La «Giornata Meteorologica Mondiale 2022» si svolgerà come di consueto il 23 marzo. In tutto il mondo il World Meteorological Day (Giornata Meteorologica Mondiale) è una ricorrenza annuale istituita nel 1950 dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (World Meteorological Organization) e dedicata al mondo della meteorologia e ai suoi temi più attuali. Nel 2017 AISAM, insieme a Sapienza Università, ha ripreso la celebrazione di questa ricorrenza con un evento dedicato: un appuntamento divenuto annuale e atteso da parte della comunità scientifica e di settore ma anche da non addetti ai lavori.
Il prossimo 23 marzo – dalle 9.30 – si terrà, in presenza presso l’Aula Magna della Sapienza Università di Roma, e in diretta streaming, il convegno che metterà al centro “l’importanza delle informazioni idrometeorologiche e climatiche per la riduzione del rischio di catastrofi”.
Diretta streaming: https://youtu.be/ngJ51tBMmnM
In Partecipazione gratuita: con registrazione obbligatoria entro il 22 marzo compilando il form sul sito web: http://gmm.aisam.eu/index.html
GIORNATA METEOROLOGICA MONDIALE 2022
Allertamento ed azione tempestiva. Informazioni idrometeorologiche e climatiche per la riduzione del rischio di catastrofi
PROGRAMMA E ABSTRACT
09:30 – 09:45 Introduzione
- Frank Marzano, Sapienza Università di Roma e Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia – AISAM
- Shahram Rahatlou, Sapienza Università di Roma
- Gabriele Scarascia Mugnozza, Sapienza Università di Roma e Commissione Nazionale dei Grandi Rischi
09:45 – 10:15 Saluti
- Fabrizio Curcio, Dipartimento della Protezione Civile – DPC
- Luca Baione, Organizzazione Meteorologica Mondiale – Aeronautica Militare
- Cristina Costarelli, Associazione nazionale Presidi – Lazio
- Riccardo Valentini, Società Italiana di Scienze del Clima – SISC
- Francesca Ventura, Associazione Italiana di AgroMeteorologia – AIAM
- Giuseppe Sangiovanni, Rai Pubblica Utilità
10:15 – Titti Postiglione, Dipartimento della Protezione Civile
Si può prevenire il rischio? Le buone pratiche di Protezione Civile
Quando si parla di prevenzione si pensa a opere complesse, interventi strutturali, ingenti risorse economiche. Ma esistono forme di prevenzione molto più facilmente realizzabili, di rapida attuazione e poco costose. Si tratta della prevenzione non strutturale di protezione civile che si declina attraverso la pianificazione, le attività addestrative, la formazione e soprattutto la consapevolezza dei rischi e l’adozione delle buone pratiche. Adottare buone pratiche significa non soltanto sapersi comportare in situazioni di emergenza ma soprattutto imparare a fare scelte quotidiane per la riduzione del rischio per costruire un futuro più sicuro.
10:45 – Adriano Raspanti, Ufficio Generale Aviazione Militare e Meteorologia
Tempestività o prevenzione? I programmi della OMM come scudo ai disastri naturali
Alla scoperta dei principali programmi OMM, e le attività connesse, dedicati alla prevenzione del rischio da disastro naturale causato da eventi meteorologici estremi. Una prima categoria di questi programmi si pone quale scopo lo sviluppo di un sistema osservativo meteorologico efficiente e di un apparato previsionale quanto più performante possibile, mentre il secondo pilastro mira alla costruzione di consapevolezza e di capacità tecniche e gestionali nei paesi meno sviluppati. Si evidenzia infine la complessità e l’interconnessone di tali attività preventive, così che solo una Governance ad alto livello potrà guidare e coordinare tutti i processi, e se il caso, apportare le opportune misure correttive.
11:15 – Erika Coppola, ICTP Abdus Salam International Centre of Theoretical Physics
Cosa cambia nel clima europeo e nel bacino del Mediterraneo all’aumentare del riscaldamento globale?
