Al via il primo impianto di chimica verde Matrìca, firmato Versalis (Eni) e Novamont. Atto primo del progetto di riconversione del petrolchimico di Porto Torres in uno dei più innovativi complessi integrati di chimica verde al mondo
•• C’è una bella storia di rilancio verde nell’Italia che spinge alla rimonta. Il luogo è Porto Torres, l’attività si chiama «chimica verde» e la tecnologia è scrupolosamente, ed orgogliosamente, made in Italy. La sfida era quella di far nascere dalle ceneri del petrolchimico di Porto Torres, un virtuoso complesso integrato di chimica verde. Le basi del progetto furono gettate nel 2011 ed oggi, (esattamente il 16 giugno) a tre anni di distanza, l’inaugurazione del primo impianto per la realizzazione di prodotti ottenuti da fonti rinnovabili battezza la nuova vita dell’eco-polo. A collaborare due giganti: Versalis (Eni) e Novamont.
Matrica ha puntato sul progetto 180 milioni di euro. I tre impianti, una volta a pieno regime, ossia entro il 2016, produrranno bio-prodotti per una capacità complessiva di circa 70mila tonnellate all’anno. E daranno lavoro a 700 persone, oltre ad un significativo «indotto». Il progetto è di quelli che scrivono nuovi capitoli dell’efficienza italiana, a quanto affermano i vertici di Novamont e Eni. Fiore all’occhiello è anche… il cardo selvatico, esempio di capacità di integrazione con il territorio considerato che questo, materia prima per le produzioni, verrà coltivato in situ. Ma quello inaugurato non è solo il primo impianto di una «fabbrica di bioplastiche»: i vertici di Matrica parlano di “una bioraffineria integrata di terza generazione che, partendo dall’utilizzo di materie prime agricole e di scarti vegetali, produrrà una gamma di prodotti chimici (biochemicals, biointermedi, basi per biolubrificanti e bioadditivi per gomme) attraverso processi innovativi e a basso impatto“. E questo «rivitalizzando» un sito industriale in dismissione. Talento tutto italiano, con solo pochi piccoli esempi nel resto del vecchio continente.
Oggi il primo traguardo
L’impianto di trasformazione di oli vegetali in monomeri e intermedi, che costituiscono i prodotti base per successive produzioni di bio-prodotti più complessi, rappresenta la prima grande tappa del progetto. Prossimi «appuntamenti» l’avvio dei due impianti costruiti nel nuovo complesso Matrìca che dovranno trasformare i monomeri e intermedi in oli estensori vegetali da destinare al mercato degli pneumatici e in un’ampia gamma di prodotti innovativi ad alto valore aggiunto, quali basi per biolubrificanti, plastificanti per polimeri e prodotti per formulazioni cosmetiche. Ad inaugurare lo stabilimento Matrica è stato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti alla presenza, tra gli altri, di Daniele Ferrari, Presidente, e Catia Bastioli, Amministratore Delegato Matrica.
Il ministro Galletti è poi tornato sul tema delle bonifiche ricordando l’introduzione di procedure semplificate “per accelerare e favorire il percorso delle bonifiche industriali” e ha annunciato la creazione di un tavolo tecnico per “definire il progetto delle bonifiche nell’area industriale di Porto Torres”.
Non meno importante l’impegno del Ministro per dare immediata risposta all’emergenza del dissesto idrogeologico del territorio nazionale. “Per poter investire su questo fronte – ha spiegato il ministro – stiamo lavorando per sbloccare 1,6 miliardi di euro già destinati a questo scopo, ma attualmente fermi”. Secondo Galletti, infine “la green economy non deve diventare un nuovo comparto, ma la filosofia attraverso cui innovare in nome della tutela ambientale e della sostenibilità anche quei settori che sin qui hanno prodotto gravi problemi, come nel caso dell’industria chimica qui a Porto Torres“. “Le leggi ambientali si devono rispettare – ha ammonito – ma è ora di cambiare passo, come nel caso dell’Asinara. L’isola che ospita il parco nazionale è un esempio di quel che deve succedere affinché l’ambiente diventi davvero una risorsa su cui investire per riconvertire tutto il nostro sistema produttivo L’Asinara non sarà più una riserva chiusa, ma una grande occasione di sviluppo, a iniziare dal suo utilizzo in ambito turistico”.
Una scommessa vinta, un esempio per il mondo
’’Abbiamo dato concretezza in tempi record a un progetto all’avanguardia, condotto con un forte impegno nella ricerca e nella progettazione di impianti industriali che rappresentano un’eccellenza nel panorama dell’industria chimica mondiale’’, ha aggiunto Daniele Ferrari, Amministratore Delegato Versalis (Eni) e Presidente Matrìca.‘’Il nostro modello di business – ha continuato – punta a valorizzare le competenze tecnologiche e ingegneristiche interne e le sinergie di prodotti con la chimica tradizionale, in network con partner internazionali di eccellenza, in modo che la chimica da rinnovabili possa sviluppare al meglio il suo potenziale di innovazione, contribuendo a rinnovare e far crescere un’industria strategica per il nostro Paese’’.
“L’inaugurazione dell’impianto tecnologico Matrìca, joint venture paritetica tra Versalis (Eni) e Novamont per la riconversione del petrolchimico di Porto Torres in uno dei più innovativi complessi integrati di chimica verde al mondo, è un importante passo nello sviluppo della green economy”- ha invece tenuto a precisare Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera. ”Matrìca – ha continuato – rappresenta un pezzo di futuro, una scommessa tecnologica, industriale e sociale, un’esperienza di eccellenza che pone ancora una volta l’Italia all’avanguardia nel settore della chimica verde. Ed è anche una bella occasione, a circa mezzo secolo da quando Natta vinse il prestigioso Nobel per la Chimica, per rinnovare in chiave green la tradizione italiana in questo settore’’.
Prodotti, e produzione, da eco-guinnes
I prodotti Matrìca rappresentano un nuovo modo di proporre l’integrazione tra agricoltura ed industria con l’obiettivo – centrato – di coniugare rinnovabilità, sostenibilità e biodegradabilità alle più alte performance richieste nella formulazione e produzione di bioplastiche, biolubrificanti, prodotti per la cura della casa e della persona, fitosanitari, additivi per l’industria della gomma e della plastica, fragranze alimentari. In particolare, l’impianto di Matrìca si distingue per avvalersi di una nuova tecnologia che non utilizza ozono nella reazione di scissione ossidativa dell’olio vegetale e permette di produrre intermedi noti come acido azelaico, acido pelargonico, e nuovi prodotti proprietari, attraverso un processo sicuro e a basso impatto ambientale. Risultato che rappresenta “un passaggio chiave di un cammino iniziato più di 20 anni fa da un testardo gruppo di ricercatori che partendo dalla filiera delle bioplastiche sta portando alla realizzazione qui in Sardegna della prima bioraffineria integrata di terza generazione nonché alla trasformazione di altri siti in Italia’’, racconta Catia Bastioli, Amministratore Delegato Novamont e Matrìca.
Ricordiamo che Ecomondo-Key Energy il 6 novembre a Rimini Fiera, durante la «IV Conferenza sulle bioraffinerie nel quadro della strategia europea sulle bioeconomia» illustrerà l’esempio di Porto Torres, così come quello delle altre bioraffinerie chimiche esistenti in Italia.
