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Economia Circolare: nuovi Decreti e qualche chiarimento

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale 3 Decreti Legislativi (sui 4 proposti) in materia di rifiuti da veicoli fuori uso, pile e accumulatori, discariche e imballaggi

 

Si tratta di Decreti di attuazione del «Pacchetto di direttive sull’«economia circolare» adottato dalla UE nel luglio del 2018 in tema di riciclo dei rifiuti urbani.

Questi gli estremi dei D.L. appena citati:

DECRETO LEGISLATIVO 3 settembre 2020, n. 116

Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. (20G00135) (GU Serie Generale n.226 del 11-09-2020); il provvedimento entrerà in vigore il 26/09/2020.

DECRETO LEGISLATIVO 3 settembre 2020, n. 118

Attuazione degli articoli 2 e 3 della direttiva (UE) 2018/849, che modificano le direttive 2006/66/CE relative a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. (20G00136) (GU Serie Generale n.227 del 12-09-2020); il provvedimento entrerà in vigore il 27/09/2020.

DECRETO LEGISLATIVO 3 settembre 2020, n. 119

Attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2018/849, che modifica la direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso. (20G00137) (GU Serie Generale n.227 del 12-09-2020); il provvedimento entrerà in vigore il 27/09/2020.

Si tratta di D.L. facenti parte del pacchetto di Economia Circolare, che recepiscono le direttive europee in tema rifiuti con l’intento di promuovere un modello economico sempre più circolare.

In quest’ottica il Consorzio Remedia, nel quadro della sua opera di sensibilizzazione del cittadino italiano sull’importanza delle tematiche ambientali e in concomitanza con l’entrata in vigore della nuova legge, pubblica il nuovo video educational «Economia circolare: un’opportunità chiamata futuro», con cui intende diffondere conoscenze che, note gli addetti ai lavori, lo sono molto meno ai cittadini che potranno visionarlo sul sito remediapervoi.it e sui canali social del Consorzio stesso.

Il video è parte della campagna di comunicazione che Remedia porta avanti da tempo per la diffusione delle buone pratiche e si aggiunge quindi alle clip «Come riciclare i RAEE» e «Pile esauste: piccolo rifiuto, grande cuore» realizzati lo scorso anno, confermando l’impegno reale di Remedia per la diffusione di una cultura green.

Fare la raccolta differenziata dovrebbe essere un’usanza ormai consolidata, ma non tutti sanno che questa regola vale anche per i prodotti tecnologici (elettrodomestici, smartphone, pc, pile e accumulatori, ecc) che se raccolti e trattati correttamente possono essere riciclati dando vita a nuove risorse.

E proprio il riciclo è alla base del modello economico circolare, un cambiamento necessario che deve coinvolgere governi, imprese e cittadini e che consiste in un nuovo modo di progettare, realizzare, utilizzare e riutilizzare ancora, così da poter dare vita a un modello di business in grado di potersi rigenerare da solo, senza conseguenze per il Pianeta.

Danilo Bonato, Direttore Generale di Remedia, ha così commentato il recepimento del pacchetto di economia circolare: “Il pacchetto di economia circolare rappresenta un importante passo avanti, che accelera la transizione verso una società basata sulla gestione del fine vita dei prodotti sostenibile e virtuosa. Oggi, il trattamento dei rifiuti tecnologici si basa su un modello molto efficiente, che permette di ottenere performance eccellenti, come dimostrano i risultati 2019 di Remedia con circa 150mila tonnellate di rifiuti gestiti, un beneficio in termini ambientali di 627mila tonnellate di CO2 evitata e in termini economici un risparmio di oltre 43 milioni di euro di importazioni di materie prime. Eppure, il sistema potrebbe produrre risultati ancora migliori, se solo si riuscisse ad intervenire sul rafforzamento degli standard di trattamento e sul potenziamento dei sistemi di controllo e vigilanza sul commercio illecito dei rifiuti tecnologici. Il testo di legge, che il governo ha recentemente messo a disposizione delle commissioni parlamentari, non agisce purtroppo sulla «zona grigia» che sfugge alla gestione dei sistemi collettivi e che spesso vede la gestione irregolare e non trasparente del rifiuto, la mancata messa in sicurezza o il trattamento abusivo. Aspetti non trascurabili che portano notevoli danni economici e ambientali. Riteniamo si sia persa un’occasione, ma siamo comunque fiduciosi sul lavoro del Governo e del Parlamento per colmare in futuro queste lacune”.

