Alessandro Ferri • Un libro per festeggiare una start-up lunga sei anni. Un bilancio positivo, con 4 milioni di passeggeri trasportati e 12mila viaggi effettuati
•• La prima azienda privata europea nell’Alta Velocità Ferroviaria. La prima risposta concreta al monopolio del trasporto passeggeri, fino allo scorso anno detenuto saldamente dalle Ferrovie Italiane dello Stato.
È trascorso più di un anno dal 28 aprile 2012, quando la partenza del primo treno «Italo», da Napoli per Milano Porta Garibaldi, ha rappresentato la nascita della concorrenza sui binari, e la definitiva affermazione di una nuova realtà imprenditoriale, con oltre mille addetti assunti a tempo indeterminato. E la società Ntv, fondata nel 2006 da Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Gianni Punzo e Giuseppe Sciarrone, ha scelto di celebrare il suo primo anniversario con toni nobili, pacati, colti, ovvero presentando un libro in cui è raccontata la vicenda che ha portato i treni «Italo», dall’inconfondibile colore «rosso Ferrari» ad attraversare i binari del Paese. Il libro si intitola «Da Zero a Italo, così è nata la concorrenza»: è edito da Skira, ma è altrimenti scaricabile dal sito aziendale www.ntvspa.it.
I «treni rossi» sono ormai affermati nell’immaginario collettivo dei viaggiatori abituali, e anche di chi utilizza il treno sporadicamente.
A un anno dal debutto, il 28 aprile del 2012, Ntv ha trasportato oltre quattro milioni di viaggiatori (con più di 12 mila treni-viaggi effettuati), ha terminato la fase graduale del ramp-up che l’ha portata a completare l’offerta con 50 collegamenti al giorno sulle due direttrici Salerno-Torino e Napoli-Venezia, diventando un business case da manuale, all’insegna della prima liberalizzazione ferroviaria.
Ntv è un caso di studio: non solo per l’Unione Europea, che ne segue gli sviluppi con attenzione, e considera Italo l’apripista di una liberalizzazione che presto riguarderà tutta l’Europa, ma anche per le ferrovie di tutto il mondo che, periodicamente, vengono in Italia, agli impianti di Nola, negli uffici, in linea a bordo, a studiarne l’innovazione, la qualità del servizio, il modello di business e gli effetti della liberalizzazione sul trasporto ferroviario.
Sciarrone ha così tirato le somme di un sogno diventato realtà: essere riusciti a imporre le ragioni del mercato nel trasporto ferroviario sull’Alta Velocità, infrangendo il monopolio delle Ferrovie dello Stato durato oltre un secolo.
Nel libro, la trama di una sfida
Il libro racconta delle persone, delle tecnologie e dell’innovazione, ma anche della formazione, del nuovo modello di servizio, del pensiero moderno, ma anche del cuore e dell’entusiasmo: il racconto si snoda lungo una trama intessuta di emozioni, testimonianze e aneddoti, che rivelano la tenacia e la determinazione di un gruppo di azionisti che ha creduto nella forza della concorrenza e nella qualità del nuovo modo di viaggiare, nonostante tutto. E che ha investito nel progetto oltre un miliardo di euro, tutto capitale privato, senza alcun aiuto o paracadute pubblico.
La lettura analitica del successo di Ntv è stata raccontata, nel libro, dal prof. Ennio Cascetta dell’Università Federico II di Napoli, a lungo Assessore alla Mobilità della Regione Campania. Cascetta ha descritto, in particolare, dati e tabelle pubblicate nel libro, riassumendo in quattro punti chiave la riscossa delle Ferrovie, e il positivo effetto moltiplicatore della concorrenza:
1) l’aumento dell’offerta e la quantità dei servizi a disposizione della popolazione (raddoppiata con Ntv);
2) il miglioramento della qualità dei servizi, in una reciproca «rincorsa» che si è innescata tra il nuovo entrante e l’incumbent storico a fare sempre meglio (nell’interesse dei viaggiatori);
3) la riduzione dei prezzi, che nel 2012 rispetto all’anno precedente sono scesi in media del 30-35%;
4) l’aumento della domanda di trasporto ferroviario che rafforza sempre più il ruolo del treno, a discapito di mezzi di spostamento più inquinanti e meno sicuri: in un anno di grande crisi economica, quale il 2012, il numero dei passeggeri è aumentato del 16%, con Italo che ne ha trasportati nei suoi primi otto mesi di vita oltre 2 milioni, e il Frecciarossa che non ha perso traffico ma, anzi, l’ha aumentato del 6-7%.
Tra il 2009 e il 2012 l’Alta velocità ha registrato sette milioni in più di viaggiatori. E di questi, circa 3,1 milioni (pari al 44%) sono domanda proveniente da altre modalità di trasporto (di cui 2,2 milioni dall’aereo); 1,7 milioni sono viaggiatori che prima utilizzavano altri servizi ferroviari di lunga e media percorrenza (soprattutto Intercity); i restanti 2,2 milioni, sono passeggeri che prima dell’avvio dell’Av non viaggiavano, e che grazie ai minori tempi di spostamento hanno modificato il proprio stile di vita, lavoro, tempo libero.
Il libro, infine, è anche un piccolo trattato di management e di impresa che racconta dall’interno, empiricamente e senza enfasi, come nasce e si struttura una start-up ambiziosa, che parte, come ricorda il titolo, «da zero», ossia da un sogno e poi da uno schizzo appena tratteggiato su un foglio di carta.
“La fiducia dei tanti che ci stanno scegliendo – ha dichiarato ancora Montezemolo – ci fa capire oggi che forse quell’obiettivo concepito cinque anni fa con audacia e con un pizzico di spregiudicata incoscienza – restituire giovinezza a un mezzo antico come lo è stato il treno – è stato raggiunto”. E questo primo anno di attività “sembra dimostrare con chiarezza come la concorrenza vada incontro agli interessi del Paese e a quelli del mercato: è cresciuta la domanda di trasporto ferroviario, la qualità del servizio non ha precedenti in Italia, i prezzi sono più contenuti”.