L’intero pianeta si sta riscaldando, e questo riscaldamento è unico sia per la sua entità che per la velocità a cui avviene. Anche se il cambiamento climatico è un fenomeno globale, può succedere che alcune regioni si riscaldino più velocemente rispetto alla media globale. Questo è quello che sta accadendo in Europa, dove si osserva un riscaldamento di circa 1 grado in più rispetto alla media globale. Le conseguenze di questo riscaldamento quali per esempio precipitazioni estreme nel Nord dell’Europa e siccità del Mediterraneo già si vedono oggi e sono attribuibili alle attività antropiche. Se le riduzioni delle emissioni di gas serra non saranno rapide e diffuse il riscaldamento globale sarà superiore a 1,5 °C. Con un riscaldamento di 2 °C le conseguenze saranno multiple e per tutte le aree europee. Per esempio, ciò che si osserverà sarà:
- un aumento delle temperature estreme che si tradurrà in eventi come quello dell’ondata di caldo del 2003 che si verificheranno molto più frequentemente;
- eventi di precipitazioni estreme come quella osservata nell’estate 2021 in Germania colpiranno più regioni con maggiore frequenza;
- l’innalzamento del livello del mare causerà più eventi di inondazione costiera come, ad esempio, quelli osservati durante gli eventi di mareggiata nel mare Adriatico settentrionale;
- una forte riduzione dei ghiacciai e della neve come stiamo già osservando per tutti i ghiacciai alpini.
In aggiunta a ciò, specificatamente per il Nord Europa, aumenteranno le forti tempeste di vento. In Europa occidentale e centrale aumenteranno le alluvioni nelle zone fluviali, la siccità e gli incendi nell’Europa orientale. La regione del Mediterraneo sperimenterà una gran numero di questi cambiamenti con, oltre a quelli sopra menzionati, anche un aumento di siccità, aridità, incendi e forti tempeste come Medicanes.
La buona notizia è che siamo ancora in tempo per limitare tutti questi cambiamenti se nei prossimi decenni si raggiungerà emissione globale netta zero di CO2. Anche se ci riusciremo ci saranno però dei cambiamenti che non si fermeranno per migliaia di anni come, ad esempio, l’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento della calotta glaciale. Quindi il messaggio importante è capire che il clima europeo che sperimenteremo in futuro dipende dalle nostre decisioni odierne.
11:45 – Carlo Cacciamani, Agenzia ItaliaMeteo
Perché la meteorologia è importante per ridurre il rischio? Il ruolo della nuova Agenzia ItaliaMeteo
La previsione meteorologica è un elemento essenziale per la riduzione del rischio in un territorio, dal momento che permette di conoscere in anticipo la probabilità di occorrenza di fenomeni pericolosi che su di esso possano abbattersi, e quindi di attuare le azioni di contrasto per ridurne il rischio conseguente. In Italia tale azione preventiva è svolta dal sistema dei Centri Funzionali, che utilizza le previsioni meteo realizzate dal Centro Funzionale Centrale del Dipartimento della protezione civile e dai settori meteo di alcune Regioni, e poi valuta i possibili rischi indotti. L’Agenzia ItaliaMeteo si inserisce in questo Sistema e può fornire supporto, svolgendo una necessaria azione di coordinamento tra i diversi attori, al fine di giungere a una più omogenea valutazione del rischio nel Paese.
12:15 – 12:45 Discussione e domande
Moderatori:
- Frank Marzano, Sapienza Università di Roma e AISAM
- Anna Maria Siani, Sapienza Università di Roma
- Sergio Pisani, AISAM
12:45 Conclusioni
Dino Zardi, Presidente AISAM
Per seguire i lavori:
Aula Magna Sapienza Università di Roma
Piazzale A. Moro, 5 – 00185 Roma
info: http://gmm.aisam.eu | Diretta streaming: https://youtu.be/ngJ51tBMmnM