Ma che cos’è l’Economia Circolare?

Riprendiamo, in corsivo, quanto affermato al riguardo dalla Ellen MacArthur Foundation (https://www.ellenmacarthurfoundation.org) la quale sottolinea che «economia circolare» è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”.

L’Economia Circolare, con riferimento alla definizione data dalla Ellen MacArthur Foundation, è un’economia progettata per auto-rigenerarsi, in cui i materiali di origine biologica sono destinati ad essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici devono essere progettati per essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

“Si tratta di un ripensamento complessivo e radicale rispetto al modello produttivo classico, basato sull’iper sfruttamento delle risorse naturali e orientato all’unico obiettivo della massimizzazione dei profitti tramite la riduzione dei costi di produzione.

Adottare un approccio circolare significa rivedere tutte le fasi della produzione e prestare attenzione all’intera filiera coinvolta nel ciclo produttivo.

Questa attenzione passa per il rispetto di alcuni principi di base, che la Fondazione Ellen Mc Arthur ha individuato in 5 criteri fondamentali:

  • Eco Progettazione: progettare i prodotti pensando fin da subito al loro impiego a fine vita, quindi con caratteristiche che ne permetteranno lo smontaggio o la ristrutturazione.
  • Modularità e Versatilità: dare priorità alla modularità, versatilità e adattabilità del prodotto affinché il suo uso si possa adattare al cambiamento delle condizioni esterne.
  • Energie Rinnovabili: affidarsi ad energie prodotte da fonti rinnovabili favorendo il rapido abbandono del modello energetico fondato sulle fonti fossili.
  • Approccio Ecosistemico: pensare in maniera olistica, avendo attenzione all’intero sistema e considerando le relazioni causa-effetto tra le diverse componenti.
  • Recupero dei materiali: favorire la sostituzione delle materie prime vergini con materie prime seconde provenienti da filiere di recupero che ne conservino le qualità.

Il punto sull’Economia Circolare in Italia

Una visita al sito del Consorzio Remedia fa scoprire al visitatore i molteplici aspetti che compongono l’Economia Circolare in Italia; per descrivere, ad esempio, l’Atlante Italiano dell’Economia Circolare ci affidiamo nuovamente al corsivo per evidenziare quanto riportato da Remedia sul suo sito: l’Atlante è una piattaforma web interattiva che censisce e racconta le esperienze delle realtà economiche e associative impegnate ad applicare, in Italia, i principi dell’economia circolare.

Si tratta di uno strumento di sensibilizzazione, informazione e documentazione rivolto a tutti coloro che hanno a cuore l’equilibrio tra economia ed ecologia e che desiderano orientare i propri consumi in modo responsabile.

Tra gli obiettivi dell’Atlante vi è la messa in rete di imprese e realtà associative in grado così di entrare in connessione tra di loro e aumentare le potenziali sinergie e la loro visibilità.

Navigando tra regioni e categorie, gli utenti possono consultare gratuitamente le schede descrittive delle singole realtà mappate. La circolarità di ogni esperienza è valutata attraverso una serie di indicatori che tengono conto di tutte le fasi del processo produttivo: dalla scelta delle materie prime alla progettazione, dall’efficienza energetica alla logistica, dalla gestione degli scarti alla creazione di valore sociale condiviso, dalla valorizzazione territoriale all’analisi dell’intera filiera.

La piattaforma è pensata per essere uno strumento di mappatura partecipata in continuo aggiornamento: per gli utenti è possibile inserire direttamente altre esperienze virtuose attraverso un formulario predisposto e curato dall’equipe del CDCA in collaborazione con il Comitato Scientifico, composto da esperti di settore di ECODOM, Fondazione Ecosistemi e da ricercatori del Consorzio Poliedra-Politecnico di Milano. La compilazione dei formulari per la mappatura delle schede è supervisionata dal Comitato Scientifico.

Gli interessati potranno approfondire i diversi temi trattati direttamente nel sito del Consorzio stesso. (www.consorzioremedia.it)

 [ Redazione PROTECTAweb ]