La Stazione Zoologica Anton Dohrn co-dirige una nuova spedizione internazionale. La Tara Ocean Foundation collabora con istituzioni scientifiche e naviga in tutto il mondo con una goletta di 36 metri per raccogliere dati sull’Oceano. La barca ha completato finora 11 spedizioni, fornendo agli scienziati di tutto il mondo informazioni per studiare l’impatto del cambiamento climatico
L’insieme degli organismi cellulari
Espressione dell’intera vita unicellulare degli Oceani, il microbioma è una delle chiavi del benessere del pianeta ma gran parte del suo funzionamento è ancora sconosciuto. Il microbioma è infatti l’insieme degli organismi unicellulari che vivono sospesi nelle acque degli oceani: dalle microalghe che sono delle vere e proprie piante in miniatura ai batteri con la miriade delle loro attività chimiche, agli organismi unicellulari che predano altri organismi cellulari.
Svolge un ruolo essenziale nella produzione dell’ossigeno che respiriamo, cattura l’anidride carbonica, è il primo anello dell’intera catena alimentare dei mari, è il mattone principale dell’intero ecosistema marino.
Un’immensa foresta subacquea
È noto che il microbioma svolga un ruolo fondamentale nei meccanismi climatici e che come un’immensa foresta subacquea cattura, attraverso la fotosintesi di microalghe e cianobatteri, l’anidride carbonica disciolta nell’acqua di mare, si sa molto della sua composizione, ma si ancora molto poco dei suoi processi di funzionamento. Scoprirli significherebbe fare luce non solo sul benessere dei mari ma sulla salute di tutto il pianeta. A svelare i segreti del mondo invisibile degli oceani saranno i 200 scienziati coinvolti nella spedizione «Tara – Mission Microbiomes». La spedizione si svolgerà nel contesto della United Nations Decade of Ocean Sciences for Sustainable Development.
Il ruolo di SZN con Italia protagonista
Co-diretta da Daniele Iudicone (Primo ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine, coordinatore del progetto AtlantECO e co-Direttore della spedizione Tara Mission Microbiomes) della Stazione Zoologica Anton Dohrn insieme con Colomban de Vargas (Direttore di ricerca, Direttore del Tara Oceans Research Federation – GO-SEE, e co-Direttore della spedizione Tara Mission Microbiomes) e Chris Bowler (Direttore scientifico del Tara Oceans Consortium, Direttore del Tara Ocean Foundation’s scientific committee, direttore di ricerca e co-Direttore della spedizione Tara Mission Microbiomes) del CNRS francese e a Romain Troublé (Executive Director) della Tara Ocean Foundation, la spedizione «Tara-Mission Microbiomes» è la spedizione flagship (principale) di AtlantECO promosso dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Quadro Horizon 2020 per un valore di 11 milioni di euro. Iniziato lo scorso settembre, il progetto valuterà lo stato di salute dell’Oceano Atlantico per prevederne la risposta ai cambiamenti climatici.
Due anni la durata della spedizione
La spedizione durerà due anni e coinvolge 44 organizzazioni scientifiche di 14 Paesi tra Europa, Cile, Brasile e Sud Africa. Con venti tappe e 70mila chilometri in totale: un’impresa scientifica di larga scala nella quale 200 scienziati uniranno le loro forze per studiare l’Atlantico dall’Equatore all’Antartide per determinare la struttura e la funzione del microbioma, verificare la presenza e l’impatto di inquinanti quali le microplastiche, valutare il suo ruolo di “sensore” dello stato dell’ecosistema marino e, con esso, dell’intero pianeta.
Le parole di Daniele Iudicone
E quelle di Chris Bowler
“Abbiamo una chiara comprensione della composizione del microbioma oceanico, tuttavia non abbiamo una comprensione altrettanto chiara sulle sue funzioni. In altre parole, la domanda che ci siamo posti e cui intendiamo dare una risposta non è tanto su «cosa c’è?» ma piuttosto «quale microrganismo fa cosa»”, aggiunge Chris Bowler, Direttore scientifico del Tara Oceans Consortium, Direttore del Comitato Scientifico della Tara Ocean Foundation, Direttore di ricerca del CNRS e co-Direttore della missione Tara Microbiomes.
Target: funzionamento del microbioma
L’obiettivo principale è capire il funzionamento del microbioma. A questo scopo, a bordo di Tara, gli scienziati raccoglieranno microorganismi marini in vari contesti ambientali, dalle calde acque tropicali arricchite dal Rio delle Amazzoni alle gelide scie di acqua dolce e ricca di ferro lasciate dagli icebergs nel loro lento sciogliersi nel viaggio verso l’oceano aperto. Grazie agli sviluppi tecnologici, i ricercatori saranno in grado di sequenziare DNA ed RNA della totalità dei campioni raccolti durante la missione, cosa inimmaginabile fino a pochi anni fa.
Gli scienziati misureranno un gran numero di parametri ambientali, tra cui temperatura, livello di ossigeno, presenza di nutrienti e inquinamento da plastica. La colossale mole di dati generata da questa nuova missione sarà archiviata e condivisa con l’intera comunità scientifica, contribuendo agli sforzi planetari per analizzare e modellare gli ecosistemi marini.
La spedizione
“Insieme con la Fondazione Tara e al CNRS, abbiamo concepito e disegnato l’intera spedizione – evidenzia ancora Daniele Iudicone – e preparato la pianificazione, inclusa la definizione dei protocolli e ne dirigeremo insieme le operazioni giorno per giorno. In linea con l’idea di oceanografia innovativa che stiamo sviluppando da tempo all’interno del nostro Osservatorio Marino Aumentato «NEREA» nel Golfo di Napoli, abbiamo impostato la spedizione secondo una filosofia hypothesis-driven, ovvero un piano di campionamento guidato da specifiche domande scientifiche, invece di fare un classico campionamento regolare. Inoltre, nello stesso spirito, integreremo fisica, chimica, biologia molecolare ed ecologia con gli approcci più innovativi e uno spirito fortemente internazionale e multidisciplinare”.
Il veliero Tara
Darwin e la bioluminescenza
[ Riccardo Collacciani ]
