Alessandro Ferri • Anche quest’anno il “convoglio” di Legambiente percorrerà i binari italiani, divulgando soluzioni a basso impatto ambientale per la mobilità sostenibile, e rilevando qualità dell’aria e inquinamento acustico
•• Il Treno Verde compie 25 anni: l’iniziativa realizzata da Legambiente e Ferrovie dello Stato, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la collaborazione di Enel Green Power, è stata confermata anche quest’anno.
Il Treno Verde è partito giovedì 7 marzo da Roma, per approdare il giorno dopo a Bari e proseguire in altre sette città. Le apparecchiature nelle carrozze rileveranno, durante ogni sosta, la qualità dell’aria e l’inquinamento acustico, mentre i visitatori della sezione espositiva riceveranno consigli sulle soluzioni a basso impatto ambientale praticabili già oggi.
Il convoglio è quindi allo stesso tempo un laboratorio e una mostra. Le quattro carrozze espositive rappresentano una «Smart City» su rotaia, creata per illustrare a studenti, cittadini e rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni quali siano le caratteristiche che ogni centro urbano dovrebbe avere per consentire ai suoi abitanti di muoversi e vivere all’insegna della sostenibilità.
Smog e inquinamento acustico monitorati
La qualità dell’aria continua ad essere un tema di grande attualità. Nonostante l’Unione Europea abbia dedicato l’anno in corso alla riduzione dello smog, le nostre città non riescono ancora a competere con quelle europee. Sull’argomento pesa poi, come un macigno, la sentenza del 19 dicembre scorso della Corte di Giustizia europea, che ha confermato il ricorso per l’inadempienza dell’Italia rispetto ai livelli di Pm10 registrati e gli ultimi dati fuori controllo: nei primi mesi del 2013 i valori di Pm10 hanno superato i limiti di legge (prevedono il superamento di 50 microgrammi per metro cubo (?g/m³) non più di 35 volte in un anno) in sette città e tredici capoluoghi li hanno già registrati fuori norma per 30 giorni.
Chi è il maggiore responsabile dell’innalzamento delle polveri sottili?
E se l’esperienza diretta di mostrare, grazie al Treno Verde, come sia possibile accedere a tecnologie e comportamenti virtuosi è stata premiante, resta ancora molto da fare. Il mezzo ferroviario è uno dei capisaldi con cui, progressivamente, si sono ottenuti considerevoli risultati nella tutela dell’ambiente. Lo dimostrano, ad esempio, le migliaia di persone che ogni giorno percorrono le reti ad Alta Velocità rinunciando all’auto o all’aereo che avrebbero, fino a pochi anni fa, utilizzato per i loro spostamenti.
Strada ferrata e car sharing
In occasione della partenza del Treno Verde le Ferrovie Italiane hanno diffuso gli ultimi risultati sui servizi da loro forniti: nel corso del 2012, grazie all’aumento dei passeggeri sulle «Frecce» (Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca), è stato possibile abbattere le emissioni inquinanti di ulteriori 60mila tonnellate. Nel corso dell’anno passato le Frecce hanno trasportato 39 milioni e 800mila passeggeri (+6,5% rispetto al 2011), percorrendo cumulativamente 12 miliardi e 310 milioni di chilometri (+7,2%): le oltre 60mila tonnellate di CO2 risparmiante derivano proprio da quei circa 829 milioni di km in più percorsi dai passeggeri nel 2012. Un miglioramento costante e tangibile, che non si ferma alla sola rete ad Alta Velocità, ma che è parte di una serie di azioni combinate comprensive, per il trasporto regionale, degli investimenti per due miliardi e mezzo di euro per ammodernare la flotta e migliorare la qualità dei servizi ai pendolari, e si articolano in nuovi, avanzati e sempre più attrattivi servizi a chi viaggia. Dal «car sharing» dedicato in dieci stazioni italiane, alla possibilità di noleggiare auto elettriche nelle stazioni di Roma e Milano, fino alla nuova sezione del sito istituzionale, intitolata «Trenitalia e l’ambiente», dedicata ai temi ecologici, accessibile da www.trenitalia.com.
