Il 25 febbraio a Roma verrà assegnato il premio che gratifica le public utility italiane. A valutarle gli economisti di Athesys, che disegnano i contorni di un comparto che registra risultati migliori di molte realtà europee
Identikit di un’Italia dalle mille sfumature. Infatti, a differenza delle comuni voci sconfortanti sulle public utility italiane, se ne solleva una, intonata dagli economisti di Althesys, che racconta come queste raggiungano risultati economici migliori rispetto ai principali concorrenti europei.
L’occasione di approfondire a che punto è l’Italia in questo settore, è stata offerta dalla seconda edizione del TOP UTILITY AWARD – che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Patrocinio della Commissione europea, del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, del Ministero dello Sviluppo economico, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di ENEA, che sarà assegnato il 25 febbraio a Roma alle quattro migliori aziende italiane di servizi pubblici locali sulle 100 analizzate. La manifestazione, che si svolgerà presso la sala del Tempio di Adriano in piazza di Pietra, a Roma, dalle 9.30 alle 13.00, assegna quattro premi così divisi:
– TOP UTILITY Assoluto: premia l’azienda utility che risulta prima classificata nell’anno rispetto alla valutazione complessiva;
– TOP UTILITY Sostenibilità: premia l’eccellenza nella sostenibilità ambientale e sociale;
– TOP UTILITY Comunicazione: premia la migliore utility nell’insieme delle attività di comunicazione, considerando i diversi canali e i vari comparti;
– TOP UTILITY Innovazione&Tecnologia: premia l’eccellenza nell’innovazione tecnologica o gestionale.
“Le prime dodici utility italiane – commenta il Direttore scientifico di TOP UTILITY, Alessandro Marangoni (Althesys) – in termini di Ebitda sul fatturato hanno un valore medio superiore al 20%, mentre il dato delle top 12 europee si ferma al 15,7% nonostante le dimensioni molto superiori. Secondo le nostre analisi per TOP UTILITY, l’insieme delle 100 maggiori aziende di servizi pubblici locali fattura 130,5 miliardi e ha circa 130.000 addetti”. Tra l’altro, anche in questo settore il 2012 ha presentato il conto della crisi. Tutte le imprese italiane ed europee, hanno registrato un calo dei margini e le aziende italiane hanno risentito maggiormente della crisi, “tuttavia sono riuscite – conclude Marangoni – a mantenere performance mediamente superiori a quelle dei competitor europei”.
Ricordiamo che l’analisi TOP UTILITY, ideata da esperti provenienti da università, centri di ricerca e consulenti specializzati, effettua una valutazione basata sul modello proprietario «vip» – Valutazione Integrata delle Performance – che consente di individuare le aziende «best in class» secondo parametri oggettivi che ne garantiscono l’imparzialità e la trasparenza. Il modello di ranking considera i diversi comparti delle utility: gas, acqua, elettricità, gestione dei rifiuti.
I criteri di analisi di TOP UTILITY valutano le utility nella loro completezza, facendo riferimento a tre ambiti: economico (i principali profili economico-finanziari); ambiente e Csr (clima ed energia, acqua, rifiuti, risorse umane, safety, sostenibilità), consumatori e territorio (qualità del servizio, performance operative, customer satisfaction, comunicazione ai clienti).
