PROTECTAweb

Italy for Climate: “Europa, un voto per il clima”

Emissioni, efficienza energetica e rinnovabili: nel nuovo report di Italy for Climate i temi principali sull’emergenza clima ma anche una critica ai pregiudizi che rallentano il cambiamento  ed un sguardo comparativo  ai grandi del mondo

 

Alla vigilia delle elezioni europee, Italy for Climate, Centro studi della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, pubblica un rapporto dettagliato che sfata i falsi miti sulla transizione energetica ed evidenzia il potenziale dell’Unione Europea per non perdere la leadership mondiale nella lotta contro il cambiamento climatico.

Il rapporto, intitolato «Europa, un voto per il clima», esamina i pregiudizi che vedono la transizione energetica come una minaccia e mette in evidenza le opportunità che essa rappresenta per l’Europa e che sono stati al centro del dibattito politico in vista delle prossime elezioni europee.

Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile: “Le prossime elezioni sono un banco di prova importante per capire se l’Unione europea continuerà a perseguire un ruolo di leadership nella transizione energetica e nella nuova economia di domani. Ancora in troppi ritengono che ignorare la realtà, la gravità delle alluvioni e delle ondate di calore della crisi climatica, sia realismo e che le analisi e le valutazioni scientifiche in merito siano solo opinioni alle quali contrapporre loro diversi pareri. La sottovalutazione della reale portata della crisi climatica è ormai diventata, essa stessa, parte del pericolo: porta ad attaccare le misure necessarie per affrontarla, senza indicare alternative, lasciando così che continui a peggiorare. Questa sottovalutazione porta anche ad essere impreparati ad affrontare i conflitti generati da un cambiamento di vasta portata come la decarbonizzazione”.

Andrea Barbabella, Coordinatore di Italy for Climate, ha dichiarato:L’UE è uno dei 4 grandi emettitori che, da soli, sono responsabili di oltre la metà delle emissioni globali. Insieme questi “big emitters” rappresentano anche una quota rilevante del mercato globale e dettano standard a cui anche le altre economie devono adattarsi. La transizione energetica è già in corso e sta già orientando in modo sostanziale i flussi di investimenti globale che oramai sempre di più puntano sulle rinnovabili, sull’efficienza, sull’elettrificazione mentre cominciano ad arretrare dal mondo dell’oil&gas. Questi trend sono destinati a rafforzarsi nei prossimi anni, anche se per scongiurare il precipitare della crisi climatica dovranno farlo molto più velocemente. Se dalle prossime elezioni verrà fuori un’Europa che tenterà di rallentare questa trasformazione invece di puntare su di essa, sarà un grave danno per il mondo intero ma soprattutto per il futuro stesso dell’Unione, che rischierà di essere marginalizzata nel nuovo contesto economico globale”.

Il rapporto analizza cinque Falsi Miti sulla Transizione Energetica:

  1. Perdita di competitività: C’è il timore che l’UE, accelerando sulla decarbonizzazione, rischi di perdere competitività sul mercato globale. Tuttavia, la transizione energetica è in corso e un numero crescente di imprese sta già rivedendo le proprie priorità di investimento. Dal 2016, gli investimenti globali nelle energie pulite hanno superato quelli nei combustibili fossili, con 1.700 miliardi di dollari investiti nelle energie pulite nel 2023 rispetto ai poco più di 1.000 miliardi nei combustibili fossili e questo trend è destinato a rafforzarsi nel tempo.
  2. Impatto sull’economia e occupazione: Si crede che le politiche climatiche troppo ambiziose dell’UE possano danneggiare economia e occupazione. In realtà, la crisi climatica rappresenta la principale minaccia per l’economia e investire nella transizione è conveniente. Gli interventi necessari per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 costerebbero l’1-2% del PIL mondiale, ma eviterebbero costi fino al 9% del PIL causati dalla crisi climatica. Inoltre, il numero di occupati nel settore delle energie pulite ha già superato quello dei combustibili fossili e si prevede che continui a crescere.
  3. Ruolo dell’UE nelle emissioni globali: Si pensa che l’UE possa fare poco o nulla sulle emissioni globali e debba attendere che tutti i Paesi si mettano d’accordo. In realtà, l’UE è il quarto emettitore al mondo e insieme agli altri big emitters (Cina, USA e India) produce il 54% delle emissioni globali. L’azione dell’UE può quindi incidere significativamente sugli equilibri climatici globali.
  4. Obiettivi troppo ambiziosi: Si ritiene erroneamente che l’UE stia perseguendo obiettivi troppo ambiziosi e dovrebbe rallentare. In realtà, la crisi climatica sta accelerando più del previsto, con la temperatura media globale nel 2023 che ha registrato un aumento di +1,48 °C rispetto al periodo preindustriale. L’UE è l’unica tra i grandi emettitori ad aver ridotto le emissioni dal 1990 ma non è ancora in linea con gli obiettivi sottoscritti a Parigi nel 2015.
  5. Neutralità tecnologica: L’idea che l’UE debba adottare un approccio di neutralità tecnologica, evitando di fissare obiettivi specifici e vincolanti per le singole tecnologie, è errata. Per affrontare la crisi climatica e azzerare le emissioni nette entro il 2050, è necessario dare un segnale chiaro agli operatori economici sulle prospettive di crescita e di investimenti delle singole tecnologie. L’Agenzia Internazionale dell’Energia, ad esempio, raccomanda di sospendere la vendita di nuove caldaie a gas entro il 2025 e di fermare la vendita di auto a combustione interna entro il 2035.

Confronto tra i Big Emitters:

Il rapporto presenta anche un’analisi comparativa tra Cina, USA, India e Unione Europea, evidenziando i progressi fatti e soprattutto gli impegni messi in campo per accaparrarsi la leadership economica e tecnologica nella transizione:

Benchmark tra i Paesi europei:

► Sul sito di Italy for Climate il rapporto completo.

Italy for Climate è un Centro Studi della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, in partnership con ENEA, Ispra ed RSE, e promosso da A2A, Chiesi, Conou, Davines, Edison, Elettricità Futura, H&K Strategies, illy, Italian Exhibition Group, Terna.

Exit mobile version