di Roberta Di Giuli • Nasce, sull’esperienza del Progetto Lumière, l’Osservatorio Nazionale sull’illuminazione pubblica per la Smart City. Mentre le Linee guida per i Comuni divengono la Bibbia del risparmio per le pubbliche amministrazioni e per la riqualificazione del settore
Luce puntata… sulla pubblica illuminazione. Gestire con efficienza vuol dire ottimizzare e quindi risparmiare. E nel settore in questione i margini di miglioramento sono decisamente ampi. Però ci vuole uno strumento di valutazione prima e di perseguimento degli obiettivi poi, chiaro e preciso, per marciare decisi verso traguardi nuovi. In nome di tutto questo l’ENEA ha presentato le «Linee Guida per i Comuni» atte proprio a fornire uno strumento di supporto per una gestione efficiente del servizio di pubblica illuminazione. Il vademecum è stato presentato nel corso del convegno organizzato dall’Ente Nazionale Energie Alternative, in collaborazione con CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio), dal titolo: «Lumière. L’illuminazione pubblica nella prospettiva della Smart city».
Lumière, la via della luce
L’esperienza del Progetto Lumière, finanziato nell’ambito dell’Accordo di Programma per la Ricerca di Sistema Elettrico con il MiSE, ha rappresentato un’occasione strategica, con l’adesione di 450 Comuni, per identificare le esigenze delle Amministrazioni locali e le principali difficoltà connesse alle carenze tecnico-amministrative nella pianificazione degli interventi di efficientamento del sistema di pubblica illuminazione. Lo studio ha quindi evidenziato quelle che rappresentano le principali esigenze del settore: impianti più efficienti ed innovativi, minori consumi energetici e minori costi, minore impatto ambientale, ecc.
Passo successivo al Progetto Lumière è l’Osservatorio Nazionale Lumière, nell’ambito del quale tutti gli operatori già coinvolti, sia direttamente che indirettamente, sono chiamati ad avviare una riorganizzazione con processi di riqualificazione e gestione della rete di pubblica illuminazione, in modo da favorire la diffusione del modello sperimentale messo a punto dall’ENEA.
Con l’applicazione di «tecnologie smart» alla rete dell’illuminazione pubblica l’ENEA guarda lontano, cioè alla trasformazione energetica ed ambientale delle nostre città, nell’ottica della sostenibilità delle smart city del futuro.
Roberta Di Giuli
