di Giancarlo Galan • L’attività agricola rappresenta un’occasione di arricchimento e tutela della biodiversità, un patrimonio a rischio, essenziale per la nostra sopravvivenza
Attraverso i millenni, l’umanità per nutrirsi ha fatto affidamento su più di 10mila specie vegetali diverse. Tra le 150 specie coltivate, solo 12 soddisfano l’80 per cento di tutto il nostro fabbisogno alimentare. La biodiversità agricola è fondamentale. È nostro dovere garantire la conservazione delle varietà e degli ecotipi locali, coltivati anche secondo metodi tradizionali, che rappresentano una risorsa inestimabile da preservare dall’erosione genetica. L’agro-biodiversità è la nostra ricchezza. La nostra polizza assicurativa globale che in futuro ci permetterà di fronteggiare i cambiamenti climatici e la crescita demografica. Le attività umane hanno modificato profondamente le basi ecologiche del Pianeta: dobbiamo usare il patrimonio della diversità genetica delle colture per sviluppare nuove varietà, garantendo la sicurezza alimentare in modo equo e sostenibile. Abbiamo un patrimonio unico, costituito dalla varietà delle nostre flora e fauna, che potremo preservare solo se riusciremo a mantenere inalterato il prezioso equilibrio tra la natura e l’azione dell’uomo.
Il ruolo dell’attività agricola
L’agricoltura, in questo, svolge un ruolo fondamentale: l’evoluzione delle attività agricole ha contribuito in molti casi ad arricchire la biodiversità. Vogliamo che continui a farlo anche in futuro. Il primo settore, infatti, può contribuire a modellare un ambiente seminaturale che garantisce la sopravvivenza di alcune specie endemiche minacciate di estinzione. Il nostro compito, allora, sarà sostenere un’agricoltura non intensiva, che conservi specie, varietà o razze di piante ed animali sia selvatici che domestici, ma anche ecosistemi talvolta in via di estinzione. E, grazie alla selezione e alla ricerca di piante e animali addomesticati, contribuire anche alla variabilità intraspecifica, mantenendo inalterati molti ecosistemi che altrimenti scomparirebbero, con l’abbandono di determinate attività agricole. Tutto questo costituisce un patrimonio genetico unico. Da non disperdere. Se non vogliamo alterare il nostro benessere, con danni irreparabili. Per questo, riteniamo fondamentale implementare il ruolo della ricerca, diretta a studiare e conservare le biodiversità.
Spitsbergen: un futuro garantito
La nostra linea politica è improntata nel sostegno di un’attività agricola economicamente efficiente e socialmente accettabile, che salvaguardi la biodiversità, soprattutto in regioni particolarmente ricche da questo punto di vista, nelle quali l’agricoltura è regredita. Fino a poco tempo fa a chi mi avesse chiesto da che cosa è costituito il più grande tesoro dell’umanità avrei dato risposte imprevedibili, fantasiose, forse banali, comunque sbagliate. Ora rispondo che il più grande tesoro dell’umanità si trova in una lontanissima isola del Circolo artico, esattamente nell’isola norvegese di Spitsbergen, dove, in uno scenario fantascientifico, vengono immagazzinati e conservati milioni di semi, che sono i sicuri ingredienti di un futuro dell’umanità garantito, proprio perché c’è lassù questa specie di «polizza d’assicurazione contro qualunque genere di minaccia a breve e a lungo termine». Se vogliamo davvero preservare la nostra Terra, garantendo il futuro dell’umanità, dobbiamo porci con la massima umiltà, custodendo con la massima cura quel patrimonio genetico, che ha originato per la prima volta la vita.
Giancarlo Galan
