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NASCE IL PASSAPORTO ETICO DEI PRODOTTI ALIMENTARI

Passaporto Etico

Identità, qualità e sicurezza nel documento ideato per dare valore sui mercati internazionali ed extra comunitari alle produzioni agroalimentari italiane. In totale trasparenza, dunque, le caratteristiche dei prodotti, insieme a valori di etica sociale e ambientale

•• Un documento di identità per mettere il consumatore nella condizione di poter fare scelte consapevoli. Il nuovo Passaporto Etico è infatti un documento elettronico di accompagnamento ai prodotti che rende disponibili ai portatori di interessi pubblici e privati, sui mercati nazionali e soprattutto esteri, le caratteristiche di identità, qualità e sicurezza delle produzioni alimentari, a partire da quelle tradizionali, ma anche i valori di etica sociale ed ambientale, tutti espressi attraverso una serie di descrittori specifici di oltre 20 categorie.

L’idea del Passaporto Etico delle Produzioni Agroalimentari (PEPA) porta la firma di Paolo Boni, presidente del Consorzio bresciano De Alimentaria Qualitate – DAQ (che comprende oltre una ventina di soci, quasi tutti bresciani, tra i quali Camera di Commercio e Fondazione Iniziative Zootecniche e Zooprofilattiche, ma è sostenuto da altri 71 enti ed organizzazioni nazionali). Il suo debutto è avvenuto ad EXPO 2015 in quanto selezionato tra le proposte più innovative nell’ambito dell’iniziativa di Regione Lombardia «Feeding the Future, now».

I principali descrittori previsti dal PEPA riguardano l’aspetto normativo sanitario, le assicurazioni, le certificazioni, la bioprotezione, il benessere animale, la gestione agronomica ambientale, il risparmio energetico e la gestione delle risorse idriche, oltre alla salvaguardia della naturalità e della tradizione dei prodotti.

Passaporto EticoIl Passaporto Etico ha esordito al Parco Biodiversità dell’Esposizione Universale con il convegno, organizzato da ASKE Network to Communicate, dal titolo «Ethical Passport – Quality with no limits», cui è seguita la tavola rotonda «Il passaporto etico, per chi può essere un aiuto concreto?» moderata da Alessio Maurizi, giornalista di Radio 24 e conduttore del programma di attualità “Si può Fare” che ha definito il progetto “un‘iniziativa giusta e pulita che speriamo trovi il sostegno delle autorità e riesca a diventare uno standard etico per l’Italia nel mondo”.

“Il Passaporto Etico vuol dire sicurezza alimentare per i cittadini che altrimenti mangiano cibo non controllato – ha invece affermato Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia intervenuto all’incontro – ma anche lotta alla contraffazione alimentare, che per le nostre aziende equivale a un danno da 60 miliardi l’anno, il doppio di tutto l’export agroalimentare italiano”.

Durante i lavori importanti voci del settore agroalimentare, della distribuzione e della ristorazione sono stati chiamati a discutere i vantaggi e le opportunità concrete del Passaporto Etico.  Tra i relatori, Marco Hrobat, Direttore ortomercato di Brescia e Vice Presidente Associazione Nazionale Direttori Mercati all’Ingrosso; Claudio Truzzi, Quality Assurance Manager METRO Italia Cash&Carry; Vincenzo Caporale, Commissione OIE World Organisation for AnimalHealth; Gianfranco Corgiat Loia, Responsabile Dipartimento Prevenzione e Veterinaria della Regione Piemonte; Iginio Massari, Maestro dei Maestri Pasticceri Italiani; Marco Tabladini, Gfinance Brescia.

Passaporto Etico è un marchio registrato e tutelato nei 28 Paesi dell’Unione Europea, e frutto della collaborazione tra la Camera di Commercio di Brescia, l’Amministrazione Provinciale di Brescia, la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche, l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna, le Università Statale e Cattolica di Brescia.

Roberta Di Giuli
[19 Mag 2015]