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Emergenza clima: le città a rapporto!

Il nuovo rapporto di CDP sottolinea il ruolo strategico della collaborazione nel perseguimento dell’obiettivo comune di arginare l’emergenza climatica. «Ascoltate» per l’Italia 22 città, che raccontano il loro impegno sottolineando il ruolo strategico del governo centrale

 

La realtà italiana fotografata nel rapporto presentato da Carbon Disclosure Project (CDP) – l’organizzazione che gestisce il sistema di divulgazione ambientale mondiale per aziende, città, stati e regioni – mette a fuoco convinzioni ed impegni delle realtà cittadine italiane nei confronti dell’emergenza climatica e delle possibili azioni per contenerla.

Fulcro dell’analisi, dunque, le città. In particolare il rapporto di CDP (che lavora in partnership con il Ministero della Transizione Ecologica per aumentare il numero di città, regioni e aziende italiane che agiscono sull’ambiente) analizza i dati di 22 città italiane e di 5 regioni, mettendo in evidenza il ruolo essenziale della collaborazione nel perseguimento delle strategie climatiche. La cooperazione tra città, regioni, governo e imprese italiane è la chiave per un’azione climatica di successo.

Secondo il rapporto, la capacità di adattarsi al cambiamento climatico per circa la metà delle città italiane interpellate, tra cui Roma, Milano, Firenze, Parma e Padova, dipende da fattori influenzati da diversi livelli di governo, come i finanziamenti o la mancanza di legislazione. Il 36%, tra cui Bologna, Torino e Genova, sostiene inoltre che il raggiungimento degli obiettivi di emissione sarebbe  legato alla politica del governo. Attualmente, tre quarti delle città collaborano all’azione per il clima con le imprese mentre 6 città su 10 sono alla ricerca di finanziamenti per progetti legati al clima, riguardanti quindi settori quali i trasporti, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

In 8 città, tra cui Milano, Torino e Firenze , le azioni di adattamento come la difesa dalle inondazioni, la piantumazione di alberi e la creazione di spazi verdi sono per lo più finanziate dai governi o attraverso la collaborazione con altre città.

Delle 22 città italiane che hanno fatto rapporto, 13 (59%) stanno cercando finanziamenti per progetti sul clima, in particolare in aree come la gestione dell’acqua, le energie rinnovabili e i trasporti.

Questo evidenzia come il successo dell’azione per il clima nelle città – che producono il 70% delle emissioni mondiali e ospitano più della metà della popolazione – è determinato dai governi, e mostra la necessità che tutti i livelli di governo lavorino in stretta collaborazione.

L’analisi sottolinea dunque come la stragrande maggioranza degli Stati e delle Regioni stia collaborando all’azione per il clima, o intende farlo nei prossimi due anni. 4 delle 5 Regioni italiane e il 73% delle città che riportano i dati al CDP hanno dichiarato di collaborare già con le imprese.

Un impegno mirato

Tra le città che stanno portando avanti degli impegni concreti, Firenze sta collaborando con gli operatori di smart grid per creare velocemente una rete di ricarica per gli e-taxi. Torino sta incoraggiando l’innovazione lavorando con le università e attraverso il Torino City Lab, che permette alle aziende di testare in condizioni reali. E Parma (foto sotto) ha una «carbon neutral alliance» tra la città e l’autorità regionale, le imprese, l’Università e i Centri di ricerca, che stanno tutti lavorando insieme per rendere la provincia di Parma carbon neutral entro il 2030.

Il 64% delle città italiane ha riferito che il settore del trasporto sostenibile è la principale opportunità per l’azione sul clima, con la tecnologia dell’efficienza energetica che segue da vicino. 

Un’analisi internazionale

L’analisi del rapporto di CDP, «Working Together To Beat The Climate Crisis», si basa sulle risposte al CDP-ICLEI Unified Reporting System di 965 città e 136 Stati e Regioni.

L’analisi mostra che le città hanno urgente bisogno di un maggiore sostegno nella loro azione per il clima da parte di tutti i livelli di governo. Sulla base di una parte delle risposte al CDP-ICLEI Unified Reporting System 2021, le città globali chiedono ai Governi nazionali di:

Lavorare insieme al settore privato è anche una priorità per le Città, gli Stati e le Regioni per realizzare una forte azione per il clima. Tre quarti delle città a livello globale (726 su 965) e quasi due terzi degli Stati e delle Regioni stanno collaborando, o intendono farlo nei prossimi due anni, con le imprese in settori come l’efficienza energetica, i trasporti e i rifiuti.

Ha sottolineato Kyra Appleby, Direttore globale, Città, Stati e Regioni al CDP: “Giorno dopo giorno, stiamo vedendo gli effetti devastanti del cambiamento climatico, dagli incendi alle inondazioni. In vista della COP26, il mondo è ora al suo ultimo campanello d’allarme per intraprendere azioni coraggiose, rapide e decisive per affrontare il cambiamento climatico”. Ha quindi aggiunto: “Con oltre la metà della popolazione mondiale che vive nelle città, è chiaro che esse sono un pezzo fondamentale del puzzle per combattere la crisi climatica. Ma tutti gli attori devono lavorare insieme per realizzare un’azione efficace per il clima alla scala e al ritmo richiesti.

“È fondamentale che le città, gli stati e le regioni vadano oltre e più velocemente sull’azione per il clima, collaborando con tutti i livelli di governo e le imprese. Devono fissare degli obiettivi basati sulla scienza per mantenere il mondo sul sentiero stretto di un aumento della temperatura di 1,5 °C, e condurre valutazioni del rischio climatico e della vulnerabilità, implementando questi passi lavorando insieme a partner del governo e del settore privato”.

Maryke van Staden, Direttore del Carbonn Climate Center dell’ICLEI, ha detto: “L’azione e la collaborazione multilivello devono essere al centro di una transizione giusta, inclusiva, olistica e rispettosa della natura verso la neutralità del clima e un futuro sostenibile per le città, i paesi e le regioni di tutto il mondo. È necessaria un’azione immediata per fermare le emissioni globali di gas serra, evitare nuove emissioni, progettare infrastrutture resilienti e passare a un’energia verde e sostenibile. Sempre più spesso i governi nazionali stanno includendo i governi locali e regionali nei loro piani. Ma in questo snodo critico, mentre ci avviciniamo alla COP26, tutti i livelli di governo devono lavorare insieme per aumentare gli obiettivi e migliorare l’implementazione di NDC verticalmente integrati e i piani di investimento”. 

[ Roberta Di Giuli ]

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