E’ possibile ridurre gli inquinanti dell’atmosfera e, in particolare, la CO2 responsabile dell’effetto serra? Secondo il sistema Marshall Global Energy, sì e con una forte riduzione di costi. Il progetto sarà illustrato il 3 giugno a Bruxelles
•• La necessità di affrontare e intervenire drasticamente sui combustibili e i sistemi di produzione di energia inquinanti è stata recentemente al centro della presentazione dalla terza parte del rapporto sul clima pubblicata dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). In un incontro a Washington, il ministro degli esteri francese Fabius ha precisato, parlando con il collega statunitense Kerry, che non di rischio di cambiamento climatico si deve parlare ma di caos climatico, per la difficoltà di immaginare azioni coerenti e comuni in tutto il pianeta e nei tempi stabiliti dall’orizzonte 2020.
Marshall Globale Energy, società statunitense, ha progettato un metodo rivoluzionario che fornirà energia rinnovabile per il pianeta, pur mantenendo la premessa della redditività. Un modo concreto di combattere seriamente gli effetti temuti del cambiamento climatico. Di questa iniziativa si parlerà a Bruxelles il 3 giugno, in occasione della conferenza nella quale verranno svelate le caratteristiche del progetto e le sue potenzialità.
“Stiamo andando a illuminare il mondo dell’energia” è il motto con cui la Marshall Global Energy propone una soluzione reale per ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, l’utilizzo di combustibili fossili e il cambiamento climatico.
Parliamo dello scenario climatico nel quale si vuole incidere. L’emissione di gas ad effetto serra come la CO2 è tra i più gravi problemi a livello mondiale. Al fine di promuovere la riduzione di queste emissioni, nel 1997, è stato redatto il Protocollo di Kyoto con l’indicazione cogente che le emissioni di gas serra dovevano essere ridotte del 5,2% nel periodo 2008-2020, con riferimento ai dati disponibili nel 1990. Inevitabile constatare che la domanda di energia da fonti rinnovabili è aumentata enormemente da quando il protocollo di Kyoto è stato stilato. La proposta che viene avanzata da Marshall Global Energy è che l’obiettivo previsto, di riduzione delle emissioni serra, può essere raggiunto attraverso il risparmio energetico e l’uso di risorse energetiche alternative. Dunque minori costi per l’energia, maggiore efficienza dei sistemi e tecnologie pulite a vantaggio dell’atmosfera. Tra le idee portanti di Marshall Global Energy, quella di realizzare una nuova era di energia sostenibile, pulita e rinnovabile.
“La forza della centrale elettrica mobile sta nel fatto che il nostro generatore è progettato in modo tale da produrre una quantità esponenzialmente superiore di energia, ad una frazione del consumo di generatori tradizionali” afferma uno dei dirigenti, che aggiunge: “la nostra piccola centrale elettrica mobile, il M4P2, è in grado di produrre 2 MW di elettricità all’ora, con 900 litri di biocarburante in un giorno. Per produrre alle stesse prestazioni con un generatore tradizionale il consumo sarebbe di più di 8.000 litri di gasolio”. Queste le indicazioni della Marshall. Un dato che porta poi alla deduzione che le emissioni di CO2 della centrale elettrica mobile sono minime rispetto ad un generatore tradizionale.
La centrale elettrica mobile è di dimensioni contenute e può essere collocata in ambienti sotterranei in prossimità di un utente finale. “Funziona in modo economicamente efficiente – osservano i dirigenti dell’azienda – perché siamo in grado di collocare il nostro generatore vicino al consumatore, e abbiamo poco o nulla a che fare con la rete elettrica. Questo offre un grande vantaggio rispetto alle reti elettriche, che sono sensibili alla perdita di capacità causata da lunghe linee di trasmissione, danni e produzione insufficiente. La centrale elettrica mobile – questo l’assunto – fornisce non solo energie rinnovabili, ma è anche conveniente. Ed in linea con quanto prevede il Protocollo di Kyoto“.
Il progetto che sarà presentato a Bruxelles si pone come obiettivo uno sviluppo mondiale. Per l’Europa la sede sarà a Londra. La Marshall sottolinea anche l’alta necessità di personale e dunque le opportunità di lavoro che l’iniziativa intende promuovere.
