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Termini: signori, si riparte!

Progetto nuova stazione Termini

Alessandro Ferri • Entrano nel vivo i lavori per la ristrutturazione della Stazione di Roma Termini: una nuova galleria servizi di 6mila metri quadrati, e un parcheggio multipiano per 1.300 auto. Interventi che cambieranno il volto della più importante stazione italiana e anche l’ambiente tirerà un sospiro di sollievo


•• Stazione Termini, Roma: ogni giorno partono e arrivano 850 treni, che trasportano 480mila passeggeri. 150 milioni di persone ogni anno. È il maggiore scalo ferroviario d’Italia e il secondo in Europa per traffico passeggeri (dopo la Gare du Nord a Parigi). Il nome «Termini», che deriva dalle vicine Terme di Diocleziano, rimanda istintivamente alla nota inconfondibile immagine del grande avancorpo proteso verso Piazza dei Cinquecento.

Il «dinosauro»

Questa pensilina in cemento, battezzata il «dinosauro», ha un’architettura avanzatissima per l’epoca: fu realizzata nel 1950 e rappresentò il completamento dei lavori di ricostruzione dello scalo, lavori che erano iniziati prima della Seconda Guerra Mondiale per sostituire la vecchia stazione del 1874, ormai inadeguata. Il progetto iniziale dell’architetto Mazzoni prevedeva ben altre dimensioni, e un’imponenza assonante ai dettami del regime allora vigente (un immenso colonnato avrebbe accolto i viaggiatori a Piazza dei Cinquecento). Nel dopoguerra si decise di proseguire i lavori sposando linee tese, geometrie innovative e ampie vetrature: e il «dinosauro», da allora, costituisce un elemento caratteristico di Roma, al pari del Colosseo e della Fontana di Trevi, o del gazometro dell’Ostiense e dell’Auditorium.

Tra il 1999 e il 2000, in occasione dell’ultimo Giubileo, la stazione Termini è stata interessata da un profondo rinnovamento strutturale: grazie alla creazione di nuove aree dedicate a servizi e centri commerciali, è diventata un punto di riferimento per turisti e cittadini. Il grande punto critico della stazione, tuttavia, continuava ad essere l’accessibilità stradale e, soprattutto, la mancanza di strutture per la sosta. La costruzione dell’autosilo meccanizzato di via Marsala (1998), il multipiano di via Giolitti (2005) e le aree dedicate a Piazza dei Cinquecento e via Marsala non sono in grado di soddisfare la domanda, sempre crescente, di parcheggi. Lo dimostrano le lunghe code a via Marsala e via Giolitti, i veicoli in doppia e tripla fila e il frequente stato di congestione della viabilità circostante: scenari di confusione, di disagio, di difficoltà, ormai rassegnatamente accolti come folklore locale ma che presto, per la gioia dei viaggiatori e degli automobilisti romani, potranno diventare rapidamente un ricordo con la nuova grande ristrutturazione dello scalo.

Termini cambia ancora

Sono infatti entrati nel vivo i lavori per la realizzazione della nuova Galleria Servizi della stazione Termini, sul nuovo Mezzanino di fronte alla testa dei binari, e per il parcheggio Multipiano sopra i binari.

L’investimento della società Grandi Stazioni del Gruppo FS è di 83 milioni di euro: al termine di questa radicale ristrutturazione, ancora più consistente di quella ultimata nel 2000 – che interessò soprattutto il sottosuolo della stazione – Termini avrà un nuovo volto, in piena linea col suo ruolo di crocevia della mobilità intermodale cittadina, e adeguato alle esigenze degli oltre 20 milioni di turisti che, ogni anno, visitano la Città Eterna.

“È un progetto tecnicamente molto complesso – ha sottolineato l’Amministratore Delegato di Grandi Stazioni Fabio Battaggia durante la presentazione dei lavori – una grande sfida affrontata in condizioni uniche: stiamo realizzando una galleria servizi e un parcheggio multipiano nella più grande stazione italiana, in centro città, garantendo il pieno esercizio della stazione, con il transito di oltre 800 treni e 400.000 persone ogni giorno”.

I lavori sono stati avviati nell’estate del 2012, e la tempistica di ultimazione è di circa 40 mesi per la Galleria dei Servizi, e 50 mesi per il parcheggio: per ridurre i disagi, per tutelare i viaggiatori e, soprattutto, garantire il rispetto della tempistica, è stato sottoscritto con l’ATI ICS IRCOP, appaltatore dei lavori, un contratto molto vincolante.

Ad oggi (febbraio 2013) sono stati già realizzati tutti i lavori propedeutici, che hanno interessato zone non aperte al pubblico: sono state risolte tutte le interferenze impiantistiche e di servizio, e sono stati approntati i box che hanno consentito lo spostamento delle attività commerciali interessate in questa fase.

A questi interventi, di grande complessità ed impatto, si aggiungeranno la riqualificazione del Forum Termini e della Galleria Centrale che unisce via Giolitti a via Marsala (la famosa «galleria gommata», che rappresenta una peculiarità della Stazione Termini).

Grazie a questi interventi – ha proseguito Battaggia – la stazione Termini offrirà un’immagine al passo con i tempi, sempre più ricca di servizi, riconfermando il suo ruolo di hub intermodale, modello di riferimento per funzionalità ed eleganza tra le stazioni europee”.

La nuova stazione nei dettagli

Le novità principali di Termini sono rappresentate dalla Galleria dei Servizi, e dal Parcheggio Multipiano.

