Inaugurato a Novara, dalla start-up trentina ECO-SISTEMI, il primo depuratore di acque di scarico che utilizza… tappi di plastica! Sarà installato nel moderno birrificio Hordeum. Molti gli eco-aspetti «onorati» dalla neo-macchina denominata «Rotating Cell Biofilm Reactor»
•• C’erano una volta migliaia di tappi di plastica. C’è oggi un depuratore di acque di scarico!. La materia in questo caso non si è distrutta, non si è nemmeno trasformata… ha semplicemente cambiato «destinazione d’uso». In pratica: Novara ospita l’appena inaugurato Hordeum; si tratta del primo birrificio in grado di utilizzare il sistema di depurazione super-ecologico che si avvale di tappi di plastica riciclati. La macchina è realizzata dalla start-up trentina Eco-Sistemi. In sintesi, si è realizzata una macchina di piccole dimensioni, disponibile sul mercato, che rimuove la sostanza organica degli scarti contenente sia carbonio sia azoto, importanti elementi inquinanti delle falde acquifere.
In questa occasione, alla sofisticata tecnologia si è sostituita un’idea, semplice, originale,economica ed ecologica! Per comprendere la mole di lavoro che… l’esercito di tappi si troverà ad affrontare, ricordiamo che ogni giorno, per le quattro tipologie di birre (bionda, ambrata, weiss e strong ale) proposte dal Hordeum, si producono 5,5 metri cubi di refluo il cui carico inquinante è paragonabile a quello di una comunità di 300 abitanti!
Identikit di un capolavoro… dell’intuizione!
RCBR, ossia «Rotating Cell Biofilm Reactor», questo il nome della macchina, sfrutta i tappi come dimore per le colonie divoratrici dello sporco. “Invece di costosi dispositivi prestampati ove possa vivere e crescere lo spesso film di colonie batteriche responsabili della depurazione, ovvero di organismi che si mangiano «lo sporco», abbiamo impiegato banali tappi di plastica riciclati che, per forma e materiale, sono perfetti come «case» – carrier in termini tecnici – per i batteri. Poi intorno ci abbiamo adattato un contenitore efficiente per massimizzare la resa”, spiega Dario Savini, Amministratore Delegato di ECO-SISTEMI. “Spesso non serve l’hi-tech per fare innovazione verde ma analizzare in maniera integrata il problema e valutare tecnologie esistenti e il loro LCA. Un tocco di ingegneria e il gioco è fatto”.
Inoltre, i tappi riciclati impiegati nel depuratore, hanno anche un risvolto sociale. “Sono raccolti dalle tante onlus che organizzano campagne di raccolta e riciclo, come Trentinosolidale Onlus che ha un magazzino raccolta tappi a Rovereto e la Onlus di Enzo Gambardella, di Milano. Noi li acquisiamo elargendo donazioni che aiutano persone disagiate ed anziani, aiutando l’ambiente e il mondo sociale”.
Per il sistema del birrificio sono stati impiegati 430 kg di tappi, il cui costo è andato utilizzato per opere benefiche in Trentino. Ma l’impresa ha già una decina di ordini potenziali, che avranno sicuramente un impatto benefico.
Soddisfatti i proprietari del birrificio Hordeum. “Noi crediamo che la nostra birra debba nascere in un contesto aziendale di grande qualità rispettoso dell’ambientale. Per questo ci siamo avvalsi di questa nuova tecnologia realizzata da ECO-SISTEMI, low tech e di grande inventiva, come la nostra birra”, spiega Paolo Carbone, il mastro birraio di Hordeum.
Parsimonioso nei consumi, discreto negli ingombri
Non va a… tutta birra nemmeno nei consumi il morigerato mini impianto: si registra un consumo reale di circa un decimo rispetto ad un impianto tradizionale misurato in funzionamento di 1,2-1,5 kW/ora. “Con altre tecnologie che svolgono lo stesso lavoro i consumi sono generalmente superiori a 10 kW complessivo. Noi limitiamo i costi con due moduli che vengono azionati da un solo motore elettrico e con l’uso dei tappi, dato che il biofilm batterico ottiene ossigeno per svolgere il proprio lavoro dalla rotazione del sistema in atmosfera e non mediante compressori dedicati”.
Ed anche l’impatto sul territorio è limitato. Mentre i depuratori regolari possono misurare anche 20-25 metri quadrati il sistema di ECO-SISTEMI misura 3,30 metri di lunghezza e 1,30 in larghezza. “Molte imprese alimentari e zootecniche producono quantità di reflui importanti, che richiedono impianti in larga scala, spesso difficili da installare per le grandi dimensioni e che hanno un impatto rilevante», continua Savini. «Con questo tipo di impianto birrifici, ma anche allevamenti, aziende del comparto alimentare e piccoli aggregati urbani possono avere un impianto ecologico, a basso consumo e a basso ingombro”.
