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Sodastream, indagine sulla sostenibilità

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente Sodastream, leader per la preparazione domestica di acqua frizzante, presenta un’indagine che fotografa l’impegno degli italiani a favore della sostenibilità. Mentre l’andamento generale evidenzia consapevolezza ma divario tra buoni propositi ed azioni, Veneto, Toscana e Piemonte guidano la classifica delle regioni più virtuose

 

A che punto sono gli italiani con il tema della sostenibilità? A dare risposta è un’indagine condotta da Sodastream, l’azenda leader nella preparazione domestica di acqua frizzante, una strategia che permette la sostituzione delle bottiglie di plastica monouso a vantaggio di ambiente e sostenibilità.

Hanno risposto all’indagine, realizzata in vista della Giornata Mondiale dell’Ambiente del prossimo 5 giugno, un campione di 2 mila cittadini che hanno fotografato un rapporto con la sostenibilità fatto di consapevolezza  ma di poche azioni. È Petra Schrott, Head of Marketing Italy di SodaStream a commentare l’impegno dell’azienda e il perché del sondaggio: “1 miliardo è il numero approssimativo di bottiglie di plastica monouso da 1 litro sostituite da SodaStream in 11 anni in Italia(*). Un risultato che ci rende incredibilmente orgogliosi e che ci spinge a fare ancora di più per il pianeta. Ed è proprio per comprendere meglio l’impatto di queste scelte e l’evoluzione delle abitudini dei consumatori che abbiamo deciso di condurre questa indagine. Se gli italiani sono sempre più attenti alla sostenibilità, serve un’azione collettiva per trasformare questa sensibilità in scelte concrete, accessibili e durature. Da sempre siamo impegnati nel promuovere soluzioni sostenibili per ridurre l’impatto ambientale e favorire un cambiamento concreto nelle abitudini di consumo quotidiano. Grazie ai nostri gasatori è possibile trasformare l’acqua di rubinetto in acqua frizzante e creare bibite fatte in casa, sostituendo le bottiglie di plastica monouso e incentivando uno stile di vita più consapevole e responsabile”.

L’impegno degli italiani su più fronti

Quasi il 69% degli italiani considera la sostenibilità ambientale un tema centrale e un ulteriore 30% la reputa abbastanza rilevante. L’82,8% è convinto che le proprie abitudini abbiano almeno un certo impatto sull’ambiente, e uno su tre (32,4%) ritiene che tale impatto sia molto significativo. Tuttavia il divario tra consapevolezza e comportamento resta evidente. Nonostante, infatti, l’87,7% degli italiani afferma di fare sempre la raccolta differenziata in modo accurato e il 78% dichiari di adottare pratiche per ridurre l’uso della plastica monouso, solo il 36% sostiene di evitarne sempre l’utilizzo. Basso anche il dato sull’utilizzo di energia da fonti rinnovabili (25,6%). Ancora più critico il dato sulla partecipazione attiva alla tutela ambientale: appena il 3,9% partecipa regolarmente a iniziative di pulizia del territorio, mentre il 56,4% non lo fa mai. La mobilità sostenibile resta un punto debole: solo il 20,4% degli italiani utilizza regolarmente mezzi pubblici o ecologici, mentre quasi un terzo (29,9%) lo fa raramente e il 18,5% mai. Sul fronte economico, se da un lato il 76,5% degli italiani dichiara di essere disposto a pagare un piccolo sovrapprezzo per prodotti sostenibili, solo il 10,8% accetterebbe di pagare un prezzo significativamente più alto. Il dato mostra un interesse crescente, ma anche la necessità di rendere la sostenibilità più accessibile.

A livello regionale il Veneto risulta la regione più virtuosa con il 99,2% degli abitanti che pratica la raccolta differenziata, l’88,3% che la fa sempre con precisione e il 41,4% che acquista prodotti a basso impatto ambientale. Inoltre, il 28% utilizza energia da fonti rinnovabili, registrando i valori più alti tra le regioni analizzate. Un risultato che sembra riflettere una maggiore consapevolezza e attenzione concreta verso la sostenibilità ambientale. Segue la Toscana con il 98% di intervistati che ha dichiarato di fare la raccolta differenziata (l’86% in modo accurato), il 59,4% di adottare strategie anti-spreco alimentare e il 44,3% di privilegiare prodotti a basso impatto ambientale, un dato superiore alla media nazionale. Anche sul fronte energetico la regione si posiziona molto bene, con il 27,4% degli abitanti che utilizza energia da fonti rinnovabili. Una performance positiva che riflette una maggiore diffusione di buone pratiche nella vita quotidiana.

Al terzo posto il Piemonte con il 97,5% di popolazione che pratica la raccolta differenziata, con un 88,4% che la fa in maniera scrupolosa. Molto buona anche la percentuale registrata nella sostituzione della plastica monouso (81,4%) mentre margini di miglioramento si evidenziano nei comportamenti di acquisto di prodotti sostenibili (solo il 37%). L’utilizzo di energia rinnovabile si attesta invece al 26,6%, leggermente sopra la media nazionale, a dimostrazione di una maggiore propensione a investire in soluzioni energetiche più pulite.

A seguire il Lazio che mostra un’elevata consapevolezza teorica (68,6% considera la sostenibilità molto importante) ma una minore coerenza nei comportamenti pratici. Tra le criticità maggiori: solo il 6,3% partecipa ad attività di pulizia ambientale e il 22,7% utilizza energia da fonti rinnovabili, segnalando un’area in cui esistono ancora margini di intervento.

[ Andrea Colomba ]

 

(*) Dato basato su numeri interni di sell-in in Italia, dal 2014 al 2024 per i cilindri di ricariche, i cilindri addizionali e i cilindri inclusi all’interno dei gasatori, convertiti in litri secondo il rapporto 1 cilindro = fino a 60 litri.

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