Galleria dei Servizi: ospiterà servizi di stazione su una superficie di circa 6.000 metri quadrati e si svilupperà su un unico piano, al di sopra del fronte binari. La testata dei binari sarà arretrata, incrementando gli spazi di attesa e transito nella parte antistante l’attestazione dei binari, consentendo così ai passeggeri in arrivo e partenza una migliore fruibilità dello spazio. L’idea controllante del progetto è finalizzata a far diventare Termini una sorta di «air terminal», con una grande area di attesa attrezzata con circa 600 sedute in un contesto di assoluto comfort: largo dunque a soluzioni di design innovative, con punti di ristoro e servizio totalmente integrati nei flussi di passaggio e aperti alla luce naturale verso i binari. Ampie vetrature permetteranno di osservare il movimento dei rotabili così come oggi, negli aeroporti, i passeggeri assistono alle operazioni di approntamento dei velivoli prima della partenza. E saranno proprio queste ampie vetrature a richiedere, sotto il profilo energetico e ambientale, un’accorta climatizzazione della grande struttura: la prevalente esposizione a sud est, richiede l’ottimizzazione degli impianti in relazione all’esigenza di ridurre la dispersione di calore nelle stagioni più fredde e calibrare perfettamente, in quelle più calde, il raffreddamento dell’aria e il ricambio della stessa.

Il progetto prevede, inoltre, quattro nuovi ascensori panoramici – che collegheranno i tre piani di stazione (Forum e linee della metropolitana, piano binari e nuova galleria) – due nuovi gruppi di scale mobili, e altrettante fisse, per consentire la totale accessibilità al nuovo spazio, dotato di un sistema di videosorveglianza collegato alla Control Room e di un impianto di diffusione sonora e di informazione al pubblico.

Al termine dei lavori la storica «galleria gommata», ovvero il collegamento che unisce Via Giolitti a Via Marsala, si presenterà libera da occupazioni preesistenti e di cantiere, consentendo così il recupero e il ripristino dei volumi e delle architetture originali. Si tornerà, in pratica, all’impostazione del 20 dicembre 1950, quando la Stazione Termini venne aperta al pubblico.

La nuova struttura, staticamente autonoma rispetto all’edificio di stazione esistente grazie a isolatori sismici che la sosterranno, avrà finiture di livello, con materiali leggeri e trasparenti e con una struttura architettonica «a specchio», in cui il pavimento e il soffitto riflettono lo stesso disegno e inglobano le linee immaginarie che delimitano gli spazi.

Parcheggio Multipiano: la stazione Termini avrà un parcheggio letteralmente «sopra» i binari. Sarà il primo in Europa nel suo genere, e avrà una capacità di 1.337 posti auto e 85 posti moto: la nuova struttura si svilupperà su tre piani, accessibili attraverso una rampa laterale da Via Marsala.

I collegamenti pedonali tra il parcheggio e la stazione saranno garantiti da 10 ascensori e 12 gruppi scala in corrispondenza di ogni marciapiede. La sicurezza sarà assicurata da un avanzato sistema di videosorveglianza con 80 telecamere. All’interno del parcheggio vi saranno monitor informativi su arrivi e partenze dei treni, che indicheranno al passeggero quale ascensore o scala scegliere per raggiungere il binario di interesse.

I lavori si svolgono in modo da limitare al minimo le interferenze sulla circolazione ferroviaria – oltre 800 treni ogni giorno – grazie alla tecnica cosiddetta di «varo a spinta». Una tecnica normalmente utilizzata per la costruzione dei ponti, ma mai utilizzata finora per la realizzazione di un parcheggio sopra una stazione in esercizio nel pieno centro città. Sezioni di parcheggio verranno costruite e assemblate, e poi fatte scorrere attraverso una cremagliera verso la loro posizione, fino alla completa realizzazione dei primi due piani parcheggio. Il terzo piano sarà invece costruito in loco, utilizzando i due piani costruiti con la tecnica «a varo» come base di supporto.

L’impresa ha già completato tutte le fasi propedeutiche alla realizzazione delle opere, i cui cantieri sono già visibili all’interno di stazione: ciò ha comportato una piccola riduzione del marciapiede dei binari 10-11 e del binario 1, che rimangono comunque in esercizio.

Intermodalità e ambiente

Grazie a questa nuova struttura l’offerta di parcheggi gestiti da Grandi Stazioni a Roma Termini passerà da 238 posti auto attuali (180 in Piazza dei Cinquecento e 58 in Via Marsala) a 1.575, contribuendo a risolvere il «problema parcheggio» ed i disagi alla circolazione che si riflettono, negativamente anche sull’ambiente. Chi si muove abitualmente a Roma in auto conosce ormai gli orari in cui è opportuno evitare, il più possibile, le strade circostanti la stazione Termini: proprio quelle strade che, grazie agli interventi sopra citati, sono destinate a diventare più fluide, più ordinate e più vivibili. E i consistenti vantaggi nella riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico (polveri sottili, biossido di carbonio, ecc.) e acustico non si limiteranno, ovviamente, alla sola zona limitrofa a Termini: sarà forse la prima volta che da un intervento in una stazione ferroviaria, vi saranno conseguenze positive nel traffico stradale. La logica dell’intermodalità, quando è applicata concretamente, permette tutto questo, e molto di più.

 

Alessandro Ferri

 

 

? Per informazioni e approfondimenti: www.romatermini.com

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