Med in Italy: la nostra casa ecologica presentata al mondo

Il 13 settembre a Madrid c’è l’occasione di dimostrare che l’Italia può, e sa, dire la sua nell’ambito delle costruzioni progettate – ed eseguibili – con criteri di rispetto ambientale. Si tiene infatti nella città spagnola, il «Solar Decathlon» 2012 (http://www.sdeurope.org), una competizione universitaria mondiale tra i progetti di edilizia ecologicamente virtuosi, ossia ad alta efficienza energetica. Questa olimpiade dell’architettura «no carbon» chiama a raccolta accorgimenti e tecnologie utili per la costruzione di case atte a consumare la minima quantità di risorse naturali producendo il minimo spreco durante il loro ciclo di vita. Quest’anno, per la prima volta, tra i 20 team che hanno superato la selezione (provenienti da Brasile, Cina, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Gran Bretagna, Giappone, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna e Ungheria), c’è n’è uno che parla italiano. L’Università degli Studi di Roma Tre e i suoi partner (Disegno Industriale de La Sapienza, il Master Casaclima Research Team della Libera Università di Bolzano, il Fraunhofer Italia e l’Accademia di Costume e Moda di Roma) sono stati, infatti, ammessi alla sfida. Il progetto si chiama «Med in Italy» e ha l’ambizione di divenire un tipico caso di… orgoglio italiano.
Un progetto complesso… semplicemente!
Durante la fase finale della gara di Madrid, ogni squadra dovrà installare il prototipo nel «Solar Village», aperto al pubblico. Al termine delle dieci prove si determinerà il progetto vincitore in base alla somma del punteggio raggiunto nelle 10 diverse categorie: Architettura, Costruzione, Efficienza energetica, Bilancio energetico, Benessere, Funzionalità, Comunicazione, Industrializzazione, Innovazione, Sostenibilità.
Un sostegno al futuro
Mentre il prototipo è in fase di realizzazione presso Rubner, Bolzano, per una sorta di prova generale, un’ombra minaccia il progetto: la mancanza di fondi rischia di interrompere il suo cammino verso Madrid. Sostenere «Med in Italy» che, a colpi di studi, ricerche e applicazioni, rappresenta il know-how del settore nel nostro Paese, è un dovere. Una non partecipazione sarebbe una disfatta per la ricerca, per l’architettura e per il nostro futuro. E nel giorno della gara, nel momento dell’appello dei 20 partecipanti, quale grave segnale di rinuncia risulterebbe se l’Italia non dovesse rispondere in quanto assente… economicamente giustificata?
Per sostenerlo ci si può avvalere del sito di crouwdfunding al link:
http://www.eppela.com/ita/projects/185/med-in-italy-la-casa-100-sostenibile.
Roberta Di Giuli
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Sostenibilità anche in cucinaTra le prove da sostenere a Madrid, anche una sfida culinaria. Vengono infatti proposti menu «ecologici» rigorosamente in linea con le esigenze di qualità alimentare e di risparmio. A firmare il MED Menu un volto noto della TV, lo chef Alessandro Borghese. I cibi a Madrid saranno preparati nell’eco-cucina «de materializzata», progettata da Valcucine (http://www.valcucine.com) per il minimo utilizzo della materia a favore del risparmio economico e ambientale. Il menu, scelto attraverso un sondaggio indetto dall’Espresso e che ha raccolto 34mila opinioni, “è stato anch’esso studiato – come spiega l’architetto Chiara Tonelli, team leader del progetto – per promuovere l’alimentazione mediterranea nel mondo. Una strategia quotidiana di benessere e rispetto ambientale, promossa anche dal Ministero italiano per le politiche agricole e riconosciuta a livello mondiale dall’Unesco. L’organizzazione internazionale ha infatti inserito la nostra dieta tra i patrimoni dell’umanità da salvaguardare”. Il progetto di ValcucineSi chiama demode engineered ed è il prodotto di Valcucine che più rappresenta i confini di rispetto ambientale raggiungibili nel nostro focolare domestico. L’Azienda ha infatti reinventato il sistema di mobili cucina lavorando sulla massima semplificazione della struttura: una serie di tubi in ferro, facilmente assemblabili «fai da te», costituiscono l’intelaiatura dei mobili di Meccanica. Marchio tutto italiano, il «progetto demode» scrive un nuovo capitolo sul rapporto sostenibilità e prezzo dando la possibilità di acquistare un prodotto eco-compatibile a prezzi sostenibili. La possibilità di assemblaggio da parte dell’acquirente finale, consente infatti di ridurre ulteriormente il costo d’acquisto. Due, quindi, le fasce di prezzo proposte da «demode»: una più alta, comprensiva di montaggio, e una inferiore, esclusa di montaggio. La cucina «demode», oltre ad essere personalizzabile, è anche di lunga durata tecnico-estetica e completamente resistente al calore e all’acqua. Il prodotto viene proposto con un particolare piano in RE-Y-STONE®, un materiale biocomposito di carta riciclata post-consumo e resina naturale, residuo fibroso della macinazione e spremitura della canna da zucchero. Il materiale fibroso, come pure la matrice di resina, derivano da materiali vegetali rinnovabili, non c’è quindi dipendenza diretta da fossili o risorse non rinnovabili (petrolio, gas naturale). Non utilizzando colle vengono evitate le cancerogene emissioni di formaldeide. La cucina è progettata per essere riutilizzabile al 90% e riciclabile al 100% e grazie alla «Garanzia di responsabilità a vita di Valcucine» ne è garantito il ritiro a fine ciclo di vita per un risultato «zero rifiuti». |