PROTECTAweb

L’esperienza toscana nella tutela della biodiversità terrestre e marina

di Edoardo Fornaciari, Andrea Casadio • Con la futura approvazione del Piano di Azione regionale, la Regione Toscana intende dotarsi di uno strumento innovativo ed efficace per l’attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità

 

 

L’attuazione e l’aggiornamento della «Strategia Nazionale per la Biodiversità» approvata con l’intesa espressa dalla Conferenza Permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, nella seduta del 7 ottobre 2010 e presentata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nella X Conferenza delle parti della CBD (Convenzione sulla Diversità Biologica), svoltasi a Nagoya, in Giappone, richiederanno una forte collaborazione tra i decisori politici, le amministrazioni, le agenzie, il mondo accademico e scientifico e i portatori d’interesse. La Regione Toscana, al fine di conservare efficacemente, sia la biodiversità terrestre che marina, ha dato avvio, attraverso un apposito accordo siglato a maggio 2008 con il WWF Italia, alla redazione di uno specifico «Piano di Azione regionale » finalizzato alla scelta e attuazione delle azioni più urgenti per la conservazione delle specie e degli habitat in maggior pericolo. Il progetto congiunto Regione-WWF Italia della durata di 3 anni prevede l’adozione formale del Piano di Azione regionale per la biodiversità da parte del Governo regionale entro il 2011 ed è realizzato nell’ambito della «Biodiversity Vision» per l’Ecoregione Mediterraneo Centrale, una metodologia messa a punto dal WWF finalizzata a definire una pianificazione degli interventi antropici che garantisca il mantenimento della vitalità degli ecosistemi attraverso un «approccio multidisciplinare » e la ricerca di collaborazione ed alleanze con tutti i diversi attori locali portatori d’interessi, sia economici che sociali. Il Piano di azione costituirà non solo lo strumento di attuazione della Strategia Nazionale prima citata ma anche, di concerto con il MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), un’esperienza pilota per codificare una metodologia operativa per le Regioni e definire linee guida nazionali, nella prospettiva della futura stesura di un Piano d’Azione a livello italiano.

Un programma mirato

L’avvio di un importante ed impegnativo progetto volto alla redazione di un Piano di Azione regionale a tutela della biodiversità è stato possibile non solo grazie alla grande mole di dati e conoscenze raccolti dal 1997 ad oggi, ma anche a seguito delle numerose esperienze maturate da parte della Regione Toscana nella tutela di specie animali e vegetali e habitat a rischio di estinzione, che in parte vengono riportate di seguito. La Regione Toscana ha recepito e attuato le Direttive 92/43/CEE (Habitat) e 79/409/CEE (Uccelli) e il DPR 357/97 attraverso la legge del 6 aprile 2000, n. 56 «Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche», ampliando il quadro di azioni previste per la conservazione della natura e allargando l’applicazione delle disposizioni previste a tutti i «Siti di Importanza Regionale» (SIR). Il SIR, ai sensi della L.R. 56/00, è un’area geograficamente definita, la cui superficie risulta chiaramente delimitata, che contribuisce in modo significativo a mantenere o ripristinare un tipo di habitat o una specie e che comprende sia i SIC/ZPS (Siti della Rete Natura 2000) che i «sir» (siti di interesse regionale). In tale contesto, attraverso la Deliberazione di Consiglio Regionale n. 80 del 22 dicembre 2009, è stato realizzato l’ultimo aggiornamento dell’Allegato D della L.R. 56/00 (elenco SIC + ZPS + sir) e la superficie complessiva coperta dalla rete ecologica regionale di SIR (Siti di Importanza Regionale), al netto delle sovrapposizioni esistenti, è giunta a 336.448 ettari pari a circa il 15% della superficie regionale. Tale percentuale non tiene conto delle ZPS marine (circa 61.200 ettari) designate dalla Regione Toscana nel 2007 attraverso l’ampliamento a mare delle relative ZPS terrestri delle isole di Capraia, Gorgona, Pianosa, Montecristo e Giannutri. La Regione Toscana, in ottemperanza ai provvedimenti comunitari e ministeriali (art. 4 DPR 357/97 e DM n. 184 del 17/10/07), ha inoltre definito con specifici provvedimenti (DGR 644/04 e DGR 454/08), secondo quanto previsto anche dall’art. 12 comma 1, lettera a) della L.R. 56/00, le misure di conservazione necessarie al fine di garantire la tutela delle specie e degli habitat di rilevante interesse conservazionistico presenti nei siti della citata Rete ecologica regionale. Attraverso uno specifico progetto denominato RE.NA.TO (Repertorio Naturalistico della Toscana) la Regione Toscana ha realizzato a partire dal 1997, in collaborazione con esperti del mondo scientifico, una banca dati all’interno della quale sono state raccolte e organizzate le conoscenze ad oggi disponibili sulle emergenze floristiche, faunistiche e vegetazionali del territorio toscano. RE.NA.TO. è un archivio georeferenziato in fase di costante aggiornamento in cui è riportata la situazione di tutte le specie vegetali ed animali di interesse conservazionistico presenti in Toscana con le rispettive presenze nei vari ambiti territoriali ed i relativi livelli di criticità che prevede come unità fondamentale la segnalazione, intendendo con questo termine il dato di presenza relativo ad una determinata specie (o habitat o fitocenosi), in una determinata località, ad una certa data, desunto da una determinata fonte di dati (pubblicazione, dato inedito, indagini in campo, ecc.). La banca dati RE.NA.TO. è fruibile da parte di tutti i cittadini collegandosi al seguente indirizzo: http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/ambiente_territorio/ biodiversita/rubriche/pianieprogetti/ visualizza_asset.html_1471354.html e da un’analisi dei risultati relativi all’ultimo aggiornamento disponibile (2005) si evidenzia la presenza di quasi 34.000 segnalazioni (figura 1). Allo scopo, inoltre, di dotarsi di uno strumento conoscitivo in grado di fornire importanti dati sulle condizioni generali dello stato della biodiversità marina e costituire una base su cui stabilire criteri e indicazioni per eventuali identificazioni di siti di elevato interesse conservazionistico, come Aree Marine Protette o SIC marini, la Regione Toscana ha avviato fin dal 2004, con la collaborazione di ARPAT e del Museo di Storia Naturale – sezione zoologica La Specola dell’Università di Firenze – il progetto (BIOMART) finalizzato all’analisi, attraverso la realizzazione di un archivio georeferenziato in costante aggiornamento, della biodiversità marina toscana. In tale ambito si inserisce sia la designazione di SIC marini nell’Arcipelago Toscano, oggetto di uno specifico provvedimento in corso di approvazione, finalizzata a dare attuazione alla Direttiva Habitat anche in mare, sia la recente istituzione, con Decreto del MATTM del 21/10/09, dell’Area marina protetta «Secche della Meloria». In tale contesto si inserisce anche la costituzione dell’«Osservatorio Toscano dei Cetacei » che, inserito all’interno del Santuario Pelagos, rappresenta il contributo della Toscana alla tutela di tale area che fa parte delle Aree Specialmente Protette di Interesse Mediterraneo (denominate ASPIM) ai sensi della Convenzione di Barcellona.

