rifiuti eterogenei producendo energia elettrica.
- Cisa S.p.A., con i tre impianti di Massafra e Statte (Taranto) che curano tutto il ciclo dei rifiuti solidi urbani: trattamento, biostabilizzazione, selezione e produzione di combustibile solido secondario.
- ESO, società specializzata nella gestione dei rifiuti e nel loro trattamento e smaltimento, in particolare di rifiuti da ufficio, tra cui anche rifiuti speciali, rifiuti elettronici e RAEE.
[ Redazione PROTECTAweb ]
