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Hydrogen Valleys per il rilancio delle attività industriali in aree abbandonate

Finalmente si potranno presentare i primi progetti per la produzione di idrogeno verde, una grande opportunità per rigenerare aree industriali abbandonate da anni. Le aree industriali dismesse potranno essere riconvertite e ospitare siti di produzione di idrogeno verde. Il PNRR offre sostegno agli investimenti per lo sviluppo di una economia dell’idrogeno anche nel nostro Paese

 

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha completato il complesso percorso di consultazione e approfondimento durato per tutto il 2022 con un provvedimento che definisce le modalità tecnico-operative connesse alla concessione di agevolazioni da parte delle Regioni e delle Province autonome finalizzate al finanziamento di progetti di investimento che prevedano la riconversione di aree industriali dismesse per la creazione di centri di produzione e distribuzione di idrogeno, prodotto utilizzando unicamente fonti di energia innovabili.

La procedura attua l’investimento 3.1: «Produzione in aree industriali dismesse» da 500 milioni di euro, previsto nell’ambito della Missione 2 «Rivoluzione verde e transizione ecologica», Componente 2 «Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile» del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

L’investimento 3.1 punta a creare almeno una decina di Hydrogen Valleys, cioè aree industriali con economia in parte basata su idrogeno, per promuovere a livello locale la produzione e l’uso di idrogeno. Per contenere i costi, verranno utilizzate aree dismesse già collegate alla rete elettrica nelle quali verranno installati elettrolizzatori per la produzione di idrogeno con impiego di energia elettrica da fonti di energia rinnovabile, con produzione dedicata nell’area.

Da una prima indagine statistica del 2011, la superficie totale delle aree industriali nel territorio nazionale era di circa 9.000 km2, una superficie circa pari a quella della regione Umbria. La maggior parte delle aree sono situate in una posizione strategica per contribuire a costruire una rete idrogeno più granulare di produzione e distribuzione alle PMI vicine.

Si prevede in una prima fase il trasporto dell’idrogeno alle industrie locali o su camion o, nel caso in cui l’area abbandonata sia già allacciata alla rete del gas, su dedicate condotte esistenti eventualmente in miscela con gas metano. In aggiunta, per aumentare la domanda, si prevede la possibilità di effettuare rifornimento con idrogeno nelle stazioni per camion o trasporto pubblico locale. Il progetto ha quindi l’ambizione di dare a questi luoghi una seconda vita, utilizzando le loro infrastrutture esistenti, se compatibili, per una serie di servizi energetici, con una potenza installata per gli elettrolizzatori compresa tra 1 e 10 MW per sito.

L’idrogeno ha un ruolo rilevante all’interno del PNRR. La strategia europea prevede un incremento dell’idrogeno nel mix energetico fino al 13-14 % entro il 2050, con un obiettivo di nuova capacità installata di elettrolizzatori per idrogeno verde pari a circa 40 GW a livello europeo entro il 2030. Questi obiettivi sono stati ulteriormente incrementati nell’ambito del dispositivo comunitario Green Deal prima e successivamente nell’ambito della Comunicazione REPowerEU in risposta alla crisi ucraina.

L’Italia, in linea con la strategia europea, intende perseguire questa opportunità e promuovere la produzione e l’utilizzo di idrogeno, in particolare in questa Componente del PNRR:

  1. sviluppando progetti flagship per l’utilizzo di idrogeno nei settori industriali hard-to-abate, a partire dalla siderurgia;
  2. favorendo la creazione di «hydrogen valleys», facendo leva in particolare su aree con siti industriali dismessi;
  • abilitando – tramite stazioni di ricarica – l’utilizzo dell’idrogeno nel trasporto pesante e in selezionate tratte ferroviarie non elettrificabili;
  1. supportando la ricerca e sviluppo e completando tutte le riforme e regolamenti necessari a consentire l’utilizzo, il trasporto e la distribuzione di idrogeno.

Già nel marzo 2022 il Ministero aveva avviato un investimento del PNRR finalizzato a sostenere le attività di ricerca e sviluppo incentrate sull’idrogeno nei seguenti filoni:

  • produzione di idrogeno verde e pulito;
  • tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed elettro-carburanti;
  • celle a combustibile per applicazioni stazionarie e di mobilità;
  • sistemi intelligenti di gestione integrata per migliorare la resilienza e l’affidabilità delle infrastrutture intelligenti basate sull’idrogeno.

L’importo complessivo dell’investimento è pari a 160 milioni di euro e si è articolato nella stipula di un Accordo di programma tra il MASE e l’ENEA, insieme a CNR e RSE S.p.A. (stanziamento di 110 milioni di euro) e la pubblicazione di due bandi:

  • uno per la selezione di proposte progettuali inerenti attività di ricerca fondamentale svolta da Enti di ricerca ed Università (20 milioni di euro; lettera A);
  • ed un altro per attività di ricerca e sviluppo nel settore dell’idrogeno svolta da soggetti privati (30 milioni di euro; lettera B).

L’intervento del PNRR nel settore dell’idrogeno non si limita tuttavia alla realizzazione di investimenti, ma prevede anche una serie di riforme, che vanno dalla semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell’idrogeno, fino alla definizione di misure volte a promuovere la competitività dell’idrogeno e di stimolo alla produzione e al consumo dell’idrogeno, che dovranno facilitarne l’integrazione del sistema energetico.

[ Marcello Capra ]

Delegato SET Plan europeo e Horizon Europe – Cluster 5