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Protocollo ITACA: il sistema di certificazione delle Regioni italiane

Itaca 1

Sede dell’Environment Park, a Torino

 

 

di Andrea Moro • La valutazione di un edificio in merito alle problematiche ambientali connesse, rappresenta un’occasione per analizzare, in termini prestazionali, la qualità della costruzione e una strategia di incentivazione e sostegno del settore

 

Il Protocollo ITACA è un sistema di valutazione del livello di sostenibilità delle costruzioni adottato e utilizzato ad oggi da 13 Regioni e dalla Provincia Autonoma di Trento. È stato sviluppato a partire dal 2002 da ITACA, Associazione Federale delle Regioni e Provincie Autonome Italiane, con il supporto scientifico di iiSBE Italia (international initiative for a Sustainable Built Environment Italia) e ITC-CNR (Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR). Il Protocollo ITACA è attualmente impiegato in numerose iniziative di incentivazione e sostegno delle costruzioni sostenibili sia in ambito pubblico (Programma Casa, Contratti di Quartiere, Regolamenti Edilizi) che privato (Piano Casa). Accanto alle versioni regionali, è disponibile da aprile 2011 una versione nazionale del Protocollo ITACA con cui possono essere valutati edifici residenziali e per il terziario, mentre entro i primi mesi del 2012 sarà disponibile il sistema per gli edifici industriali e commerciali. A livello regionale (Regione Marche, Lazio, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria) l’attestato viene emesso da certificatori accreditati o da organismi pubblici (es. ARPA). A livello nazionale, in attesa che sia implementato un sistema di certificazione che vedrà operare organismi accreditati, il certificato Protocollo ITACA 2011 viene emesso, su mandato di ITACA, da iiSBE Italia e ITC-CNR. Questi ultimi, a supporto della diffusione del Protocollo ITACA hanno lanciato, nell’aprile del 2011, l’iniziativa ESIT (Edilizia Sostenibile Italia).

Il sistema di valutazione

Il Protocollo ITACA ha radici internazionali in quanto basato sullo strumento di valutazione SBTool® sviluppato nell’ambito del processo di ricerca Green Building Challenge, coordinato da iiSBE, al quale, a partire dal 1996, hanno partecipato fino a 25 nazioni. Principio fondamentale alla base della metodologia è la valutazione e classificazione della prestazione dell’edificio rispetto alla prassi corrente. Quest’ultima può essere definita su base locale attraverso l’attribuzione di pesi e di performance di riferimento ai criteri in modo da rispecchiare le priorità del contesto in cui si trova la costruzione. La versione nazionale del Protocollo è composta da 34 criteri suddivisi in 5 aree di valutazione: Qualità del sito, Consumo delle risorse, Carichi ambientali, Qualità ambientale indoor e Qualità del servizio. L’edificio viene analizzato rispetto a tutte le principali problematiche ambientali: energia, acqua, materiali, impatto sul sito, comfort, efficienza. A seconda della prestazione raggiunta rispetto a ogni criterio, la costruzione riceve un punteggio da -1 a 5. Il valore zero è il «benchmark», ovvero rappresenta la performance standard, il livello 3 rappresenta la migliore pratica corrente, il 5 l’eccellenza. I punteggi ottenuti vengono aggregati per determinare quello complessivo, anch’esso da -1 a +5. Un punteggio specifico permette inoltre di valutare la qualità della localizzazione. La complessità di un processo di valutazione è variabile e dipende principalmente dalla natura dell’edificio e dalla sua destinazione d’uso. Il sistema garantisce l’oggettività della valutazione, impiegando indicatori e metodi di verifica validati e allineati con le norme tecniche italiane e con i regolamenti di legge nazionali. Non vengono prescritte strategie e soluzioni progettuali specifiche, ma la qualità della costruzione viene analizzata in termini prestazionali. In tal senso vengono valorizzate le capacità progettuali e di realizzazione dell’edificio.

Applicazione del Protocollo ITACA

Il certificato Protocollo ITACA viene emesso a edificio realizzato (fase di collaudo) mentre un attestato preliminare può essere rilasciato a livello di progetto esecutivo. A supporto della valutazione sono disponibili il manuale d’uso, la relazione tecnica tipo e i software di calcolo dei punteggi, alcuni disponibili su piattaforma web. I soggetti interessati dalla certificazione Protocollo ITACA sono principalmente l’Amministrazione pubblica, i consumatori, le imprese di costruzione, i progettisti, le istituzioni finanziarie, di real estate e facility management. Il sistema di valutazione infatti può avere finalità differenti a seconda dell’utilizzatore. Diviene uno strumento di progettazione per i professionisti, di controllo e indirizzo per l’Amministrazione pubblica, di supporto alla scelta per il consumatore, di valorizzazione di un investimento per gli operatori finanziari. Il Protocollo ITACA ha quindi tutte le caratteristiche per poter assumere a livello nazionale il ruolo di strumento di riferimento in grado di facilitare il complesso processo di trasformazione della prassi costruttiva e del mercato immobiliare verso una maggiore sostenibilità. Una stima complessiva degli edifici ad oggi certificati/attestati a livello regionale e nazionale è di circa 1.000 unità. Valore in forte crescita anche grazie al consolidamento dei processi di certificazione a livello regionale e nazionale che rendono il sistema di valutazione accessibile a chiunque. Inoltre, la disponibilità di protocolli in grado di valutare edifici di diverse destinazioni d’uso, oltre che quelli residenziali, ha permesso di espandere il raggio d’azione del sistema. Il Protocollo ITACA è in corso di applicazione anche su edifici di elevata complessità, come ad esempio quello che sarà il grattacielo più alto d’Italia, la nuova sede della Regione Piemonte a Torino.

