VADUS, SPACE TO TREE, AMOR e POMERIUM: questi I nomi dei progetti presentati al Ministero della Cultura. Sostenuti dalla Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito del programma Artes dell’Agenzia Spaziale Europea, i quattro programmi puntano a monitorare, per meglio conservare, i beni del nostro Paese

E se fossero i satelliti dallo spazio ad occuparsi del monitoraggio e della conservazione dei beni immobili culturali del nostro Paese? L’idea prende forma e sostanza nei progetti…
Questi progetti, fortemente innovativi, sono frutto della collaborazione tra ESA (Agenzia Spaziale Europea), ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e MiC (Ministero della Cultura) che hanno pensato di integrare tecnologie spaziali, droni e 5G per monitorare il nostro ricco patrimonio culturale e migliorarne la fruizione da parte dei visitatori. Al sistema di monitoraggio avanzato verranno integrate, dunque, diverse metodologie e tecnologie che serviranno ad ottenere informazioni utili per permettere le attività di pianificazione e di gestione del Gestore come, ad esempio, prevedere fattori di rischio legati alla stabilità del suolo o agli effetti degradanti degli agenti inquinanti nelle città.
La conferenza di Roma è stata introdotta e moderata da Maria Cristina Falvella, Presidente Fondazione E. Amaldi – Ambassador for ESA Business Applications in Italy.
Ad introdurre le nuove tecnologie di ESA, ASI e MiC vi sono stati la Senatrice Lucia Borgonzoni, Sottosegretario MiC; Elodie Viau, Direttore per le telecomunicazioni ESA, Giorgio Saccoccia, Presidente ASI e le aziende coordinatrici dei Progetti. I dirigenti delle rispettive aziende capofila dei progetti sono stati presentati da Alberto Tuozzi dell’Agenzia Spaziale Italiana.
I programmi dei quattro Progetti Vadus, Space to Tree, Amor, Pomerium
I quattro progetti sono stati autorizzati a maggio del 2020 e sono stati selezionati con un bando in base ad un accordo dell’Agenzia Spaziale Europea con l’Agenzia Spaziale Italiana, Roma Capitale, Università dell’Aquila, Regione Abruzzo e Municipalità di L’Aquila e Municipalità di Torino.
Anteriormente all’emissione del bando, sono stati raccolti i requisiti di interesse istituzionale e sono state identificate quattro aree tematiche: Forze dell’ordine e risposta alle emergenze; Eredità culturale; Monitoraggio della salute strutturale e modellizzazione del rischio; Trasporto intelligente.
I Progetti presentati sono stati finanziati dall’Agenzia Spaziale Europea e dall’Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito dell’iniziativa congiunta SPACE FOR L’ART (L’Aquila, Roma, Torino) del programma ARTES BASS.
Progetto VADUS
Il progetto è guidato da Next Ingegneria dei Sistemi con Citera, ENEA, Sapienza University, Telecom Italia, Archeological park of Ostia Antica, Archeological park of Colosseo.
VADUS è stato presentato da Antonio Casoria, Presidente di NEXT Ingegneria dei sistemi S.p.A. che coordina il progetto a cui partecipano TIM, ENEA, Sapienza, Parco Archeologico Ostia Antica, Parco Archeologico Colosseo.
I contenuti multimediali sono di natura archeologica, storica e scientifica supportati da ricostruzioni/ricreazioni virtuali grazie alla convergenza tra il 5G e servizi di comunicazione satellitare integrati con i servizi offerti dai sistemi Galileo e Copernicus nonché supportati da una infrastruttura cloud valorizzando in tal modo l’arte, la cultura ed il turismo dell’Italia nel mondo.
I servizi del progetto riescono così a raggiungere quei luoghi non raggiungibili in termini fisici per difficoltà di accesso legate all’ambiente o in termini culturali a causa delle barriere date dall’incomprensibilità del bene culturale stesso.
Progetto SPACE TO TREE
Il progetto SPACE TO TREE è guidato da Digimat. Vi partecipano Cnr Ispx (Ex Ibam) e Cnr Imaa. Space To Tree ha come obiettivo quello di progettare, realizzare, testare e validare un Sistema di Allerta che monitori il verde pubblico soprattutto all’interno di aree di rilevanti siti storici e culturali. Il Progetto coinvolgerà anche i satelliti Sentinel 2 e Prisma.
SPACE TO TREE è stato presentato da Angelo Donvito di Digimat, in testa al progetto coinvolgendo Cnr-Isps e Cnr-Imaa. Monitorare il verde pubblico significa monitorare gli alberi per tutelare l’ambiente, prevenire e gestire eventuali danni a cose e persone. Allo stesso tempo il Progetto vuole tutelare e ottimizzare tutto il nostro patrimonio culturale, quindi arborio, archeologico e monumentale.
