Sarà la provincia di Milano ad ospitare una delle prime case in standard passivo mediterraneo realizzate in Italia. La firma BLM Domus, una realtà aziendale del nostro Paese che spinge in avanti i confini possibili del risparmio energetico domestico
Un «passivo» tutto positivo quello che vuole perseguire la BLM Domus – Divisione Gruppo Bevilacqua, con la realizzazione di una villetta decisamente virtuosa. In altre parole: nessun attivo alla voce consumo energetico. Si tratta, infatti, di una delle prime case in standard passivo mediterraneo realizzate in Italia. L’Azienda, specializzata nella progettazione e costruzione di case passive con struttura portante in legno, è stata incaricata dal cliente di realizzare questa ecologica abitazione a Bollate, vicino Milano. Si tratta di una villetta indipendente di circa 180 m2 dislocati su due piani che si pregerà della certificazione Gold. BLM Domus ha quindi fornito, forte della sua esperienza nella consulenza specializzata volta alla realizzazione di soluzioni abitative uniche, progettate in linea con le esigenze del cliente e le caratteristiche climatiche dell’ambiente circostante, tutti gli strumenti per rendere possibile la conversione del progetto di costruzione inizialmente tradizionale in standard passivo mediterraneo. Il risultato finale è un’abitazione che rispetta i principi stabiliti dal Passivhaus tedesco, con un occhio di riguardo al comfort abitativo sia d’inverno che d’estate.
“Il concetto di casa passiva nasce in Germania” – aggiunge Bevilacqua – “ma è evidente come tale standard, definitivo in un’area geografica dove le temperature sono mediamente più rigide rispetto all’Italia, vada rivisto e adattato alle esigenze specifiche del nostro clima. Così nasce il concetto di «passivo mediterraneo». Un adattamento alle peculiarità climatiche del nostro Paese del modello definito dal Passivhaus. Competenze e formazione specifiche, acquisite sia operando sul campo che grazie a training specializzato, ci permettono di sostenere la validità di questo nuovo modello”.
Roberta Di Giuli