Il Piano di Azione regionale per la tutela della biodiversità

La redazione del Piano, le cui fasi progettuali vengono riportate in tabella 1, permetterà la creazione di uno strumento condiviso contenente i contributi dei numerosi soggetti coinvolti nella tutela della biodiversità, attraverso riunioni periodiche tra Assessorati Regionali, Province, Enti gestori di Aree Naturali Protette, Università, Enti di ricerca, Associazioni ambientaliste, Corpo Forestale dello Stato, Società e tecnici del settore e specifici tavoli di confronto (tavolo istituzionale, tavolo tecnico ambiente marino, tavolo tecnico ambiente terrestre, tavolo dei professionisti). A tal scopo il processo di definizione del Piano adotta l’approccio metodologico di progettazione e gestione di progetti complessi denominato CPM – Gestione Ciclica di Progetto, adattato alla gestione di progetti di Conservazione a diverse scale e gli standard di progettazione, in questo caso, costituiscono il supporto metodologico per assumere decisioni e pianificare strategie condivise. Dall’analisi dei dati scientifici a disposizione nelle banche dati RE.NA.TO. e BIOMART, e sulla base anche delle esperienze europee ed internazionali di Piani di tutela della biodiversità, sono state individuate potenziali categorie di target di conservazione e, nel caso specifico del Piano, sono state scelte le categorie «Ambienti», perché capaci di tutelare almeno tutte le specie di flora e fauna e gli habitat del progetto RE.NA.TO. (Target annidati) e le «Aree target» in quanto la conservazione di alcune specie risulta legata non solo alla gestione di un ambiente ma a particolari aree geografiche (è il caso dell’Arcipelago Toscano, del sistema Alpi Apuane e Appennino Settentrionale, o del Monte Argentario dove molte specie risultano legate al complessivo sistema delle isole o a singole isole o al complessivo paesaggio alto montano ed alpino). A conclusione della prima fase di lavoro sono state individuate 12 tipologie ambientali e 3 aree in ambiente terrestre e 14 tipologie ambientali e 1 area in ambiente marino, rappresentativi della biodiversità in Toscana. Nell’ambito invece della seconda fase di lavoro, ad ogni target di conservazione è stato associato un valore di priorità di conservazione. Per ogni specie ed habitat terrestri dalla banca dati RE.NA.TO. sono stati inoltre desunti i fattori di disturbo alla scala regionale e la relativa intensità e per ogni fattore di disturbo, relativamente a ciascun target è stato calcolato, separatamente per habitat e specie, il valore relativo a % di habitat/specie sui quali il fattore influisce ed il relativo impatto (valore di priorità di conservazione x intensità). L’analisi dei fattori di disturbo ha permesso poi di individuare le principali cause di minaccia per i diversi target riportate nella tabella 2. Nel corso della terza fase del progetto di redazione del Piano attraverso l’ampio coinvolgimento dei diversi attori del mondo accademico, di tutti i soggetti competenti e di tutti gli stakeholders con specifici workshop che saranno organizzati a breve, verranno individuati gli «obiettivi prioritari» per la conservazione della biodiversità e le «azioni» da intraprendere per il loro raggiungimento nel territorio regionale. La Regione Toscana quindi, con la futura approvazione del citato Piano di Azione regionale (per ulteriori informazioni e approfondimenti http://www.regione.toscana. it/ambienteeterritorio/biodiversita/ index.html), in sintonia con quanto emerso nel corso della X Conferenza delle parti della CBD a Nagoya, intende dotarsi di uno strumento innovativo per l’attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità, che permetta l’integrazione della conservazione ed utilizzazione sostenibile della diversità biologica nei piani, programmi e politiche regionali settoriali o plurisettoriali pertinenti e l’individuazione di interventi concreti volti alla conservazione delle specie e degli habitat a rischio di estinzione presenti nel territorio toscano.

Edoardo Fornaciari

Dirigente Settore Tutela e Valorizzazione Risorse Ambientali, Regione Toscana

Andrea Casadio

Responsabile PO Tutela della biodiversità terrestre e marina, Regione Toscana
Exit mobile version