Il monitoraggio in questione avviene unendo tecnologie IoT alla rete 5G con il telerilevamento mediante immagini satellitari (acquisite da Sentinel, dal satellite Prisma dell’ASI, da Landsat8 della Nasa) e sensori su droni. Queste immagini consentono di valutare lo stato di salute nonché di fornire una mappa degli alberi con evidenza di aree critiche. I sensori in situ (centraline meteo, anemometri sonici, sensori GNSS, Imu) permettono di valutare la risposta data alle sollecitazioni del vento consentendo di individuare alberi che presentano anomalie. I dati ottenuti vengono processati attraverso algoritmi di analisi multivariata dei dati multitemporali fornendo un’elaborazione di mappe di rischio, alert e report.
Progetto AMOR
Il progetto AMOR (Servizi avanzati di osservazione e multimedia per l’ecosistema del patrimonio culturale di Roma) è guidato da Nais con la partecipazione di Coopculture, Iscr, Cnr, Esri, Nitel. Il progetto è diretto a sviluppare servizi sostenibili per la salvaguardia e la fruizione dei Beni Culturali ubicati in centri storici ricchi e densamente abitati e che si presentano con una significativa pressione antropica, soprattutto in conseguenza ai notevoli flussi di visitatori. I servizi si serviranno di interfacce e adattatori specifici a valle dei Sistemi Satellitari (sia di Osservazione della Terra che di Posizionamento) e Servizi di rilevamento multispettrale e radar tramite Uav (Unmanned Aerial Vehicle) e Gpt (Ground Penetrating Radar) o Servizi di comunicazione 5G.
AMOR (Advanced Multimedia and Observation services for the Rome cultural heritage) è stato spiegato da Gianfranco Corini, Presidente di Nais, capofila di questo progetto che mira a servizi di salvaguardia finalizzati principalmente a fornire informazioni sui fenomeni di degrado con informazioni sul rilevamento e la mappatura dei danni di superficie. I risultati si riporteranno in mappe tematiche per facilitare la comprensione dei risultati e mappe di velocità per rilevare criticità in termini di movimenti degli edifici. I servizi di fruizione supporteranno i visitatori della città di Roma. Un modello 3D, il cui utilizzo sarà facilitato dal 5G, sarà disponibile direttamente sui dispositivi dei visitatori dopo aver scaricato un’app mobile.
Progetto POMERIUM
Il progetto POMERIUM ha come protagonista e-Geos, società costituita da Telespazio (80%) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (20%) la quale ha sottoscritto un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea. Il progetto, co-finanziato, quindi, da ESA e ASI nell’ambito dell’iniziativa congiunta Space for L’ART (L’Aquila, Roma, Torino) del programma ARTES BASS, mira a salvaguardare il patrimonio ambientale e culturale del centro storico di Roma compreso entro la cerchia delle Mura Aureliane.
POMERIUM, insieme a e-Goes, sarà portato avanti anche da Arakne, Adpm drones, Emersum, Cistec della Sapienza Università di Roma, Dbw Communications. Il sistema di monitoraggio servirà alla gestione dei beni culturali a supporto delle attività di gestione ordinaria e straordinaria già presenti. Le tecnologie utilizzate riguarderanno il satellite, Rpas, monitoraggio IoT in situ, riconoscimento di immagini e modellazione avanzata. Il collegamento tra queste diverse componenti sarà supportato dalla tecnologia 5G per le elevate capacità di trasmissione dati mentre i servizi di geolocalizzazione saranno resi possibili da Gnss Systems. Per il progetto dimostrativo verrà considerata l’intera area Patrimonio dell’Umanità Unesco di Roma.
Le aree già individuate sono il Palatino e il Colosseo, la Piramide Cestia e Porta San Paolo, il tracciato urbano del fiume Tevere, l’Aventino e il Porto Fluviale. Attraverso i dati provenienti da satelliti, droni e sensori IoT (Internet of Things) collocati nei luoghi e connessi tramite la rete 5G, POMERIUMpermetterà di costruire modelli digitali delle aree di interesse osservando, in tal modo, sia i fenomeni in atto sia l’evoluzione di tali aree nel tempo.
Il progetto POMERIUM vuole integrare tecnologie satellitari e non satellitari per fornire al Ministero della Cultura dati utili per creare una politica di gestione e per monitorare eventuali spostamenti del territorio o delle infrastrutture degli edifici che sono posti sul territorio, soprattutto storici, prevalentemente con il sistema CosmoSkyDemon, un sistema radar dell’ASI, per monitorare il conferimento illegale dei rifiuti, ad esempio, lungo il corso del Tevere, per osservare l’effetto di inquinanti atmosferici sui beni culturali.
Le informazioni ottenute saranno destinate ad una piattaforma cartografica digitale AWARE dalla quale gli operatori del settore potranno attingere i dati con facilità. Il progetto si concluderà alla fine dell’anno prossimo e i risultati saranno condivisi con il Ministero della Cultura.
[ Cristina Marcello ]
