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Villaggi della solidarietà a Roma

Il prof. Roberto Diacetti, amministratore delegato di «Risorse per Roma»

Il prof. Roberto Diacetti, amministratore delegato di «Risorse per Roma»

di Gianluca Bardelli  «Risorse per Roma» punta ad un nuovo approccio per la gestione del servizio di osservazione dei Campi Rom. Obiettivi e strumenti che parlano di solidarietà, attenzione e rispetto

Con il passaggio del timone dai tre istituti di vigilanza Urbe, Città di Roma e Italpol a «Risorse per Roma» nell’ambito del servizio di osservazione dei sette campi nomadi autorizzati della Capitale, (Camping River, via Candoni, Castel Romano, via Gordiani, via Salone, Camping Nomentano e Lombroso), c’è aria di novità, di nuovi obiettivi attraverso più virtuosi approcci alle tematiche complesse connesse con la convivenza di questa realtà. Sottolinea questo impegno il prof. Roberto Diacetti, amministratore delegato della società subentatrice. Si tratta di un progetto ambizioso che punta alla coesione sociale, un progetto sperimentale della durata di un anno che vuole impostare una collaborazione fra gli 84 operatori di «Risorse per Roma» e quanti vivono nei campi rom. Anche questa definizione non sembra più opportuna. Il traguardo che si pone Risorse per Roma è quello di rendere le attuali residenze dei veri e propri villaggi della solidarietà. Il primo impegno, non facile, è quello di distinguere fra galantuomini e chi vive ai margini della legge, attenti a rivolgersi alle forze dell’ordine nei casi più limite.

Ma chi sono questi paladini dell’osservazione? Sono stati assunti tutti ex vigilantes ora in mobilità. È stato selezionato il personale con esperienza nel settore della vigilanza privilegiando chi era rimasto senza lavoro, senza ritenere l’aver indossato una divisa un requisito di esclusività. “Le società pubbliche – spiega Roberto Diacetti – non possono assumere direttamente, ma devono pubblicare un bando specificando la modalità selettiva e noi abbiamo rispettato questa prassi. Comunque Risorse per Roma è la prima società ad aver chiesto alle persone assunte di dichiarare di non essere parenti, fino al terzo grado, con amministratori e dirigenti sia della società che del Comune, e questo mi sembra un segnale forte della nostra trasparenza nella gestione delle selezioni.”

 

Gianluca Bardelli

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