Un ciclo di incontri on line per condividere conoscenze ed esperienze atte a promuovere efficaci strategie di sostenibilità
ASviS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e FERPI (agenzia di PR) hanno posto l’attenzione sul tema della comunicazione della sostenibilità organizzando tre incontri web. Il primo, tenutosi il 27 gennaio registrando un picco di circa 700 partecipanti, ha evidenziato come la policy ambientale sia un tema centrale per le aziende che si propongono di operare nel rispetto della sostenibilità.
Rossella Sobrero, Presidente FERPI e moderatrice dell’incontro, dà subito la parola al portavoce ASviS Enrico Giovannini: “Le imprese sono sempre più orientate verso la sostenibilità, anche perché hanno capito che conviene”, dichiara, sottolineando come la finanza sia sempre più interessata alle aziende che si orientano sui criteri ESG (Environmental, social, governance), e da qui l’importanza di comunicare gli aspetti sostenibili delle aziende.
Il portavoce ASviS sottolinea come la sostenibilità debba essere pensata dall’inizio del procedimento e come sia un impegno volto anche a contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Evidenzia, in sintesi, come la sostenibilità non si possa introdurre in fase di rendicontazione.
Parlando del settore agroalimentare, Giovannini ne sottolinea la grande evoluzione essendo fortemente influenzato dal cambiamento climatico, evento che costringerà molti settori a doversi ripensare in modo nuovo. “Le aziende che investono nello sviluppo sostenibile – spiega ancora – non solo ne guadagnano in produttività, come ha di recente rilevato l’Istat, ma reagiscono meglio agli shock”.
In merito alle strategie di comunicazione della policy ambientale interviene Fabio Iraldo, professore di Management Scuola Superiore Sant’Anna, che sottolinea come in un periodo storico in cui la sostenibilità è un perno della nostra economia, nasca l’esigenza di trovare una comunicazione efficace, ma anche veritiera.
Da parte dell’utenza finale, sostiene Iraldo, c’è molta diffidenza, questo è dovuto a strategie di greenwashing, ma anche alla convinzione di molti consumatori che le aziende siano portate a dare informazioni ingannevoli. D’altra parte va ricordato, continua, che “la performance peggiore ce l’hanno le aziende che scelgono di non comunicare”, e questo a rimarcare che essere sostenibile non può prescindere dal trovare una comunicazione efficace e corretta, cercando, inoltre, di far capire al cittadino che cos’è il bilancio di sostenibilità, concetto ancora poco chiaro.
La comunicazione, oltre a riflettere le performance ambientali delle aziende e dei prodotti, deve essere come sempre accattivante. Iraldo indica le caratteristiche chiave di una buona comunicazione, che deve essere chiara, accurata e specifica, rilevante, coerente, attendibile, comparabile, visibile. Una comunicazione finalizzata anche ad educare il consumatore sul giusto e corretto utilizzo del prodotto. Infine, il professore si sofferma sul concetto di visibilità strettamente legato all’etichetta e alle certificazioni del prodotto.
L’intervento di Laura Cantoni, partner di Astarea, illustra i risultati della ricerca «La sostenibilità nella comunicazione d’impresa» svolta nell’estate del 2020 in cui emerge come non tutti gli stakeholders del processo siano informati sulle scelte aziendali in modo completo e continuativo.
La Cantoni sottolinea anche come le descrizioni specifiche sulle pratiche di sostenibilità siano spesso carenti e le informazioni macrotematiche non circostanziate. Ribadisce, dunque, che si punta molto sulla self-image dell’impresa a scapito del posizionamento ambientale e sostenibile. “Mancano – chiarisce – delle idee e dei percorsi narrativi che possano far raggiungere questi obiettivi”.
“La policy ambientale è un’architrave per definire i propri obiettivi e le proprie politiche in ambito ambientale”, spiega invece Sergio Vazzoler, consigliere nazionale FERPI esperto di comunicazione ambientale che sottolinea come per evolvere sia necessario fermarsi ad osservare gli esempi di chi ha già trovato valide soluzioni ambientali e comunicative. Vazzoler ci propone due esempi raccontati da Paolo Gencarelli, Head of Group Real Estate, e da Federica Maion ABS Acciaierie Bertoli.
Queste aziende hanno investito sull’innovazione tecnologica, ma anche su microprogetti di sostenibilità, come l’utilizzo di mezzi di trasporti green (Poste Italiane).
“Il tema della colonnina è l’infrastruttura più importante che porterà al passaggio”, commenta Gencarelli parlando dell’importanza per i cittadini di disporre dei punti di ricarica per le auto elettriche, per passare all’utilizzo di un’energia pulita.
Poste Italiane ha investito anche in interventi di approccio olistico, come, ad esempio, la trasformazione di vecchi serbatoi dismessi per il recupero di acque piovane destinate all’irrigazione per la creazione di aree verdi.
Anche l’azienda friulana ABS ha realizzato molti progetti di sostenibilità ambientale, sociale ed economica: tre dinamiche correlate ed imprescindibili l’una dall’altra. Annovera interventi sui propri stabilimenti con soluzioni verdi e vanta di aver creato delle metriche di condivisione attraverso più canali, anche tramite la sua trading page, per entrare in contatto empatico con il cliente parlando delle politiche di impatto ambientale con un linguaggio e dei contenuti comprensibili da tutti, ma completi. “Il focus non è solo sulla sostenibilità, ma anche su come la si comunica”, sottolinea Maion.
I prossimi appuntamenti online saranno il 23 marzo, per approfondire la policy sui diritti umani, e il 26 maggio, in merito alla policy Diversity & Inclusion.
[ Federica Pacetti ]