 

Sviluppi del Protocollo ITACA

Il Comitato di Gestione del Protocollo ITACA, composto da ITACA, due regioni a rotazione, iiSBE Italia e ITC-CNR, ha indicato un programma di lavoro per il prossimo periodo che include, oltre allo sviluppo dei Protocolli per diverse destinazioni d’uso, anche quello per gli edifici in uso e per gli edifici storici. Attualmente il Protocollo ITACA può essere applicato solo alle nuove costruzioni o agli edifici oggetto di una ristrutturazione. L’esigenza di poter valutare anche gli edifici in esercizio, non necessariamente oggetto di un intervento di riqualificazione, porterà alla definizione di un protocollo specifico basato non più su dati di progetto quanto su dati numerici provenienti da misurazioni e monitoraggi. La principale applicazione di questo strumento da parte delle Regioni sarà per verificare l’effettivo livello di prestazione raggiunto dalle costruzioni che hanno beneficiato di un contributo pubblico. Il Protocollo per gli edifici storici, patrimonio di particolare importanza per il nostro Paese, permetterà invece di valutare le costruzioni soggette a vincoli, in modo da valorizzare gli interventi che hanno comunque permesso un miglioramento della qualità energetico ambientale. Lo sviluppo in prospettiva di maggior interesse è quello legato alla conclusione del progetto finanziato dalle Regioni attraverso ITACA, coordinato da ITC-CNR e dall’Università Politecnica delle Marche «Strumenti per la promozione della sostenibilità in campo dell’edilizia – banca dati dei materiali di riferimento per costruzioni ad elevata prestazione ambientale». Il risultato principale della ricerca è una banca dati sull’impatto nel ciclo vita dei materiali da costruzione. Quest’ultima consentirà una revisione dei criteri del Protocollo ITACA che adotteranno indicatori LCA, maggiormente oggettivi rispetto agli attuali, per la valutazione dei materiali impiegati per realizzare l’edificio, come ad esempio la CO2 o l’energia inglobata. La banca dati potrà accogliere le schede dei materiali presenti sul mercato che dovranno essere sottoposti a un apposito processo di qualificazione. Accanto allo sviluppo dei protocolli è in fase di implementazione e sperimentazione un sistema di formazione rivolto a progettisti, imprese di costruzione e imprese artigiane. In tal senso sono già attivi i corsi per certificatori proposti dalle Regioni mentre iiSBE Italia ha sperimentato il percorso di formazione per professionisti ed imprese di costruzione «Esperto Protocollo ITACA».

 

Valutazioni a scala urbana

Il Protocollo ITACA è attualmente applicabile alla scala dell’edificio. Nel caso di valutazioni a scala urbana, ad esempio progetti di recupero urbano o costruzione di nuovi quartieri, è necessario impiegare uno strumento specifico con indicatori adeguati a questo tipo di applicazioni. iiSBE Internazionale ha recentemente sviluppato una metodologia di riferimento che ha consentito la definizione di un Protocollo ITACA pilota per la valutazione della sostenibilità a livello territoriale, contestualizzabile alle caratteristiche uniche di ogni città o quartiere. Il sistema è composto da criteri che consentono di analizzare problemi complessi. L’ambito urbano viene letto come sovrapposizione di sei strati: le interazioni, i trasporti, le forme dell’edificato, i rilievi e la topografia, l’uso del suolo, gli spazi pieni e vuoti. Il sistema di indicatori a scala urbana è basato su parametri morfologici in grado di analizzare le problematiche di sostenibilità come: l’uso del terreno, la mobilità, la gestione delle acque, la biodiversità, l’equità sociale, gli aspetti economici, i rifiuti, gli aspetti culturali e di benessere, i consumi energetici. Ogni indicatore è basato su una formula matematica in grado di calcolare una intensità, diversità, distribuzione, caratteristica morfologica, prossimità, connettività, forma o complessità. Le scale di analisi che è possibile verificare con questo strumento vanno dalla città all’isolato. L’impiego del Protocollo consente così di ottenere indicazioni oggettive in merito ai più opportuni interventi di riqualificazione o di sviluppo urbano, consentendo di meglio comprendere le conseguenze delle scelte progettuali e politiche. Lo strumento consente di ottenere una visione globale della città e delle migliori strategie per adattarle alle sfide che l’attendono. Il focus sull’angolo della città turbata per meglio supportare l’attività della città sul software nell’azione degli abitanti a differenti livelli e per attività.

Raccordi internazionali

Il Protocollo ITACA rappresenta l’Italia nella SB Alliance (SBA), il network mondiale dei sistemi di certificazione della sostenibilità delle costruzioni. Tra gli altri sono membri della SB Alliance: BREEAM (Gran Bretagna), DGNB (Germania), HQE (Francia), LEED (Stati Uniti).

Obiettivo principale della SBA è lo sviluppo di un nucleo fondamentale di indicatori e criteri comuni, che saranno contenuti nei certificati Protocollo ITACA, in modo da facilitare l’armonizzazione e la confrontabilità dei diversi sistemi.

Attraverso l’ITC-CNR, il sistema Protocollo ITACA partecipa alle attività di ricerca internazionali della SBA che garantisce al sistema di valutazione l’integrazione a livello europeo e internazionale con gli altri sistemi da rating. Il Protocollo ITACA è anche parte del gruppo di sistemi di certificazione basati sulla metodologia iiSBE, tra gli altri Verde (Spagna), Total Quality (Austria), SBTool PT (Portogallo) e SBTool CZ (Repubblica Ceca). Infine, il Protocollo si raccorda con i lavori a livello europeo sviluppati dal CEN e in particolare dal gruppo rivolto alla sostenibilità nel campo delle costruzioni, il TC 350.

 

Andrea Moro
Presidente iiSBE Italia e iiSBE Internazionale
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