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Quando la consegna a domicilio diventa un problema di sostenibilità ambientale

Nel libro nero dei settori responsabili dell’inquinamento, la voce «home delivery» rappresenta il 3% delle emissioni globali di gas serra. Consapevoli dell’urgenza di un cambiamento, le multinazionali della distribuzione, della logistica e i colossi dell’automotive stanno investendo miliardi di euro sull’«elettrificazione» della flotta dei veicoli commerciali. Ma quali strategie adottare? La risposta per la rivoluzione green dell’ultimo miglio viene da LifeGate e Ford Italia

La salute del Pianeta è a rischio. Nella ricerca dei responsabili «attentatori» stupisce il capitolo dedicato all’home delivery che rappresenta da solo il 3% delle emissioni globali di gas serra. Non solo, nel futuro il dato sarebbe inesorabilmente destinato ad aumentare. In particolare, entro il 2050, secondo quanto svelato in un articolo del The Washington Post, l’impatto salirà al 17% (+567%) e, come spiegato dai dati della IEA (International Energy Agency), il settore del trasporto merci è responsabile di un quinto delle emissioni globali di CO2, dietro solo al settore energetico. Risulta indispensabile intensificare il processo di elettrificazione delle flotte per il trasporto garantendo il connubio perfetto tra efficienza, velocità e sostenibilità. Secondo il report «Decarbonizzare i trasporti. Evidenze scientifiche e proposte di policy» del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, l’impiego dei veicoli elettrici consentirebbe di ridurre del 37% le emissioni di CO2 rispetto ai veicoli a combustione, e questo anche tenendo conto delle maggiori emissioni che derivano dalla loro produzione.

Ad oggi il 99% del trasporto stradale italiano è a combustione interna. La sostituzione di quest’ultimo con veicoli elettrici porterebbe una riduzione del 50% delle emissioni del trasporto stradale leggero. Le stime prevedono che un camion elettrico possa risparmiare fino al 70% delle emissioni sul ciclo vita. L’ultimo miglio rappresenta dunque un aspetto decisivo non solo per la catena di distribuzione, ma anche per il futuro della mobilità sostenibile: è necessario trovare un rimedio al traffico eccessivo e ridurre l’inquinamento, entrambi ricadute della diffusione sempre maggiore dei veicoli commerciali.

Da sx: Federico Vignolo, Riccardo Miuccio, Roberto Sposini, Roberta Marsi, Marco Alù Saffi, Luca Zucconi ©LifeGate

LifeGate, grazie al supporto di Ford, ha deciso di approfondire le tematiche legate alla mobilità sostenibile in un educational digital talk nel quale un panel di esperti, composto da rappresentanti delle aziende e giornalisti, si è confrontato sulle soluzioni e sulle strategie migliori da proporre per un futuro sempre più green.

Roberto Sposini, chief mobility editor di LifeGate, dichiara “La crescita delle consegne legate alle transazioni online, la capillarità dei servizi estesi sull’intero territorio, senza compromessi di qualità e tempistiche, si combinano oggi con numerosi fattori di contesto che complicano la capacità di realizzare una performance di valore per tutti. Occorre dunque mettere in pratica azioni fondamentali per ridurre la congestione e l’inquinamento dei centri urbani, così da migliorare l’efficienza per le imprese e la qualità generale della vita di residenti e non. Questi sforzi hanno l’obiettivo di promuovere un modello di mobilità urbana che sia più sostenibile, green e sicuro, implementando nuove soluzioni di mobilità in grado di risolvere le criticità legate alla percorrenza dell’ultimo miglio”.

Ma il passaggio all’elettrico riuscirà a garantire elevati livelli di efficienza?

La questione è soprattutto culturale, ma la mentalità non è più un ostacolo quando l’imprenditore comprende che l’elettrificazione e la connettività producono effetti particolarmente positivi sull’operatività e sulla produttività. L’elettrico sostituirà l’endotermico in un percorso graduale.

License by Makerhouse/Ford Design

Ford ha già un orizzonte temporale: entro il 2030, due terzi dei veicoli commerciali Ford venduti in Europa saranno elettrici o ibridi plug-in, mentre nel 2035 ogni veicolo commerciale Ford venduto in Europa sarà elettrico.

Già oggi la quasi totalità delle aziende potrebbe essere pronta al passaggio all’elettrico, poiché l’autonomia di un veicolo come Ford E-Transit, o quella di E-Transit Custom che lanceremo il prossimo anno, copre, con largo margine, le necessità di trasporto di una giornata lavorativa tipo” dichiara Marco Buraglio, Direttore veicoli commerciali Ford Italia.

Molti centri urbani puntano, quindi, ad elettrificare la consegna delle merci migliorando così la qualità dell’aria. Inoltre, mostrare ai cittadini il processo di elettrificazione dei trasporti significa convincerli a prendere in considerazione l’acquisto di un veicolo elettrico privato. 

Prospettive europee

In Europa, tra il 2019 e il 2022, il numero totale di LEZ (Low-Emission Zone) o aree a traffico limitato attive è aumentato del 40% e, secondo uno studio della coalizione europea CleanCitiesCampaign, entro il 2025 saranno oltre 500 le città europee ad avere attiva una zona a basse emissioni (+58% rispetto a giugno 2022). Tra il 2030 e 2035 quasi trenta città europee tra Paesi Bassi, Regno Unito, Francia e Scandinavia le aree a traffico limitato sono destinate a trasformarsi in ZEZ all’interno delle quali non sarà più possibile l’uso delle auto a combustione interna. E in Italia? Entro il 2030 è prevista la creazione di 35 zone a emissioni zero, off-limit per i veicoli a combustione, ma finora nessuna città italiana ha avviato gli interventi previsti.

Secondo un’analisi pubblicata dal Rocky Mountain Institute, organizzazione di ricerca sulla sostenibilità, entro il 2030 il 60% delle vendite di nuovi camion potrebbe essere elettrico portando così a un dimezzamento delle emissioni causate dall’industria degli autotrasporti entro il 2035.

[ Giorgia Poggi ]